Mercoledì, 19 Settembre 2018

INTERVENTI

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"Sul Capodanno Rai si pronunci anche l'Apt" - Il 14 aprile assemblea pubblica a Nova Sir

Giovedì, 12 Aprile 2018 19:58 Written by

Il Comitato MetaSiris chiama in causa l’Azienda di Promozione Turistica sulla scelta della sede

Incendio Apofruit, manifestazioni di solidarietà

Martedì, 10 Aprile 2018 16:47 Written by

In questo foglio saranno pubblicati in ordine di arrivo sulla mailbox Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. le manifestazioni di solidarietà espresse alla cooperativa Apofruit per il rogo della notte di lunedì

Itrec - Enea, Policoroherakleia2022 ribadisce le richieste: trasparenza e tutela del territorio

Giovedì, 23 Novembre 2017 10:44 Written by

Nei giorni scorsi a Policoro si è tenuto un importante consiglio comunale aperto alla cittadinanza, enti ed associazioni che si occupano di ambiente, da noi opposizione fortemente voluto e a gran voce richiesto durante il precedente consiglio del 28 settembre e poi formalizzato con nota del 5 ottobre.
Al di là della soddisfazione, relativa, per avere per la prima volta acceso i riflettori delle istituzioni locali sulle attività in corso all’ITREC (ENEA) della Trisaia, abbiamo finalmente ascoltato i soggetti interessati (ENEA, Sogin, Ispra, ARPAB, Asm , Regione, associazioni etc.), abbiamo appreso e discusso dei tanti episodi di inquinamento che si sono registrati nei decenni e sottolineato la necessità di porvi definitivamente rimedio.
Si è deliberato, all’unanimità, un testo fortemente voluto da tutta l’opposizione e condiviso dall’intera assise comunale, tanto da aver dovuto superare posizioni di sufficienza e di superficialità, che impegna la giunta ed il sindaco ad esercitare un controllo costante ed autonomo fino al termine delle operazioni di bonifica del sito (utilizzando i fondi di compensazione ambientale) ed anche oltre, se necessario, e ad aggiornare costantemente i cittadini sui risultati accertati anche mediante l’istituzione di un tavolo permanente con i comuni vicini e la provincia. Tutto questo perché siamo stanchi di restare inermi di fronte a fenomeni gravi che mettono a rischio la nostra salute e la nostra vita, davanti ai quali di certo non dobbiamo fare allarmismo ma neanche continuare a far finta di niente per compiacere una classe politica sorda e lontana dal nostro territorio.
Noi continuiamo a pensare che il consiglio comunale, a prescindere da chi ne fa parte, sia un organo fondamentale per la vita della città e per la democrazia e non, come qualche membro purtroppo ritiene, una fabbrica di barzellette. Chi ritiene questo farebbe bene ad andare a ripetizione di “democrazia” e “partecipazione”.
Le nostre richieste di istituire un registro tumori, di fare indagini epidemiologiche, di monitorare lo stato dei terreni, delle acque e delle falde, a valle e fino al mare, come suggerito anche dal responsabile ARPAB, di eseguire controlli sulla realizzazione del deposito per lo stoccaggio “provvisorio”, di rendere pubblico il piano di emergenza, sono molto ma molto serie.


I cittadini devono sapere, il tutto va pubblicato sul sito della Prefettura e i risultati del monitoraggio indipendente del nostro territorio vanno inseriti nel Piano di Protezione civile comunale. Pretendiamo che esperti indipendenti e lontani dagli aggregati politici o para politici lavorino nell’interesse delle nostre comunità rappresentate.

Esigiamo infine che tutte le decisioni tecniche siano prese con la priorità di tutelare la salute dei cittadini, indipendentemente dal costo delle operazioni e che si adottino linee guida per i servizi anche veterinari delle AASSLL in caso di emergenza nucleare e radiologica. Vogliamo una risposta sanitaria alle emergenze radiologiche e nucleari che non si limiti alla apposizione di un cartello davanti a una stanza dell’ospedale ma si concretizzi nella presenza di personale qualificato e nella realizzazione di un ambiente in totale sicurezza e dotato di mezzi idonei. Condividiamo, infine, la proposta di Valutazione Incidenza Sanitaria.
In assenza di quanto richiesto da associazioni ambientaliste e forze politiche realmente attente alla salute pubblica, il consiglio comunale aperto risulterebbe un evento, una passerella o uno sfogatoio inutile e dannoso.

