Lunedì, 20 Agosto 2018

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Differenza tra conto corrente e conto deposito

Mercoledì, 08 Agosto 2018 09:18 Written by

La differenza tra le due tipologie di conto si può spiegare piuttosto facilmente. Il conto deposito è un conto di risparmio che consente a chi lo possiede di poter assegnare i propri fondi con l’obiettivo di ottenere un rendimento più o meno importante in base all’offerta presentata dalla banca. Il rendimento in questione è certamente più alto e conveniente rispetto a quello di un conto corrente ordinario. Non a caso ormai da diversi anni la tendenza vede nascere sempre più conti deposito a scapito dei conti corrente. Da oltre 10 anni il conto deposito attira grossi volumi di raccolta da parte delle banche, non a caso esse si sono molto concentrate lato marketing a strutturare offerte vantaggiose relative proprio ai conti deposito.

Quali i vantaggi di un conto deposito?

 

Il vantaggio principale, come risulta evidente dal materiale informativo diffuso da www.migliorecontodepositoconfronto.com , è quello relativo al guadagno extra dovuto al rendimento garantito dalla banca. Questo vantaggio diventa ancora più evidente facendo un raffronto con gli indici di rendimento medi offerti da banche e poste in merito al conto corrente tradizionale.

In realtà abbiamo anche altri punti a favore considerevoli. Il conto deposito può diventare a tutti gli effetti una sorta di salvadanaio virtuale. In che senso? Il depositante ha grande libertà di scelta perché può decidere di tenere una certa somma di denaro sempre disponibile per effettuare operazioni abitudinarie.

Il resto del denaro si può lasciare bloccato sul conto deposito allo scopo di ottenere maggiori interessi e quindi un rendimento più elevato.

Libero o Vincolato? I tipi di conto deposito

Il conto deposito può essere di due tipi: libero o vincolato. Il conto deposito libero offre più libertà di operazioni e permette un accesso diretto e incondizionato alle somme presenti sul conto stesso, le quali restano sempre disponibili.

Nei casi in cui un cliente preferisca aprire un conto deposito vincolato questo fattore cambia, tuttavia il cliente può mantenersi libero di scindere il vincolo in qualsiasi momento. Certo si deve procedere al pagamento di una penale che implica spesso la riduzione del 50% o 100% degli interessi maturati nel tempo.

Garanzie a copertura del conto deposito

Un piccolo grande vantaggio dei conti deposito è che in caso di default della banca, ovvero quando una banca si trova in grave crisi finanziaria e rischia la bancarotta, può intervenire il Fondo Interbancario di tutela dei depositi per garantire i fondi del cliente perché non vadano perduti.

Come fare una buona scelta di conto deposito

C’è un solo e unico parametro da tenere presente per aprire il proprio conto deposito, tutti gli altri sono secondari. Il parametro in questione è il tasso di interesse offerto dalla banca. Da questo tasso dipende il rendimento applicato alle somme depositate.

C’è però da porre sempre grande attenzione agli escamotage che si nascondono dietro le offerte temporanee delle banche. Il richiedente di un conto deposito, quindi, deve fare di tutto per essere bene informato per non ritrovarsi con brutte sorprese una volta che il conto deposito sarà stato ormai aperto.

 

In Italia 1 azienda su 4 ha sede al Sud: come distinguersi dalla massa?

Giovedì, 02 Agosto 2018 10:06 Written by

Il tema start up è indubbiamente uno dei più caldi in Italia, come confermano i numerosi investimenti mossi in direzione delle giovani aziende tecnologiche e innovative. È lecito chiedersi, dunque, quali siano stati i frutti di tali azioni: l’Italia è riuscita a risollevare la testa e ad avvicinarsi agli altri Paesi europei? La risposta è positiva: il nostro Paese ospita ad oggi un numero molto elevato di start up. Secondo i dati forniti da InfoCamere, si parla infatti di circa 9mila unità per un valore totale che sfiora i 500 milioni di euro (+18% nell’ultimo anno).

Start up e Sud: la situazione delle imprese nel Meridione

È nel Meridione che le start up hanno trovato il loro habitat migliore: stando ai dati di InfoCamere e Unioncamere emerge che 1 su 4, ossia il 26% del totale delle start up innovative italiane, risiede proprio al Sud. La Basilicata in questo senso non si posiziona tra le prime in classifica ma può contare sulla presenza di 44 start up e vantare il tasso di disoccupazione più basso del Paese; la città di Potenza, in particolare, ospita il maggior numero di start up (15,37 su mille società). Quali sono i settori più prolifici? Il 70% fornisce servizi alle imprese, producendo software e offrendo consulenza informatica, facendo ricerca e sviluppo e servizi d’informazione.


