Giovedì, 19 Luglio 2018

Gianluca Pizzolla

Gianluca Pizzolla

 

Fondi per la viabilità rurale, ma Scanzano Jonico non c'è. Pecchia: "Persa un'altra opportunità per la città"

“E il vecchietto dove lo metto?”. Cantava così l’immenso Domenico Modugno quando erano gli anni 70 e forse Scanzano Jonico era ancora una frazione di Montalbano. Oggi la domanda torna di attualità perché ormai sono mesi che la vicenda “anziani” impegna l’agenda amministrativa, affolla le aule di tribunale e ovviamente ingrossa di commenti, opinioni e “social - sentenze” Facebook.
TUTTI FUORI. Già, tutti fuori. Era marzo del 2018, gli anziani trovano la porta chiusa con il lucchetto, azione che ha fatto seguito all’ordinanza di sgombero perché i locali, secondo gli uffici competenti comunali, sarebbero occupati in maniera irregolare. Ipotesi sostenuta in sede politica anche dal primo cittadino, Raffaello Ripoli, e dalla sua maggioranza. Nelle intenzioni dell’Esecutivo comunale c’è la voglia di regolare la questione legata all’assegnazione degli immobili, operazione che ha imposto lo sgombero di tutte le associazioni, salvo per le stesse chiedere la regolarizzazione partecipando al bando. Nello storico della città di Scanzano Jonico, l’assegnazione dei locali pubblici è avvenuta mediante delibere firmate dagli amministrazioni in carica nei periodi di interesse.
L’ORDINANZA DEL GIUDICE CIVILE. Gli anziani non ci stanno, così dopo una fase fatta di incontri, manifestazioni, tentativi di comporre la lite fuori dalle aule giudiziarie, danno mandato all'avvocato Annunziata Guarino e così si rivolgono alla magistratura civile che qualche giorno fa si pronuncia con un’ordinanza che di fatto dà ragione agli anziani dal punto di vista della “reintegrazione del possesso” degli immobili di via De Gasperi, locali che sono stati occupati quando i nonni hanno lasciato la sede originaria di via Morlino per cederla agli studenti quando era in corso l’emergenza scuola.
IL SINDACO. L’ordinanza è stata oggetto di un lunghissimo post su Facebook intitolato “Questione Centro Anziani, facciamo chiarezza” del primo cittadino di Scanzano Jonico, l’avvocato Raffaello Ripoli. Un post molto tecnico che ha tanto l’aspetto dell’annuncio di una controffensiva in sede giudiziaria, tanto che ad un certo punto si legge: “Ribadiamo ancora una volta di aver resistito in giudizio (e continueremo a farlo) solo per tutelare l’interesse pubblico”. Il primo cittadino inoltre fa delle precisazioni: “il comune, per tutelare l’interesse pubblico, ha due alternative: fare reclamo (l’equivalente dell’appello) avverso questo provvedimento provvisorio, ovvero avviare l’azione di rilascio dell’immobile in quanto illegittimamente detenuto”. E, ancora: “Decideremo nei prossimi giorni se impugnare il provvedimento provvisorio in questione, oppure se avviare direttamente altra azione giudiziaria diretta a liberare l’immobile, non disdegnando di perseguire in successione entrambe le strade, affinché la vicenda trovi una soluzione definitiva”.
LA VICENDA “POLITICA”. La vicenda ha ovviamente riaperto lo scontro politico, I consiglieri di minoranza “Scanzano Conta” (Scarnato Claudio e Rossana De Pascalis) “Scanzano Libera” (Merlo Maria Giovanna e Giacco Sabino), “Movimento Cinque Stelle” (Antonello Musillo) e “Scanzano Viva” (Pasquale Cariello) hanno scritto in una nota congiunta: “Si assiste per l’ennesima volta al fallimento politico e amministrativo di questa amministrazione che continua ad operare con pressapochismo e superficialità soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli. I predetti consiglieri di minoranza chiedono ora al sindaco chi dovrà pagare tale risarcimento visto che il comune di Scanzano si è costituito senza aver alcun titolo, così come scritto nell’ordinanza? I consiglieri di minoranza pertanto, alla luce di quanto è emerso, chiedono le dimissioni del sindaco avv. Raffaello Ripoli e di tutta la sua maggioranza che continuano a dimostrare di non essere all’altezza del ruolo che ricoprono, preannunciando la richiesta di convocazione del consiglio comunale al fine di tutelare l’intera cittadinanza Scanzanese”. Il sindaco ha replicato: “Va chiarita anche un’altra “fesseria” enorme che è stata detta su questa vicenda. Il comune non è stato condannato ad alcun risarcimento del danno per lite temeraria (ex art.96 c.p.c.) ma più semplicemente al pagamento delle spese di giudizio (spese legali per €.4.420,00 disponendo la distrazione in favore degli avvocati di controparte ex art.93 c.p.c. in quanto antistatari) e tanto poiché il principio di legge secondo il quale le spese di lite seguono la soccombenza prevede che chi perde paga. Anzi, nel liquidare le spese, il Giudice ha addirittura parlato di complessità della controversia, il che dimostra che la scelta di costituirsi in giudizio non è stata affatto azzardata”. E, infine: “Vogliamo concludere ricordando che poteva evitarsi di arrivare a tanto se solo ci fosse stata collaborazione e non strumentalizzazione politica della questione, anche per rispetto delle altre associazioni di volontariato che ancora attendono una sede, esternando al contempo la nostra amarezza nei confronti di chi ancora oggi vuol farci passare come dei mostri”