E considerando il tema, a noi tutto questo non piace... e non ci fa ridere per niente.

La coalizione civica #Policoroherakleia2022

La Ferrovia della Magna Grecia ed il ritorno dei treni tra Sibari e Taranto: un sogno che si realizza?

Mercoledì, 15 Novembre 2017 09:10 Written by

Una sola parola per definire tutto ciò: incredibile!

Una tratta ferroviaria per la quale ci siamo battuti (non da soli) per anni, di fondamentale importanza, ma oggi percorsa solo da pochi treni merci, da due coppie di InterCity (se così possono essere definiti) e da due coppie di treni Regionali tra Sibari e Trebisacce, forse tornerà presto agli antichi splendori. Ci riferiamo alla tratto di Ferrovia Jonica tra Taranto e Sibari, quello "interregionale" a cavallo tra Calabria, Basilicata e Puglia, dove il trasporto ferroviario è stato quasi integralmente autosostituito nel dicembre 2012. Una triste parentesi, una delle tante, che abbiamo cercato di contrastare con i pochissimi mezzi che avevamo all'epoca.
Il momento della svolta, che comunque è ancora allo studio, è stata la giornata del 13 novembre scorso. Si è tenuta infatti a Taranto una riunione tra gli Assessori regionali competenti in tema di trasporto ferroviario delle Regioni Puglia, Basilicata e Calabria, per discutere di una proposta relativa all'istituzione di servizi interregionali nella tratta ferroviaria in questione. Erano presenti gli assessori Antonio Nunziante (Regione Puglia), Nicola Benedetto (Regione Basilicata) e Roberto Musmanno (Regione Calabria). Presenti anche gli onorevoli Cosimo Latronico (principale promotore del ritorno del trasporto su rotaia tra Sibari e Taranto, assieme alla deputata calabrese Enza Bruno Bossio) e Ludovico Vico. In occasione di questo incontro, è stata illustrata una proposta di offerta ferroviaria elaborata da Trenitalia, che prevede l'istituzione di 7 coppie di treni Regionali tra l'importante snodo pugliese e Sibari. Durante l'incontro, dove è stato palesato un forte interesse (finalmente!) da parte di tutte e tre le Regioni relativamente a questo servizio, è stata condivisa l'esigenza di elaborare una soluzione più articolata e dettagliata, che sia in grado di cogliere le esigenze di mobilità del territorio, non trascurando anche le potenzialità di un servizio di mobilità turistica.
A proposito di turismo e marketing, su proposta della Regione Calabria nella persona dell'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, è stata condivisa ed approvata l'idea di denominare ufficialmente la Ferrovia Jonica come "Linea Ferroviaria della Magna Grecia", e la proposta sarà avanzata al Ministero delle Infrastrutture ed al Gruppo Ferrovie dello Stato, congiuntamente da tutte e tre le Regioni interessate. Si tratta di una prima fase della realizzazione della nostra ormai ben nota proposta, lanciata in primis dalla sezione crotonese di Italia Nostra coordinata dall'attivissima Prof.ssa Teresa Liguori, nostra socia onoraria. Una