Business e successo: il segreto è distinguersi dalla massa

In ogni business c’è una regola che non può essere violata, pena l’insuccesso: bisogna sempre distinguersi dalle altre aziende che offrono servizi o prodotti simili. Il tutto con un unico scopo: convincere il cliente a scegliere la propria, e a ritornare da essa quando avrà una nuova esigenza d’acquisto (fidelizzazione).
In che modo è possibile distinguersi dalla concorrenza, dunque? Per quanto riguarda la pubblicità di tipo tradizionale, è bene sapere che strumenti come volantini e simili non passano davvero mai di moda e si rivelano sempre efficaci, se sfruttati in maniera mirata. Anche degli articoli in omaggio sono utili per promuovere l’azienda differenziandosi dai competitor e aumentando la riconoscibilità del marchio; a questo proposito alcuni siti specializzati consentono l’acquisto di gadget personalizzati direttamente online.
Il mondo del digitale in questo senso offre davvero moltissime strade: creare un blog aziendale, per esempio, può diventare un’ottima opportunità per fare storytelling e dare un valore aggiunto al marchio e ai prodotti o servizi. Naturalmente non dovrà mai essere trascurata la qualità dei contenuti: il content marketing risulta infatti fondamentale al fine di rendere davvero utile il sito o il blog dell’azienda, andando incontro alle reali esigenze del target.

T3, un anno di attività: competenze, contaminazione e networking per la competitività del tessuto produttivo

Martedì, 31 Luglio 2018 14:41 Written by

 

Operativa dal 21 settembre 2017, T3 Innovation, la struttura di trasferimento tecnologico voluta dalla Regione Basilicata, in attuazione della Strategia di Specializzazione Intelligente, ha incontrato, in prossimità del suo primo compleanno, la stampa locale per raccontare, dati alla mano, le attività realizzate in questi mesi. Ne è nato un report disponibile sulla home page del sito www.t3basilicata.com

Quando le eccellenze parlano lucano. Il Sabbia D’oro di Scanzano Jonico in lotta per il titolo italiano di Beach Club 2018

Martedì, 24 Luglio 2018 11:54 Written by

Il "Lido Sabbia D'Oro Beach Club" di Scanzano Jonico partecipa per il secondo anno consecutivo al "Beach Club 2018", il primo e unico concorso nazionale per eleggere i migliori stabilimenti balneari d’Italia, organizzato da Mondo Balneare, portale di informazione sul settore balneare, in collaborazione con SUN di Rimini, fiera internazionale dedicata a questo settore.

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Come e quando depositare un brevetto. L’esperienza con il prof. Milella

Venerdì, 20 Luglio 2018 14:58 Written by

Continua sul nostro blog il viaggio tra le esperienze di alcuni beneficiari dei servizi di T3 Innovation. Oggi, con il prof. Luigi Milella e i componenti del suo gruppo di ricerca, vogliamo raccontare le tappe del nostro percorso di collaborazione, avviato qualche mese fa e tutt’ora in corso.

Il Prof. Milella è professore aggregato per i corsi di Farmacologia e di Botanica farmaceutica e Farmacognosia dell’Università degli Studi della Basilicata. All’interno del Dipartimento di Scienze, svolge attività di ricerca finalizzata allo studio di metaboliti secondari (composti chimici prodotti del metabolismo) in diverse specie vegetali, di uso alimentare e medicinale, collaborando con numerose istituzioni universitarie e di ricerca estere. È all’interno di tale settore che T3 Innovation sta affiancando il professore e il suo gruppo nell’iter di deposito brevettuale sull’efficacia di alcuni estratti vegetali per la realizzazione di integratori.

Perché è importante proteggere i risultati di una ricerca?
Ottenere un brevetto è di fondamentale importanza per chi ha investito nell’innovazione e nella ricerca in quanto solo così ci si potrà assicurare un’esclusiva ed impedire ad altri di copiare il proprio prodotto. Ma anche di sfruttare gratuitamente l’utilità scaturità da tali attività, piuttosto che cedere i diritti con la formula più adeguata. Non è indiscusso che brevettare sia necessariamente la scelta migliore. Decidere se tutelare o meno la propria idea è una scelta strategica da valutare con attenzione.