Impiego in deroga del principio attivo "cloropicrina"-  necessario in fase di pre trapianto, e al momento non sostituibile con altro - come è stato fino ad ora e come avviene negli altri Paesi europei produttori di fragole: è quanto chiedono anche i produttori del Metapontino, area della Basilicata in cui si concentra la maggior produzione di fragole, in particolare la Candonga Fragola Top Quality®. La Basilicata, tra le altre cose, ha da tempo consolidato il suo primato nazionale nella produzione di fragole. Se dovesse permanere lo stallo attuale, il rischio - come rimarcato da Francesco Nicodemo - è quello di avere la paralisi del settore per tutto il 2018 - 2019 con enorme danno alle economie, e allo stesso tempo assistere all'invasione di fragole provenienti dalla Spagna che finiranno sulle tavole dei consumatori italiani.

A segnalare la situazione e a intervenire in queste ore sono stati Francesco Nicodemo, imprenditore agricolo e coordinatore del Comitato nazionale Prodotto "Fragola" istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Carmela Suriano, Ceo del Club Candonga, consorzio di valorizzazione proprietario del marchio Candonga Fragola Top Quality®. A livello istituzionale, l'assessore regionale Luca Braia, ha annunciato iniziative presso il Ministro per la Salute, 
e un Odg sul tema nella prossima Commissione Politiche Agricole. 

Di seguito gli interventi:

Nicodemo: “ Nel 2018/19 sulle tavole italiane rischiamo di avere solo fragole spagnole”

La fragolicoltura italiana rischia il tracollo se il Ministero della Salute non concederà, senza ulteriori indugi, nei prossimi giorni la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina


ROMA. “Il comparto fragola italiano a rischio tracollo: auspichiamo che a stretto giro l’attuale Esecutivo con i competenti ministeri possa chiudere la questione ereditata dalla precedente compagine governativa”, a lanciare l'allarme è il coordinatore del Comitato di Prodotto Fragola istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Francesco Nicodemo.
Che ha poi spiegato: “Fra qualche mese sulle tavole degli italiani rischiamo di avere solo fragole spagnole. La fragolicoltura italiana - dopo gli altissimi livelli di specializzazione raggiunti negli ultimi decenni - rischia il collasso se il Ministero della Salute non concederà, senza ulteriori indugi, nei prossimi giorni, la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina, principio attivo essenziale per assicurare i livelli produttivi necessari per poter lealmente competere con gli altri Paesi europei produttori di fragole che hanno invece già dato il via libera, come ogni anno, all'impiego della stessa. Al momento, inoltre, non esiste una molecola alternativa che possa sostituire la cloropicrina”.
Nicodemo ha poi ha sottolineato il valore del settore: “Oltre 4000 mila gli ettari coltivati da Nord a Sud del Paese - con la maggior produzione concentrata nel Meridione, infatti Basilicata e Campania, sono rispettivamente il primo e il secondo produttore - sono invece stimabili in più di 30mila le risorse lavorative impiegate”.
Nicodemo ha concluso: “Altri Paesi europei, fra questi la Spagna, hanno ottenuto il via libera interno all'impiego del suddetto principio attivo, quindi potranno continuare a produrre assicurando quantitativi tali che permetterà loro il controllo totale dei prezzi con irreversibile pregiudizio per i fragolicoltori italiani e dei consumatori, veri soggetti lesi da questa situazione e così indotti a rinunciare alle fragole Made in Italy”.

Rischio paralisi per la produzione di Candonga Fragola Top Quality se dal Ministero della Salute non arrivasse l'Ok all'uso in deroga della cloropicrina

METAPONTINO. “Non c'è altro tempo da perdere e occorre agire immediatamente per scongiurare il crollo della fragolicoltura. Se dovesse perdurare questa situazione tutti gli sforzi fatti in questi anni dai produttori del Club Candonga, titolare del marchio Candonga Fragola Top Quality®, sarebbero vanificati”, così Carmela Suriano, CEO del Consorzio di tutela del Club Candonga, ha commentato l'allarme lanciato da Francesco Nicodemo, coordinatore del Comitato nazionale di Prodotto Fragola.
Suriano ha spiegato: “Come già accaduto in altri Paesi europei produttori di fragole, fra questi la Spagna che è il maggior competitor italiano, è necessario che il Ministero della Salute conceda la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina, principio attivo essenziale per continuare a produrre ed essere competitivi”.

Carmela Suriano ha aggiunto: “La mancata concessione, ad oggi, lascia ben pochi margini per la futura campagna, il rischio reale è vedere il mercato italiano invaso da fragole provenienti da coltivazioni di Paesi in cui l'uso in deroga è stato già concesso. Inutile dire che ciò mortificherebbe decenni di storia produttiva e successi raggiunti dai fragolicoltori italiani e della Basilicata che ricordiamo è il maggior produttore di fragole, nello specifico Candonga Fragola Top Quality®, coltura simbolo dei progressi fatti e degli altissimi livelli di specializzazione raggiunti”.

Infine, Carmela Suriano ha aggiunto: “Attendiamo azioni importanti che possano sbloccare l'attuale situazione e riequilibrare così il regime concorrenziale che allo stato attuale – vista la mancata concessione in deroga - è macroscopicamente alterato e potrebbe determinare sconvolgimenti economici irreversibili soprattutto per quei territori che hanno avviato il riscatto economico e sociale proprio grazie a colture dal valore eccezionale ed esclusivo come è stato e dovrà continuare ad essere per Candonga Fragola Top Quality”.

IL COMUNICATO DELL'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA, LUCA BRAIA

“Sostegno assoluto al comparto fragola e ai suoi operatori. Consegneremo, per i tramite del Presidente pro-tempore della Giunta regionale Favia Franconi che martedì incontrerà il Ministro per la salute, una nota della Regione Basilicata. Presenteremo, inoltre, richiesta di approvare un Odg sul tema nella prossima Commissione Politiche Agricole prevista per il 24 luglio, da far veicolare ai Ministeri Ambiente e Salute per sottolineare la necessità di autorizzare il principio attivo utile a mantenere sostenibili e competitive sul mercato le fragole italiane.”

Lo comunica l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia.