ferrovia percorsa da treni attraverso i quali raggiungere, oltre che i luoghi di lavoro e di studio, tutti i principali siti archeologici magnogreci e romani della fascia jonica, che per una curiosa (ed allettante) coincidenza, si trovano tutti a pochi metri di distanza dagli altrettanto storici binari Jonici. Ci riferiamo ai siti archeologici di Kaulon (nei pressi di Monasterace), di Casignana (a poca distanza da Bianco), Roccelletta di Borgia, gli scavi di Sibari, ed ovviamente il Museo Archeologico di Locri, che tra l'altro è stato la destinazione del nostro "Viaggio della Magna Grecia" del 5 marzo dello scorso anno, da Crotone a Locri, in occasione della Giornata Nazionale delle Ferrovie non Dimenticate.
Quella di questi giorni, quindi, è per noi una notizia anche molto emozionante, visto che, se si realizzerà a pieno, sarà il coronamento di una nuova battaglia, una delle più importanti e complesse, della nostra Associazione e di Italia Nostra! In attesa di ulteriori risvolti, che speriamo possano confermare prima di tutto il reperimento di risorse per l'istituzione dei servizi ferroviari tra Sibari e Taranto, vogliamo comunque lanciare alcune interessanti proposte di organizzazione dell'offerta ferroviaria.
In queste ore abbiamo infatti discusso di ciò sul gruppo facebook di Ferrovie in Calabria, e siamo giunti alla conclusione che, probabilmente, sarebbe molto più utile un'offerta di treni tra Cosenza e Taranto e viceversa, senza rottura di carico a Sibari, andando ad unificare i servizi Cosenza - Sibari e viceversa già esistenti, con i futuri Sibari - Taranto e ritorno. Ovviamente treni effettuati con materiale rotabile elettrico, Minuetto o composizioni con E464 e vetture nelle fasce a maggiore frequentazione. In tal modo, quindi, nascerebbe anche un interessantissimo nodo a Cosenza, con coincidenze tra i Regionali Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale - Paola - Cosenza e ritorno, con i Regionali Cosenza - Sibari - Taranto e viceversa, ricreando così la maglia dei servizi ferroviari tra la Calabria Tirrenica e Taranto. A Sibari, ovviamente, i Cosenza - Taranto e ritorno, andrebbero a coincidere con i Regionali da/per Crotone/Catanzaro Lido, con possibile eventuale unificazione di questi ultimi treni, con alcune coppie di collegamenti Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale e ritorno. In tal modo, Sibari diventerebbe il nodo di interscambio tra i servizi da/per Taranto e quelli da/per Catanzaro Lido/Reggio Calabria via Jonica, mentre Cosenza quello tra i servizi da/per Taranto e quelli da/per Lamezia Terme Centrale/Reggio Calabria Centrale via Tirrenica.
Una cosa è certa: se le risorse, come si spera, verranno reperite...nei prossimi mesi per noi "smanettoni" di orari e servizi ci sarà da divertirsi, ma soprattutto ci sarà da festeggiare per le popolazioni joniche, per le quali, forse, la spirale negativa nel campo del trasporto ferroviario sta per invertirsi.


