Venerdì, 21 Luglio 2017

È (quasi) il più buono d’Italia ed è di tradizione tutta lucana. È lo yogurt prodotto da latte di ‘signore mucche’, residenti, domiciliate, in-’stallate’ a Potenza. Ed è precisamente in Contrada Centomani (periferia ovest del capoluogo lucano) che da qualche mese a queste parte l’omonima Fattoria/Taverna può farsi vanto di produrre il ‘più buono d’Italia’, lo yogurt più buono d’Italia. 85 quelli in concorso, selezionati in 17 regioni d’Italia da 20 maestri degustatori (agronomi e tecnologi alimentari) ed infine valutati da 5 giudici in base a caratteristiche visive, olfattive e gustative.

È così che Taverna Centomani si assicura, nel novembre 2016, il secondo posto al Concorso Nazionale ‘Agri Yogurt’, giunto alla sua settima edizione, in quel di Cremona.
Ma come si fa ad… ‘essere buoni’? Sarà per i fermenti, più vivi di quelli che fanno riattivare persino l’intestino della Marcuzzi? Sarà per il latte di ‘signore mucche, ma mucche mucche’ e persino più buono di quello ‘della Lola’? Sarà per le buone azioni dei produttori?
Niente di tutto questo. Perché, in Basilicata, l’eccellenza non la si produce a scapito di nessuno, nemmeno dei competitor nazionali.
Quindi, qual è il segreto che rende questo yogurt buonissimo? Come per la Coca Cola, la formula è segreta. Ma tra gli ingredienti c’è di nuovo, c’è di buono, il ‘latte nobile’, che, lungi dall’esser munto da bovini dal sangue blu, deve esser registrato. Il ‘latte nobile’ è un po’ come il Dop, il Docg: il ‘latte nobile’ è ‘un marchio, non una marca’, precisa l’omonima Associazione, con un su Disciplinare.
Insomma, per essere ‘nobile’ il latte, le mucche devono, stando al Disciplinare,Nutrirsi al 70% di erba e fieno, con un numero di essenze pari a 5. Questo tipo di alimentazione permetterebbe, infatti, di ottenere un latte non solo più gustoso ma anche più ricco di tutte le componenti nutrizionali e, soprattutto, un miglior rapporto omega-6/omega-3, mai al di sotto del 5.

Insomma, se buoni si nasce, nobili si diventa, con la Lucania (ancora una volta) chiamata a scrivere il ‘sussidiario dell'eccellenza’, per il resto d’Italia.

Alba Gallo

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Non è una bufala, semmai… una vacca, dal cui latte viene fuori poesia in stato solido, quella che in Lucania si suol definire col termine “caciocavallo”. Perché il buon caciocavallo lo riconosci… dalla “scorza”: coriacea, dura, come la gente di Lucania. E dal latte, prevalentemente vaccino.

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“Sai che a Pignola hanno aperto un’osteria friulana?”. Storia di un’imbeccata, storia curiosa di una emigrazione al contrario, dello sport che si mesce col vino, di un matrimonio tra basket e “Gubane”, che con le ballerine non c’entrano granché niente. Cos’è la Gubana??? Siamo andati a scoprirlo.

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Domenica, 04 Ottobre 2015 14:02

Un tiramisù (lucano) alla Casa Bianca

Ci sono due modi per andare a Washington: quello più comune fa rima con bagaglio a mano.

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Mai entrati in un panificio a provare un t shirt? E in un negozio d’abbigliamento a mangiare un panzerotto? Una delle due notizie è un fake (o forse un augurio), l’altra sapida e fritta realtà.

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Da giovedì 6 a domenica 9 ottobre il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria alla 48° edizione della storica regata velica internazionale a Trieste.

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“Ma possibile che un prodotto così straordinario deve essere soltanto mangiato nei ristoranti?”. Ogni storia che si rispetti nasce da una domanda, e non importa che ci sia di mezzo l’uovo o la gallina: l’essenziale è avere una buona domanda. E un paio di uova. Riccardo, nel 2003, le aveva entrambe.

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VALSINNI - Domenica scorsa, con inizio alle ore 19.00 gli abitanti del piccolo comune lucano si sono ritrovati in piazza per far sentire la loro voce e dare sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto. “Quando c’è da essere solidali, Valsinni risponde sempre compatto” dichiara Maurizio Stigliano, tra i promotori della raccolta fondi.

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Proseguono gli appuntamenti culturali policoresi con la mostra fotografica “Lo zuccherificio di Policoro. Appunti post apocalittici di Luca Centola", presso il Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro.

Domani 17 Settembre 2016 alle ore 18,00 si inaugura, infatti, la mostra fotografica “Lo zuccherificio di Policoro. Appunti post apocalittici di Luca Centola", a cura di Marta Ragozzino, Direttrice del Polo Museale della Basilicata.

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