"L’allarme sul rischio tracollo - prosegue Braia - lanciato da Francesco Nicodemo coordinatore del Comitato di Prodotto Fragola istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole a causa della preponderanza di fragole spagnole sul mercato è alto, dal momento che i paesi europei hanno già dato il via libera all’utilizzo della Cloropicrina, principio attivo essenziale per assicurare i livelli produttivi, utilizzato in diverse regioni, tra cui la nostra, per proteggere i terreni dai parassiti.

La questione non può farci rimanere inermi. La grande specializzazione che il comparto in Italia e in Basilicata, prima regione produttrice, ha visto in questi ultimi anni, vede il comparto in crescita. Sono 4000 mila gli ettari coltivati a fragola in Italia, concentrati soprattutto al sud, con la nostra Basilicata che ne conta oltre 1000 con 15 mila addetti impiegati e che ha visto oltre 60 milioni di euro investiti, una produzione stimata di 40 mila tonnellate al 2017 e che nel complesso oggi cuba 100 milioni di euro di fatturato totale.

I produttori sono, purtroppo, ancora in attesa che Ministero della Salute conceda, e si spera nell’immediato, la deroga per gli usi eccezionali consentiti della Cloropicrina, non essendoci al momento altre alternative. Nel corso degli ultimi 5 anni l’Italia ha sempre autorizzato tali impieghi per le colture della fragola ma che riguardano anche il pomodoro e le insalate.

Senza via libera, non saremo in grado di produrre gli stessi quantitativi di un prodotto riconosciuto come eccellenza e richiesto dai consumatori che oggi ci consentono di controllare anche il prezzo della fragola sul mercato, ledendo nel complesso all’intero comparto fragole Made in Italy.

Il comparto agricolo regionale e nazionale - sottolinea l’assessore Luca Braia - ha necessità di utilizzare la sostanza attiva Cloropicrina per le produzioni ad alto reddito e per poter continuare a competere alla pari con l'agricoltura di altri Paesi europei, tra cui la Spagna, che ne hanno già autorizzato l’impiego. La mancata autorizzazione dal parte del Ministero della Salute, per la campagna 2018/2019, provocherebbe danni molto consistenti alla PLV agricola nazionale e al lavoro di migliaia di operatori che nel comparto fragola operano. La concorrenza con la Spagna – conclude Braia - diventerebbe realmente insostenibile. E l’agricoltura italiana questo non se lo può permettere, su produzioni caratterizzate e, nel nostro caso, anche identitarie del comparto ortofrutticolo regionale”.

Il tribunale di Matera ha dato ragione agli anziani di Scanzano Jonico ai quali era stato notificato lo sgombero alcuni mesi fa. Il giudice civile, il dottor Raffaele Viglione ha inoltre condannato alle spese relative la controparte (il comune di Scanzano) per 4.420 euro. Sempre secondo l’ordinanza, gli anziani potranno tornare immediatamente nel possesso dei locali in Via De Gasperi da cui furono sgomberati alcuni mesi fa con relativa apposizione di un lucchetto. Resta nella facoltà del comune di fare reclamo contro l'ordinanza in tempi stretti. 

VIDEO INTERVISTA ALL'AVVOCATO ANNUNZIATA GUARINO

 “Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio”, “induzione indebita a dare o promettere utilità”, “istigazione alla corruzione”, “truffa ai danni dello stato”, le ipotesi formulate dagli organi inquirenti

 

Una giornata in bio fattoria alla scoperta delle pratiche agricole genuine, i ragazzi del Comprensivo Giovanni Paolo II hanno vissuto con entusiasmo l'esperienza didattica.

 

IL VIDEO RACCONTO DELL'INIZIATIVA

Tornano le fiamme in città, dopo i recenti roghi a due magazzini di ortofrutta, la notte fra mercoledì e giovedì una Ford Mondeo vecchio modello, è stata divorata da un rogo che con tutta probabilità sarebbe di natura dolosa. Il fatto si è verificato in via Rossini, nel popoloso rione Santa Sofia di Scanzano Jonico. Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco e gli agenti del Commissariato di Polizia di Policoro diretti dal dottor Roberto Cirelli. Le indagini sono aperte a qualsiasi ipotesi, l'allerta resta molto alta sulla comunità jonica finita nuovamente al centro della cronaca nera. L'incendio ha coinvolto e distrutto anche un vicino cassonetto della spazzatura. 

