Mercoledì, 23 Agosto 2017

Ogni buon matrimonio, ad Avigliano, iniziava con la strazzata. Per tradizione la si offriva ai parenti della sposa alla famiglia del futuro marito, a colazione. Per tradizione, la famiglia del futuro marito, poi, a mezzogiorno, ricambiava.

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Non è una bufala, semmai… una vacca, dal cui latte viene fuori poesia in stato solido, quella che in Lucania si suol definire col termine “caciocavallo”. Perché il buon caciocavallo lo riconosci… dalla “scorza”: coriacea, dura, come la gente di Lucania. E dal latte, prevalentemente vaccino.

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“Sai che a Pignola hanno aperto un’osteria friulana?”. Storia di un’imbeccata, storia curiosa di una emigrazione al contrario, dello sport che si mesce col vino, di un matrimonio tra basket e “Gubane”, che con le ballerine non c’entrano granché niente. Cos’è la Gubana??? Siamo andati a scoprirlo.

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Domenica, 04 Ottobre 2015 14:02

Un tiramisù (lucano) alla Casa Bianca

Ci sono due modi per andare a Washington: quello più comune fa rima con bagaglio a mano.

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Mercoledì, 25 Febbraio 2015 10:32

Una pizza a portata di click

Un’idea semplice ma geniale e sole tre certezze: sei a casa, fa freddo e hai fame. Magari è domenica e sai che una buona margherita non te la toglierebbe nessuno, se non fosse per la tua mastodontica pigrizia. In una di queste fameliche e pigiamosissime serate, ad ottocento chilometri dalla pasta asciutta di mammà, Christian inizia a spremere le meningi e nel 2009 partorisce Pizzabo.it.

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Se pensate che la questione “col buco o senza” riguardi solo la ciambella, vi sbagliate di grosso. Se pensate che questa sia l’ennesima storia di cibo, beh, non proseguitela nemmeno questa lettura. O rivolgetevi a Vissani (con i nostri migliori auguri/èStatoBelloConoscervi).

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Mai entrati in un panificio a provare un t shirt? E in un negozio d’abbigliamento a mangiare un panzerotto? Una delle due notizie è un fake (o forse un augurio), l’altra sapida e fritta realtà.

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Da giovedì 6 a domenica 9 ottobre il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria alla 48° edizione della storica regata velica internazionale a Trieste.

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Proseguono gli appuntamenti culturali policoresi con la mostra fotografica “Lo zuccherificio di Policoro. Appunti post apocalittici di Luca Centola", presso il Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro.

Domani 17 Settembre 2016 alle ore 18,00 si inaugura, infatti, la mostra fotografica “Lo zuccherificio di Policoro. Appunti post apocalittici di Luca Centola", a cura di Marta Ragozzino, Direttrice del Polo Museale della Basilicata.

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Rompono le scatole. Lo fanno per mestiere, lo han fatto (prima, quasi) per gioco. Lo fanno (oggi) per cucinare, sfamarsi (?!); per mettere in discussione la cucina blasonata, per mettersi in discussione, per dimostrare che (anche) con la Simmenthal si fanno grandi cose, se - quelle cose-  sai dotarle di un buon “impiattamento” e di un vestito linguistico“orpellosamente” cool.

Non sono chef e non ambiscono ad esserlo ma ti sanno dimostrare che, con una scatoletta e taaanta fantasia, tutti possono essere chef con la sola imposizione delle mani (sulla carne in gelatina). Loro, attualmente 3 (ma presto multipli di),­ sono i redattori della pagina Fb “Un rompiscatole in cucina”, che, ad oggi, ­conta qualcosa come 37 mila follower o qualcosa in più.

Passi da quella pagina perché ti incuriosisce il nome, poi ti fai “invischiare” nei loro racconti di cibo, nelle foto, nel potenziale di una latta di Rio Mare che si fa ricetta ed associata a a tante altre fa una bicicletta, per esempio. Perché ad una scatola di tonno tutto chiederesti tranne che di frenare. Per dire…Poi ti viene fame e... c’è poco da fare per la dispensa che avevi lasciato stagnare in vista della fine del mondo. È così che scatta il primo like, quello che non si scorda mai, quello che… genera dipendenza.

È così che nasce una storia, quella che ci siamo fatti raccontare. Riavvolgiamo il nastro, partiamo dall’abc e cerchiamo di capire perché sia un privilegio romperle, le scatole, e perché, il cibo in scatola, non sia roba da sfigati/single/Bridget Jones.

Perché “Rompiscatole”, diteci perché?

Ritmi di vita sempre più frenetici e impegnativi e non sempre si ha il tempo e l’energia per cucinare nel modo tradizionale. Ma da buoni italiani per nessun motivo rinunceremmo ai sapori della nostra tavola. Ecco allora che con una scorta intelligente di scatolette, in pochi minuti si può velocemente dare vita a ricette che non hanno nulla da invidiare alla cucina dei grandi chef!.

Le scatole: come si rompono, perché è bene romperle, insomma... perché questo nome?

Non soltanto perché apriamo scatolette e barattoli in acciaio, ma anche perché in un certo senso andiamo “contro” i luoghi comuni che vedono la cucina di qualità legata esclusivamente al prodotto fresco". L’idea? Creare un piatto da vero chef con ingredienti low cost, in scatola, economici ­appunto. Ma il cibo in scatola… ?! “Contrariamente a quanto si possa credere, il cibo in scatola ed i suoi imballaggi in acciaio sono vere e proprie “casseforti” della natura e mantengono intatte le qualità e i sapori, senza alcuna aggiunta di conservanti. E poi è decisamente economico e si conserva molto più a lungo rispetto a qualsiasi altro prodotto. Infine, una volta utilizzati, gli imballaggi in acciaio si riciclano al 100% per rinascere a nuova vita!".

La prima ricetta non si scorda mai. E’ il caso del loro “Bicchierino di benvenuto con granchio, porcini e cereali”. Quella preferita, invece?

La “carbonara di mare con erbe aromatiche”. Ma non tutte le scatolette finiscono in un buco, insomma, dopo che le utilizzate che fine fanno? “Utilizzando così tante scatolette per le nostre ricette, abbiamo scoperto l’importanza della raccolta differenziata: gli imballaggi in acciaio possono essere riciclati completamente e all’infinito. 

Pensate che con 2000 scatolette di tonno si può ottenere il telaio di una bicicletta, mentre con 200 tappi corona, come quelli della birra, si può ottenere una chiave inglese!.

Adesso, da bravi, aprite le dispense e... scatenate il Cannavacciuolo che è in voi. Vi sentirete, così, orgogliosi - almeno per un giorno, anche voi - di essere degli autentici rompiscatole. Dentro e fuori dalla cucina!

Alba Gallo

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Comune di Colobraro