Roberto Galati
Associazione Ferrovie in Calabria

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La famiglia Mastrosimone ringrazia i concittadini

Giovedì, 09 Novembre 2017 19:04 Written by

La Famiglia Mastrosimone nelle persone della moglie Antonella e dei figli Michele, Angelica, Mattia e Jacopo ringrazia sentitamente i tantissimi concittadini che in queste ore stanno dimostrando il loro cordoglio per il grave lutto che l’ha colpita. La vicinanza di tutta la comunità cittadina dimostra ancora di più la stima e l’affetto che il nostro Tonino ha costruito nella sua vita, sia come imprenditore che come padre di famiglia. Il vostro calore ci è di sostegno in questi momenti drammatici e ci aiuta a sopportare il grande vuoto che il nostro caro defunto lascia nelle vite di tutti.

MERLO: " IL SINDACO NON SOLO VA A FARI SPENTI MA HA ANCHE I TAPPI ALLE ORECCHIE"

Mercoledì, 08 Novembre 2017 11:19 Written by

 

" Il Sindaco non solo va a fari spenti ma ha anche i tappi alle orecchie" e' quanto denuncia la Consigliera Merlo Maria Giovanna, Capogruppo del Gruppo Scanzano Libera, composto anche dal Presidente del Consiglio Comunale Sabino Rocco Giacco. A distanza di due mesi dalla mia interrogazione al Sindaco in Consiglio Comunale sullo stato di abbandono della Pubblica Iluminazione, il Sindaco, non ha ancora a tutt'oggi risolto il problema minimizzando la grave situazione e limitandosi a fare i soliti proclami giornalistici senza risparmiare ai cittadini tagli sistematici ai servizi basilari. I vari e sempre piu' numerosi punti del paese e delle zone periferiche di Terzo Cavone, Montesano e Parisi sono ormai , da diversi mesi, ostaggi della totale oscurita' a causa della mancata manutenzione compromettendo gravemente l'incolumita' e la sicurezza dei cittadini. Nei quartieri periferici, dove vivono decine di famiglie, e' calato il buio assoluto mettendo a rischio e pericolo sia i residenti che chi vi transita. Lo stato di abbandono e degrado della nostra comunita' ha raggiunto livelli insopportabili, per come denunciato, continuamente, tra l'altro da molti cittadini, di cui oggi sono per l'ennesima volta umile e modesta potavoce. Tutto cio' desta profonda amarezza e' non e' piu' accettabile da parte della comunita' che certamente non merita questa grave e pericolosa disattenzione tenuto anche conto che i cittadini continuano a pagare le tasse ricevendo in cambio totale disinteresse da questa amministrazione che si distingue per i tagli ai servizi dei cittadini. " Chiedo nuovamente al Sindaco di porre in essere le opportune azioni tecniche e strutturali idonee a ripristinare in via definitiva la manutenzione dell'impianto elettrico evitando le soluzioni a singhiozzo. Non abbassiamo la guardia!"

"Se non si gioca in anticipo si rischia una vera e propria catastrofe del comparto agricolo"

Domenica, 05 Novembre 2017 13:06 Written by

Ho apprezzato molto l’incontro svoltosi lunedì 30 Ottobre presso la sala consigliare del comune di Scanzano Jonico, sulla crisi idrica che il comparto agricolo sta attraversando. All’incontro erano presenti, oltre ai sindaci dei comuni limitrofi e il Sindaco di Scanzano Jonico, anche il Presidente dell’Autorità di Bacino Antonio Anatrone e il Commissario del Consorzio di Bonifica Giuseppe Musacchio. Dopo i rituali saluti del Sindaco, hanno subito preso la parola il Presidente Anatrone e il Commissario del consorzio di bonifica, i quali hanno analizzato il lavoro svolto fin ora ed hanno tracciato le linee guida sul lavoro da svolgere nei prossimi mesi. Risultato? Se continua a non piovere, l’acqua di irrigazione sarà garantita (sempre attraverso le turnazioni) fino alla fine di Novembre. La domanda sorge spontanea. Come faranno gli agricoltori? Se manca il bene primario, come possono mandare avanti le miriadi di coltivazioni che il Metapontino offre? Nella crisi idrica avuta nel 2001/2002 la Regione Basilicata chiese lo stato di calamità, usufruendo dei fondi Statali per attivare la diga di Cogliandrino e tamponare il periodo della siccità, garantendo, sempre con turnazione, le coltivazioni del momento. Questo passaggio è stato fatto anche dal presidente Anatrone, che ha spiegato il perché costa tanto attivare  quella diga. Ora, premesso che nella corrente programmazione comunitaria in agricoltura 2014/2020, il dipartimento mette in campo all’interno del PSR, iniziative tali ad ammodernare i vecchi impianti irrigui che ancora oggi ci sono nel Metapontino in maniera tale da ridurre il consumo idrico, attuando una politica attenta all’ambiente e più lungimirante per il futuro, fino ad ora, gli agricoltori sono riusciti a tamponare l’emergenza idrica con le turnazioni attuate dal consorzio di bonifica, ma da quanto dichiarato dal presidente dell’autorità di bacino e dal commissario del consorzio di bonifica l’acqua sarà garantita fino alla fine del mese corrente.  In conclusione, ritengo che sia necessario dichiarare lo stato di emergenza idrica (o stato di calamità) al fine di consentire l’attivazione di un iter procedurale che vada a tamponare il problema idrico come è stato fatto nella siccità 2001/2002. È importante farlo subito, prima che sia troppo tardi.

