Lunedì, 18 Giugno 2018

Latest News

Italian Idiot - Le origini viggianesi del leader dei Green Day

Martedì, 20 Febbraio 2018 15:19 Written by

Nell’epoca in cui l’imperversare delle fake news invita a dubitare anche della propria madre, in cui Stallone muore e poi risorge in concomitanza con l’uscita del nuovo film; in cui diventa si ammette che anche l’asino possa volare, Billie Armstrong, frontman dei Green Day, dichiara di essere di Viggiano. Con tanto di certificato di nascita esibito su Instagram.  

MUSICA - Quella "prima volta" dei Negramaro nel bowling di Metaponto

Domenica, 18 Febbraio 2018 19:36 Written by

Sembrava di stare in America, quando lo inaugurarono, in quel lontano 2002. Grande, immenso, illuminato. Così si presentava il bowling di Metaponto agli albori del nuovo millennio. C’erano i tabelloni, quelli dei punteggi; le piste in legno, da calpestare rigorosamente con le scarpette blu, anni Venti. Che facevano tanto swing, che sapevano tanto dell’America di Fonzie ed Happy Days.

UNA FINESTRA SUL MONDO - Un capolavoro chiamato Dakota.

Domenica, 11 Febbraio 2018 08:44 Written by

Non sono uno di quelli fissati per le ricorrenze, ad onta del fatto che io svolga da circa venticinque anni, la parallela attività di ricercatore indipendente.

Le sigarette Hiroshima e gli effetti della dissoluzione del blocco sovietico.

Lunedì, 05 Febbraio 2018 16:53 Written by

Se vi capitasse di passare dal confine tra la Georgia e la Turchia oppure tra l’Armenia e la Turchia, forse sarebbe saggio non chiedere sigarette a degli sconosciuti.

E sì: un gesto altrove banale e sicuramente amichevole, da quelle parti, potrebbe rivelarsi fatale per la vostra salute.

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LIBRI - “Talità kum. La pratica filosofica nella società liquida”, l’ultimo libro di Rino Finamore

Giovedì, 18 Gennaio 2018 09:03 Written by

“Talità kum. La pratica filosofica nella società liquida” (Ed. Magister) è l’ultimo libro di Rino Finamore, originario di Miglionico, consulente clinico, docente e formatore. Libro ricco di riferimenti filosofici e biblici, ma alla portata di tutti perché accomunati dall’esperienza della vita. Un testo che racconta una storia realmente accaduta a Rino: la leucemia della sorella.

10 REGOLE DI BON TON PER LE FESTIVITÀ: DALLA TAVOLA AL LOOK, SENZA DIMENTICARE I REGALI.

Domenica, 24 Dicembre 2017 08:00 Written by

Barbara Ronchi della Rocca, contessa e volto noto della televisione italiana, è una delle massime esperte di bon ton esistenti in Italia. È la signora delle buone maniere e il suo mantra potremmo racchiuderlo in una delle sue più celebri affermazioni: 

''Conoscere le buone maniere e saperle usare nei momenti opportuni fa bene anche all’autostima, perché aiuta a sentirsi sicuri di sé, affrancati dall’angoscia del “Che cosa posso dire?”, “Come devo comportarmi?”, “Sarò vestito/a nel modo adatto?”.

Se in un certo qual modo siete anche voi  stati colpiti dall’angoscia di questi tre interrogativi, soprattutto perché ci troviamo nel pieno delle festività e non sapete come agire per  non ricadere in errori di cattivo gusto, non vi resta che fermarvi un attimo e leggere questo vademecum delle buone maniere. 

 

1. BUON APPETITO

L’errore più comune di sempre è proprio augurare agli altri commensali ‘'buon appetito’’. Sapete perché? Con questa espressione si augura di avere più appetito del dovuto, invece, sarebbe meno errato augurare un buon pranzo o una buona cena. Se, invece, durante la cena di natale voleste davvero superarvi nell’arte del galateo, non vi resta che restare in silenzio ed elargire sorrisi tra un boccone e l’altro. 