Infatti, come mostra un’indagine del centro Ambrosetti, “nonostante la ricerca italiana stia producendo da anni ottimi risultati sul fronte accademico, il paese sconta una certa difficoltà nel metterli a frutto in termini economici. Detto in altri termini, alle scoperte scientifiche non corrisponde un altrettanto numero di brevetti. In più, interviene molto spesso anche l’antinomia accademica tra la scelta di pubblicazione scientifica o di deposito del brevetto. Uno scenario che da molti esperti viene indicato come uno dei motivi di ritardo del trasferimento tecnologico universitario”.

T3 Innovation, attraverso i suoi servizi di consulenza strategica, genera processi di divulgazione di conoscenza anche su queste tematiche, per incoraggiare l’acquisizione di maggiori informazioni sugli strumenti di proprietà industriale e, dunque, facilitare il ricorso al brevetto e al marchio quali strumento per investire e far fronte alla crescente concorrenza globale.

Il professor Milella e il suo gruppo hanno deciso di avviare questo percorso in quanto il risultato della loro ricerca ha evidenziato degli aspetti nuovi rispetto allo scenario di riferimento che meritano la tutela. Nella fase preliminare della consulenza, T3 Innovation ha svolto una ricerca di anteriorità brevettuale utilizzando delle banche dati specialistiche che ha consentito di verificare, prima del deposito, la novità del trovato e di delineare lo stato della tecnica in quel determinato settore tecnologico.

Al gruppo di ricerca è stato così fornito uno studio puntuale che ha restituito una panoramica molto utile rispetto alla letteratura brevettuale esistente. Tale studio non si sostituisce però alla necessaria consulenza di un mandatario brevettuale, volta alla valutazione dell’attività inventiva e ad un preliminare parere di brevettabilità.

Per il gruppo di ricerca è stata ed è fondamentale l’interazione continua e costante con le innovation advisor di riferimento che, come lo stesso prof. Milella ha sottolineato sono “sempre pronte ad assisterci in ogni nostra attività sia dal punto di vista scientifico che motivazionale”.

Fragolicoltura, i produttori lanciano l'allarme: "Su impiego cloropicrina urge ok dal Ministero della Sanità"

Lunedì, 16 Luglio 2018 12:56 Written by

Impiego in deroga del principio attivo "cloropicrina"-  necessario in fase di pre trapianto, e al momento non sostituibile con altro - come è stato fino ad ora e come avviene negli altri Paesi europei produttori di fragole: è quanto chiedono anche i produttori del Metapontino, area della Basilicata in cui si concentra la maggior produzione di fragole, in particolare la Candonga Fragola Top Quality®. La Basilicata, tra le altre cose, ha da tempo consolidato il suo primato nazionale nella produzione di fragole. Se dovesse permanere lo stallo attuale, il rischio - come rimarcato da Francesco Nicodemo - è quello di avere la paralisi del settore per tutto il 2018 - 2019 con enorme danno alle economie, e allo stesso tempo assistere all'invasione di fragole provenienti dalla Spagna che finiranno sulle tavole dei consumatori italiani.

A segnalare la situazione e a intervenire in queste ore sono stati Francesco Nicodemo, imprenditore agricolo e coordinatore del Comitato nazionale Prodotto "Fragola" istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Carmela Suriano, Ceo del Club Candonga, consorzio di valorizzazione proprietario del marchio Candonga Fragola Top Quality®. A livello istituzionale, l'assessore regionale Luca Braia, ha annunciato iniziative presso il Ministro per la Salute, 
e un Odg sul tema nella prossima Commissione Politiche Agricole. 

Di seguito gli interventi:

Nicodemo: “ Nel 2018/19 sulle tavole italiane rischiamo di avere solo fragole spagnole”

La fragolicoltura italiana rischia il tracollo se il Ministero della Salute non concederà, senza ulteriori indugi, nei prossimi giorni la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina


ROMA. “Il comparto fragola italiano a rischio tracollo: auspichiamo che a stretto giro l’attuale Esecutivo con i competenti ministeri possa chiudere la questione ereditata dalla precedente compagine governativa”, a lanciare l'allarme è il coordinatore del Comitato di Prodotto Fragola istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Francesco Nicodemo.
Che ha poi spiegato: “Fra qualche mese sulle tavole degli italiani rischiamo di avere solo fragole spagnole. La fragolicoltura italiana - dopo gli altissimi livelli di specializzazione raggiunti negli ultimi decenni - rischia il collasso se il Ministero della Salute non concederà, senza ulteriori indugi, nei prossimi giorni, la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina, principio attivo essenziale per assicurare i livelli produttivi necessari per poter lealmente competere con gli altri Paesi europei produttori di fragole che hanno invece già dato il via libera, come ogni anno, all'impiego della stessa. Al momento, inoltre, non esiste una molecola alternativa che possa sostituire la cloropicrina”.
Nicodemo ha poi ha sottolineato il valore del settore: “Oltre 4000 mila gli ettari coltivati da Nord a Sud del Paese - con la maggior produzione concentrata nel Meridione, infatti Basilicata e Campania, sono rispettivamente il primo e il secondo produttore - sono invece stimabili in più di 30mila le risorse lavorative impiegate”.
Nicodemo ha concluso: “Altri Paesi europei, fra questi la Spagna, hanno ottenuto il via libera interno all'impiego del suddetto principio attivo, quindi potranno continuare a produrre assicurando quantitativi tali che permetterà loro il controllo totale dei prezzi con irreversibile pregiudizio per i fragolicoltori italiani e dei consumatori, veri soggetti lesi da questa situazione e così indotti a rinunciare alle fragole Made in Italy”.

Rischio paralisi per la produzione di Candonga Fragola Top Quality se dal Ministero della Salute non arrivasse l'Ok all'uso in deroga della cloropicrina

METAPONTINO. “Non c'è altro tempo da perdere e occorre agire immediatamente per scongiurare il crollo della fragolicoltura. Se dovesse perdurare questa situazione tutti gli sforzi fatti in questi anni dai produttori del Club Candonga, titolare del marchio Candonga Fragola Top Quality®, sarebbero vanificati”, così Carmela Suriano, CEO del Consorzio di tutela del Club Candonga, ha commentato l'allarme lanciato da Francesco Nicodemo, coordinatore del Comitato nazionale di Prodotto Fragola.
Suriano ha spiegato: “Come già accaduto in altri Paesi europei produttori di fragole, fra questi la Spagna che è il maggior competitor italiano, è necessario che il Ministero della Salute conceda la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina, principio attivo essenziale per continuare a produrre ed essere competitivi”.

Carmela Suriano ha aggiunto: “La mancata concessione, ad oggi, lascia ben pochi margini per la futura campagna, il rischio reale è vedere il mercato italiano invaso da fragole provenienti da coltivazioni di Paesi in cui l'uso in deroga è stato già concesso. Inutile dire che ciò mortificherebbe decenni di storia produttiva e successi raggiunti dai fragolicoltori italiani e della Basilicata che ricordiamo è il maggior produttore di fragole, nello specifico Candonga Fragola Top Quality®, coltura simbolo dei progressi fatti e degli altissimi livelli di specializzazione raggiunti”.

Infine, Carmela Suriano ha aggiunto: “Attendiamo azioni importanti che possano sbloccare l'attuale situazione e riequilibrare così il regime concorrenziale che allo stato attuale – vista la mancata concessione in deroga - è macroscopicamente alterato e potrebbe determinare sconvolgimenti economici irreversibili soprattutto per quei territori che hanno avviato il riscatto economico e sociale proprio grazie a colture dal valore eccezionale ed esclusivo come è stato e dovrà continuare ad essere per Candonga Fragola Top Quality”.

IL COMUNICATO DELL'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA, LUCA BRAIA

“Sostegno assoluto al comparto fragola e ai suoi operatori. Consegneremo, per i tramite del Presidente pro-tempore della Giunta regionale Favia Franconi che martedì incontrerà il Ministro per la salute, una nota della Regione Basilicata. Presenteremo, inoltre, richiesta di approvare un Odg sul tema nella prossima Commissione Politiche Agricole prevista per il 24 luglio, da far veicolare ai Ministeri Ambiente e Salute per sottolineare la necessità di autorizzare il principio attivo utile a mantenere sostenibili e competitive sul mercato le fragole italiane.”

Lo comunica l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia.

"L’allarme sul rischio tracollo - prosegue Braia - lanciato da Francesco Nicodemo coordinatore del Comitato di Prodotto Fragola istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole a causa della preponderanza di fragole spagnole sul mercato è alto, dal momento che i paesi europei hanno già dato il via libera all’utilizzo della Cloropicrina, principio attivo essenziale per assicurare i livelli produttivi, utilizzato in diverse regioni, tra cui la nostra, per proteggere i terreni dai parassiti.