Venerdì, 13 Aprile 2018 11:20

Lavori in corso: #StayMet

Nei prossimi giorni il sito che ospita il periodico on line “ilmetapontino.it” potrebbe presentare problemi di consultazione a causa di importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento che interessano la piattaforma.
Gli articoli sulle principali vicende di cui ci interesseremo comunque saranno normalmente consultabili sulla pagina Facebook ufficiale.

A presto,
#staymet.

Un forte boato e poi le fiamme intorno alle 22,30 di ieri (lunedì) nel piazzale dell’Apofruit in località Parisi, poco dopo la notizia del ritrovamento di una macchina, uscita fuori strada, in località Recoleta: tutto in una notte, tutto a Scanzano Jonico.
Sull’eventuale collegamento fra i due episodi al momento è possibile fare solo supposizioni, nulla di ufficiale e assoluto riserbo da parte degli investigatori. Facile supporre che gli autori del presunto agguato incendiario abbiano usato l’Alfa Romeo ritrovata a Recoleta – centro agricolo a pochi chilometri da Parisi e comunque lontano dal centro abitato - per darsi alla fuga ma qualcosa potrebbe essere andato storto, forse il conducente ha perso il controllo della macchina, poi uscita di strada, per fuggire e abbandonare così il veicolo. Si tratta di supposizioni, nulla al momento trova riscontro in versioni ufficiali.
ROGO APOFRUIT
I Vigili del Fuoco di Policoro prontamente intervenuti hanno prima spento le fiamme altissime e poi messo in sicurezza la parte del piazzale su cui si trovavano bins, altro materiale plastico e pallet in legno, le operazioni di spegnimento e di bonifica sono durate alcune ore, sul posto anche i Carabinieri di Policoro che hanno proceduto, in sinergia con i Vigili del Fuoco, ai rilievi del caso. Ad agevolare le indagini potrebbero esserci i filmati delle telecamere ben visibili poste sui pali che circondano lo stabilimento protetto da recinzione e cancelli.

L’ALFA ROMEO RITROVATA A RECOLETA
La notizia del rinvenimento dell’auto è stata immediatamente successiva, l’incidente è venuto a qualche chilometro di distanza da Parisi, luogo in cui si è verificato l’incendio. A Recoleta erano in azione i Vigili del Fuoco, Carabinieri e uomini del Commissariato di Polizia di Policoro oltre ai mezzi dell’azienda Stigliano (soccorso stradale) a lavoro per liberare la strada.

IL “GIALLO”.
Chi ha guidato la macchina? C'erano più persone a bordo dell'Alfa? Sul punto al momento circolano solo ipotesi, sembrerebbe che una persona sia stata trovata a bordo ferita e poi soccorsa per essere accompagnata al Pronto Soccorso. La circostanza non trova riscontro in fonti investigative. Così come, in questa fase, resta solo un’ipotesi quella del collegamento fra i due episodi.
Saranno le indagini a svelare cosa c’è (o non c’è) fra i due episodi.
Resta, tuttavia, che Scanzano Jonico è di nuovo al centro di episodi gravi e che destano forte preoccupazione sulla natura dei fatti che turbano non poco le coscienze e il sistema economico virtuoso della cittadina che fonda la sua forza su agricoltura e turismo.

 

 “Per l'agricoltura contemporanea è fondamentale adottare pratiche sostenibili che vadano nel verso dell'efficienza idrica per agevolare così il passaggio all'agricoltura resiliente, cioè la capacità del sistema agricolo di assicurarsi stabilità ed efficienza anche rispetto alle sollecitazioni che potrebbero comprometterlo”.

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