 

2. MAI CHIEDERE IL SALE

Che non vi venga in mente di chiedere il sale a tavola. È un gesto scorretto e di cattivo gusto, indice del fatto che la pietanza servita è scialba e non è di vostro gradimento.

 

3. SE UNA PORTATA NON È DI VOSTRO GRADIMENTO…

Siete ospiti per il Veglione a casa di qualcuno? Ricordatevi di non recare offesa alla padrona di casa in alcun modo. Se una portata non è di vostro gradimento, ricordate sempre di comunicarlo prima così da evitare  inutili sprechi di cibo. Nel caso in cui aveste dimenticato di dichiarare i vostri gusti prima di essere serviti, vi presterete abilmente all’assaggio di tutte le portate: assaggiare è comunque un atto doveroso verso chi ha cucinato e ha impiegato del tempo per preparare qualcosa per voi, mangiarne anche una minima porzione è il minimo che possiate fare per onorare il lavoro fatto. 

 

4. L’ASSEGNAZIONE DEL POSTO

L’assegnazione del posto è sempre una scelta ardua. Spetterà al padrone o alla padrona di casa assegnare i posti a tavola invitando gli ospiti ad accomodarsi. L’assegnazione va fatta con coscienza, in modo che gli invitati si sentano a proprio agio. Il Galateo, inoltre, prevede che si alternino alle sedute un uomo e una donna e che il capotavola spetti sempre al padrone di casa.

 

5. IL PANETTONE È UNA COSA, IL PANDORO UN’ ALTRA

Panettone e pandoro, due mondi a parte. Non solo per il palato ma anche nel servirli a tavola ognuno segue una regola ben precisa. Se state per servire un candido pandoro, ricordate di farlo già tagliato a fette, mentre se da buon tradizionalisti preferite il panettone, ricordate di portarlo a tavola intero e posizionato su di un piatto decorato. Come mangiarli? Le regole del bon ton prevedono di mangiarli esclusivamente con le mani, a meno che non siano accompagnati da una crema. 

 

6. MAI DIRE CIN CIN

È l’ora del brindisi? Dimenticatevi di urlare Cin Cin. Se pensavate che questa espressione fosse la trascrizione onomatopeica del suono dei bicchieri che si scontrano tra loro, vi stavate sbagliando. Cin cin deriva dal cinese “ch’ing-ch’ing”, una formula di cortesia che letteralmente significa “prego’’. Secondo il galateo è importante non far schioccare i bicchieri l’uno contro l’altro, in quanto è ritenuto un gesto poco elegante, specialmente quando i commensali sono tanti e per raggiungere tutti si devono fare acrobazie, talvolta sbracciandosi. Basterà pronunciare ‘’Salute’’ o ‘’A noi’’ per un augurio davvero raffinato.

 

7. IL REGALO RICICLATO 

I regali, ahimè, sono sempre i migliori a metterci in difficoltà e a minare le nostre buone maniere. Che non conosciate bene il destinatario del vostro dono o che lo conosciate fin troppo, una regola dovreste scolpire nelle vostre menti, seppur vi troviate nel ben mezzo di un’apocalisse: mai riciclare un regalo. Cosa dice il Galateo? Piuttosto non regalate nulla.

 

8. UN REGALO UGUALE PER TUTTI

Sempre sui regali, il vademecum delle buone maniere vieta categoricamente di regalare a tutti la medesima cosa: pecchereste di impersonalità e di non aver fatto un regalo sentito.

 

9. L’ABITO NON FA IL NATALE...

Il Natale per molti è la festa più bella e sentita dell’anno e il desiderio di essere eleganti si fa più forte che mai in questo giorno. Spesso, però, avere cadute di stile è così semplice. Per non sbagliare bisogna ricordare sempre di mantenere una certa sobrietà. Gli abiti da sera e le mise importanti sono assolutamente fuori luogo in un pranzo o in una cena in famiglia. A meno che il vostro Natale non sia in un luogo ricercato e che richieda una certa etichetta, cercate di mantenere il vostro look adatto non solo all’occasione  ma anche al luogo.