La questione non può farci rimanere inermi. La grande specializzazione che il comparto in Italia e in Basilicata, prima regione produttrice, ha visto in questi ultimi anni, vede il comparto in crescita. Sono 4000 mila gli ettari coltivati a fragola in Italia, concentrati soprattutto al sud, con la nostra Basilicata che ne conta oltre 1000 con 15 mila addetti impiegati e che ha visto oltre 60 milioni di euro investiti, una produzione stimata di 40 mila tonnellate al 2017 e che nel complesso oggi cuba 100 milioni di euro di fatturato totale.

I produttori sono, purtroppo, ancora in attesa che Ministero della Salute conceda, e si spera nell’immediato, la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina, non essendoci al momento altre alternative. Nel corso degli ultimi 5 anni l’Italia ha sempre autorizzato tali impieghi per le colture della fragola ma che riguardano anche il pomodoro e le insalate.

Senza via libera, non saremo in grado di produrre gli stessi quantitativi di un prodotto riconosciuto come eccellenza e richiesto dai consumatori che oggi ci consentono di controllare anche il prezzo della fragola sul mercato, ledendo nel complesso all’intero comparto fragole Made in Italy.

Il comparto agricolo regionale e nazionale - sottolinea l’assessore Luca Braia - ha necessità di utilizzare la sostanza attiva Cloropicrina per le produzioni ad alto reddito e per poter continuare a competere alla pari con l'agricoltura di altri Paesi europei, tra cui la Spagna, che ne hanno già autorizzato l’impiego. La mancata autorizzazione dal parte del Ministero della Salute, per la campagna 2018/2019, provocherebbe danni molto consistenti alla PLV agricola nazionale e al lavoro di migliaia di operatori che nel comparto fragola operano. La concorrenza con la Spagna – conclude Braia - diventerebbe realmente insostenibile. E l’agricoltura italiana questo non se lo può permettere, su produzioni caratterizzate e, nel nostro caso, anche identitarie del comparto ortofrutticolo regionale”.

150 aziende innovano con T3 Innovation

Martedì, 10 Luglio 2018 16:11 Written by

A poco meno di un anno di attività, T3 Innovation raggiunge un importante traguardo: sono 150 le imprese lucane che hanno deciso di beneficiare dei servizi di consulenza strategica e gestionale della struttura, per innovare e digitalizzare il proprio contesto produttivo. A conferma che la Basilicata ha tutte le potenzialità per diventare un territorio più competitivo, adottando il paradigma dell’Impresa 4.0.

Potenza, 9 luglio 2018 - La Regione Basilicata è la prima amministrazione ad essersi dotata di una struttura di innovazione e trasferimento tecnologico, T3 Innovation, per attuare la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), un complesso di azioni e interventi finalizzati a rendere le dinamiche di ricerca e innovazione fruibili su tutto il territorio, per generare valore socio-economico e maggiore competitività. Oggi, T3 Innovation, fortemente voluta dalla Regione Basilicata, a meno di un anno dall’avvio della sua operatività (settembre 2017), grazie alle competenze specialistiche del suo team e a un costante contatto con il tessuto produttivo locale, ha già raggiunto un importante risultato: sono 150 le aziende che hanno avviato un percorso di innovazione, beneficiando dei servizi di consulenza strategica e gestionale offerti dalla struttura.
Un risultato reso possibile anche dalle politiche strategiche regionali e dal supporto del raggruppamento di imprese che coordina le attività di T3 Innovation: la multinazionale PwC, Noovle - premium partner di Google, Reti - agenzia di comunicazione e I3P - incubatore del Politecnico di Torino.
"T3 Innovation - ha detto Roberto Cifarelli, assessore alle Politiche di sviluppo della Regione Basilicata - rappresenta una grande opportunità per l’interno territorio e che tutti dovrebbero cogliere. Gli imprenditori lucani possono avvalersi gratuitamente della consulenza specialistica di un team di esperti che sono in grado di individuare la migliore soluzione per rendere la propria azienda più competitiva, adottando le dinamiche, ormai imprescindibili, dell’industria 4.0. In poco meno di un anno - conclude Cifarelli - l’innovazione è entrata in 150 aziende e sono certo che questo numero continuerà a crescere”.
Le 150 aziende, distribuite tra provincia di Matera e Potenza, appartengono alle 5 Aree di Specializzazione individuate dalla S3 regionale: il 15% si colloca nell’Aerospazio, stessa percentuale per l’Automotive, il 21% nella Bioeconomia e nell’Energia, il 28% nell’Industria culturale e creativa. Le esigenze di innovazione rilevate fanno principalmente riferimento alla valorizzazione degli scarti di produzione, anche nel rispetto del modello dell’economia circolare; aumento della durabilità (shelf-life) dei prodotti alimentari, sviluppo di nuovi prodotti, puntando sia soluzioni che implementino le più moderne tecnologie - dall’Internet delle cose (Iot) all’intelligenza artificiale -, sia sostenibili e non impattanti sull’ambiente. Ma anche creazione di prototipi digitali che diano valore economico alla mole di dati generati dai processi produttivi.
A fronte di tali esigenze, T3 Innovation ha offerto supporto nella definizione di progetti di sviluppo sperimentale e di valorizzazione tecnologica, anche attraverso la verifica di soluzioni per la tutela della proprietà intellettuale. E creato sinergie con partner scientifici che, con le loro attività di ricerca, possono fornire soluzioni all’avanguardia, ma anche con player internazionali per favorire percorsi di internazionalizzazione.