 

CLAUDIO SCARNATO

IN MEMORIA DI NICOLA CATALDO

Martedì, 24 Ottobre 2017 14:41 Written by
Sono una cittadina pisticcese, sono felice di appartenere alla mia comunità e sono ancor più felice che la mia comunità e la sua amministrazione rendano omaggio ai loro membri, specie quando questi hanno fatto grande Pisticci e hanno servito il paese in modo “onorevole”.
È stato un moto di orgoglio quello che mi ha pervaso quando ho appreso che la sala consiliare di Pisticci sarebbe stata intitolata ad un uomo che quella sala la conosceva bene, forse meglio delle sue tasche, perché in quella sala - in vita - ha trascorso più ore di quante, probabilmente, non ne abbia dedicate a se stesso; perché in quella sala si è battuto incessantemente per portare avanti i suoi principi politici ed i suoi valori umani che, al di là delle ideologie partitiche - all’epoca senza dubbio più definite e chiare di quelle di oggi - spesso risultavano condivisibili anche per chi era dal lato opposto della staccionata.
È di Nicola Cataldo che sto parlando, dell’Onorevole Nicola Cataldo, una persona che conoscevo sin da bambina, per l’amicizia che lega le nostre famiglie, per la condivisione di interessi ed idee politiche, perché animava il Foro materano nel quale svolgeva brillantemente la professione forense fungendo da esempio per noi giovani avvocati, per l’essere stato dominus nella professione e maestro di vita del mio papà.
È di Nicola Cataldo che sto parlando, un uomo che di onorevole non aveva soltanto il titolo politico o l’onorificenza, ma ancor più la peculiarità caratteriale di chi fa della lotta al servizio dei più deboli il baluardo della propria vita.
Non sono certa che ottantasei anni siano un tempo sufficiente da vivere per chi ha così tanto da fare per gli altri, ma so che in ottantasei anni quest’uomo così carismatico ha fatto molto per molti...e scusate il gioco di parole! Dall’impegno politico in un’epoca in cui la politica si faceva per vocazione e non per apparire sotto un riflettore o davanti ad una telecamera e che lo ha visto per ben quattro volte primo cittadino del Comune pisticcese e perfino Deputato alla Camera, nella cui veste è stato promotore di ben quarantanove progetti di legge, alla lotta per le terre come avanguardista del partito comunista di cui rappresentava una delle voci più forti in Lucania e che gli è costata addirittura il carcere; un prezzo caro si’, ma pagato a testa alta e con la dedizione di chi sa che il proprio sacrificio sarebbe stato di aiuto a coloro che non avevano i mezzi e gli strumenti per combattere la loro battaglia e far sentire la propria voce.
Oggi la sala consiliare di Pisticci porta il suo nome, il nome di un illustre giurista, di un politico degno di tale nome e del suo reale significato, di un onesto cittadino, di un grande uomo; e credo che quando i pisticcese varcheranno la soglia di quello spazio destinato alla vita pubblica, non potranno che sentire il dovere di guardare all’avvocato Nicola Cataldo, al politico Nicola Cataldo, o semplicemente a Nicola Cataldo quale uomo del popolo, come ad un modello di vita cui ispirarsi e da cui trarre insegnamento.
A me piace pensare di essere ancora bambina e di mangiare con lui il gelato a Salsomaggiore, nella gelateria dove mi portava ogni anno quando ci incontravamo per le vacanze estive, quasi come fosse un rituale magico da rispettare ad ogni costo; mi sembra ancora di sentirlo ordinare il mio grandissimo gelato tutto stracciatella; mi piace pensare che sia ancora tra noi, e forse è ancora qui per davvero, perché in fondo chi lascia una buona impronta e realizza così tanto nel proprio percorso di vita, nell’ottica della condivisione e della altruita’, lascia di se’ un ricordo indelebile; che sia in una sala consiliare o nella memoria di chi lo ha conosciuto o anche semplicemente incrociato sul suo cammino, un ricordo sempre  vivido...che gli sopravvive per l’eternità.
 
Alessandra D’Angella