 

10. ...E NEANCHE IL CAPODANNO

Il bon ton suggerisce lo stesso anche a Capodanno. Tra luccichii di palette e abiti corti rischiereste di mettere a disagio gli altri commensali e di trascorrere l’intera cena del Veglione in maniera scomoda. La misura rimane sempre l’abito migliore. 

 

Buone feste e che le buone maniere vi accompagnino sempre.

 

Curiosità dalla storia:

Il Galateo deve il suo nome ad un vescovo cattolico italiano: Galeazzo ( Galatheus, in latino) Florimonte.  Fu questo personaggio ad ispirare a Giovanni della Casa, letterato, scrittore e arcivescovo  ‘’quel celebre saggio del viver civile’’ dal titolo ‘’Galateo overo de' costumi, noto comunemente come Galateo. 

 

Trattato di messer Giovanni della Casa, nel quale sotto la persona d'un vecchio idiota

ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona

de modi, che si debbono o tenere, o schifare

nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.

(titolo completo)

 

 

@copyright foto copertina:

http://www.federicagrimaldi.it/natale-2016-galateo/

OUTFIT COLORATI, GRANDI PROTAGONISTI DELLA FREDDA STAGIONE

Domenica, 05 Novembre 2017 09:00 Written by

Il grande artista spagnolo Pablo Picasso diceva che ‘’ I colori, come i lineamenti, seguono sempre i cambiamenti delle emozioni.’’

Sulla scia di nuove emozioni caratterizzate da una voglia di cambiamento, inalate dal vento freddo di questo inverno che sta arrivando, i re dello stile hanno dato il meglio di sé con colori vivi e frizzanti come si è potuto notare dalle ultime fashion week.

Se siete amanti dei colori sobri o possedete rigorosamente un animo black, non preoccupatevi perché i vostri toni saranno stravolti solo per metà.

 Il colore, protagonista della fredda stagione farà da cornice, seppur non in maniera predominate, ai vostri outfit. 

Udite udite: domineranno la scena flash cromatici e ci sarà un grande e discusso ritorno, quello del viola. 

Il colore che più di tutti spadroneggerà sui vostri look oscuri sarà il colore della passione: il rosso.

Dagli spolverini ai vestiti in pelle, dalle borse agli accessori fino ai cuissardes, gli stivali alti in versione red passion.

Per la terza stagione di fila ritorna il giallo, sempre luminoso, vivace e solare. Se avevate intenzione di farvi notare, è la stagione giusta per farlo.

Come accennato sopra, il purple farà il suo ritorno nonostante lo scetticismo generale.

Niente paura: gli esperti consigliano di abbinarlo con l’arancio o il rosa ma se vorrete andare sul sicuro abbinatelo con il nude, il vostro immancabile alleato di stile e sobrietà.

 

Curiosità dalla storia:

Nonostante venga considerato il secolo buio, fu proprio nel Medioevo che si diffusero i colori nel vestiario poiché si considerava accentuassero il valore simbolico della luce e della bellezza interiore. Nei secoli precedenti ci si limitava ad utilizzare solamente colori neutri come il bianco o il nero.

Nel Medioevo, per esempio, il rosso divenne il simbolo del potere tanto da essere indossato prevalentemente dai sovrani per indicare le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Era il colore dei nobili in generale ed era il simbolo del fuoco. 

Nel Rinascimento era il colore utilizzato dai più potenti: gli uomini della Chiesa. Era un simbolo di autorità, del sangue di Cristo, del martirio, della crocifissione, della carità cristiana. 

 

@copyright foto copertina:

https://it.aliexpress.com/store/product/Size-34-43-Brogue-Oxford-Shoes-Women-Genuine-Leather-Flats-New-Spring-2017-Fashion-Women-Shoes/2906197_32816525077.html

 

La storia sconosciuta della festa di Halloween

Mercoledì, 18 Ottobre 2017 20:13 Written by

Riflessioni storico-sociologiche su un appuntamento tanto amato quanto odiato