 

L’Energy Bootcamp di Polform e il progetto “Poliuretano on the road”

Sabato, 07 Luglio 2018 18:02 Written by

Riutilizzare gli scarti di produzione del mobile imbottito, in ottica green. Questa la challenge lanciata, all’interno dei T3 Innovation Bootcamp, organizzati da T3 Innovation, nell’area di specializzazione Energia della S3, da Emanuele Cifarelli, titolare della Polform srl.

Il BootCamp si è aperto con un’introduzione dell’imprenditore che ha presentato la propria azienda e dato ulteriori dettagli sulla sfida. “La Polfom – ha detto Emanuele Cifarelli – è un’azienda che lavora nel settore del mobile imbottito, specializzata in imbottiture per salotti. É sempre stata propensa all’innovazione e, in fase di start up, nel giro di tre anni, ha investito circa 1,5 milioni di lire in macchinari e 3 miliardi di lire in investimenti strutturali. É costantemente alla ricerca di nuovi investimenti e apporti migliorativi per contribuire alla qualità sia del prodotto finito che dell’ambiente di lavoro. Al momento, ciò che rappresenta un pain point per l’impresa è la consistente mole di sfridi derivanti dai tagli del poliuretano espanso, utilizzato per le imbottiture dei salotti. Trovare una soluzione alternativa per valorizzare tale prodotto di scarto, peraltro molto voluminoso e rivenduto a costo ridottissimo ad altre aziende, è l’obiettivo per cui si è accettato di partecipare a questo evento. L’aspettativa è riuscire a trasformare uno scarto in una fonte di guadagno, individuando business alternativi”.

I partecipanti, laureati o laureandi in discipline scientifiche dell’Università degli Studi della Basilicata, divisi in due gruppi, hanno studiato e lavorato in maniera intensiva, per circa 7 ore, per individuare soluzioni appropriate a rispondere alla sfida lanciata. Per stimolarli, l’imprenditore ha aggiunto: “In azienda siamo presi sempre dal lavoro quotidiano, per cui non si ha mai tempo per riflettere sul proprio operato o su come migliorarsi. É importante avere uno stimolo esterno. Tutte le imprese vengono da un periodo di recessione durante il quale si è cercato di sopravvivere senza fare investimenti per circa 10 anni, il che porta le aziende verso l’obsolescenza. Quello che voi farete oggi è un lavoro bellissimo perché, lavorando insieme, avete modo di raccogliere gli spunti che vi verranno dati dagli altri componenti del gruppo per unirli alle vostre idee e per risolvere problematiche reali”.

Al termine dei lavori, i ragazzi hanno presentato le proprie proposte progettuali, giudicate entrambe “valide ed estremamente concrete” da Emanuele Cifarelli. A vincere la sfida è stato il progetto “Poliuretano on the road”, che prevede il riutilizzo del poliuretano espanso, opportunamente triturato, come carica inerte all’interno dei conglomerati bituminosi e altri compositi.

In chiusura dei lavori l’imprenditore, soddisfatto, ha invitato i componenti dei gruppi a continuare a lavorare all’idea progettuale, definendo anche una prima ipotesi dei costi, dicendosi interessato ad investire nell’iniziativa.