Mercoledì, 15 Agosto 2018

L’esigenza di aprire un frantoio al pubblico si fa sempre più impellente negli anni. Sempre più necessaria (ed ancor più nel prossimo futuro) da quando sta prendendo piede la malsana idea che l’olio nasca nelle bottiglie del supermercato. Un po’ come la questione della cicogna coi bambini, se non peggio.

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Stava per partire per l’America, Pasquale VenaStava per imbarcarsi assieme ai suoi fratelli. Vuoi perché il lavoro mancava, vuoi per il mito, l’idea, il sogno di salpar l’Oceano. Vuoi perché il figlio del vicino ce l’aveva fatta, lì in America.

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Tutte le feste porta via, va bene. Ma cosa mangiano gli Italiani il sei gennaio?

Festività dalle origini pagane, per molti popoli antichi - l’Epifania - coincideva con l’inizio del nuovo anno.

Festeggiata bruciando un pezzo di legno per allontanare le privazioni del passato, si celebrava in alcune zone della penisola portando a tavola i propri animali d’allevamento.

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Anche a Potenza è possibile mangiare messicano.  Il primo locale di autentici piatti della cucina scelta dall’Unesco dal 2010 come Patrimonio Mondiale dell’umanità è stato inaugurato ieri nel centro storico della città (via Orazio Flacco, 13 – Portasalza).

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Mercoledì, 06 Settembre 2017 11:33

Cibo - I potentini sempre più pigri in cucina

I potentini diventano sempre più pigri in cucina, ordinano sempre più cibo da consumare a casa e scelgono cosa mangiare a pranzo o a cena non più aprendo il frigo, bensì affidandosi allo smartphone. A rivelarlo è la prima “Mappa del cibo a domicilio in Italia”.

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Ogni buon matrimonio, ad Avigliano, iniziava con la strazzata. Per tradizione la si offriva ai parenti della sposa alla famiglia del futuro marito, a colazione. Per tradizione, la famiglia del futuro marito, poi, a mezzogiorno, ricambiava.

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È (quasi) il più buono d’Italia ed è di tradizione tutta lucana. È lo yogurt prodotto da latte di ‘signore mucche’, residenti, domiciliate, in-’stallate’ a Potenza. Ed è precisamente in Contrada Centomani (periferia ovest del capoluogo lucano) che da qualche mese a queste parte l’omonima Fattoria/Taverna può farsi vanto di produrre il ‘più buono d’Italia’, lo yogurt più buono d’Italia. 85 quelli in concorso, selezionati in 17 regioni d’Italia da 20 maestri degustatori (agronomi e tecnologi alimentari) ed infine valutati da 5 giudici in base a caratteristiche visive, olfattive e gustative.

È così che Taverna Centomani si assicura, nel novembre 2016, il secondo posto al Concorso Nazionale ‘Agri Yogurt’, giunto alla sua settima edizione, in quel di Cremona.
Ma come si fa ad… ‘essere buoni’? Sarà per i fermenti, più vivi di quelli che fanno riattivare persino l’intestino della Marcuzzi? Sarà per il latte di ‘signore mucche, ma mucche mucche’ e persino più buono di quello ‘della Lola’? Sarà per le buone azioni dei produttori?
Niente di tutto questo. Perché, in Basilicata, l’eccellenza non la si produce a scapito di nessuno, nemmeno dei competitor nazionali.
Quindi, qual è il segreto che rende questo yogurt buonissimo? Come per la Coca Cola, la formula è segreta. Ma tra gli ingredienti c’è di nuovo, c’è di buono, il ‘latte nobile’, che, lungi dall’esser munto da bovini dal sangue blu, deve esser registrato. Il ‘latte nobile’ è un po’ come il Dop, il Docg: il ‘latte nobile’ è ‘un marchio, non una marca’, precisa l’omonima Associazione, con un su Disciplinare.
Insomma, per essere ‘nobile’ il latte, le mucche devono, stando al Disciplinare,Nutrirsi al 70% di erba e fieno, con un numero di essenze pari a 5. Questo tipo di alimentazione permetterebbe, infatti, di ottenere un latte non solo più gustoso ma anche più ricco di tutte le componenti nutrizionali e, soprattutto, un miglior rapporto omega-6/omega-3, mai al di sotto del 5.

Insomma, se buoni si nasce, nobili si diventa, con la Lucania (ancora una volta) chiamata a scrivere il ‘sussidiario dell'eccellenza’, per il resto d’Italia.

Alba Gallo

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Non è una bufala, semmai… una vacca, dal cui latte viene fuori poesia in stato solido, quella che in Lucania si suol definire col termine “caciocavallo”. Perché il buon caciocavallo lo riconosci… dalla “scorza”: coriacea, dura, come la gente di Lucania. E dal latte, prevalentemente vaccino.

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“Sai che a Pignola hanno aperto un’osteria friulana?”. Storia di un’imbeccata, storia curiosa di una emigrazione al contrario, dello sport che si mesce col vino, di un matrimonio tra basket e “Gubane”, che con le ballerine non c’entrano granché niente. Cos’è la Gubana??? Siamo andati a scoprirlo.

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Domenica, 04 Ottobre 2015 16:02

Un tiramisù (lucano) alla Casa Bianca

Ci sono due modi per andare a Washington: quello più comune fa rima con bagaglio a mano.

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