Domenica, 25 Giugno 2017

Una finestra sul Mondo

Una finestra sul Mondo (27)

Latest News

Non un bolide su quattro ruote ma un ‘bolide su quattro onde’: l’MK.1 Ortega

Sabato, 01 Aprile 2017 10:09 Written by

"Un vero e proprio mini-sommergibile che può scendere ad oltre 95 metri di profondità assicurando comunque ottime prestazioni (11 nodi di velocità di crociera) e con una riserva d’aria per i due o tre fortunati occupanti di ben 250 litri, ulteriormente aumentabili"

Una speranza per i malati di diabete

Martedì, 28 Marzo 2017 16:57 Written by

Il dispositivo ha preso il nome industriale di Medtronic Minimed 670G, ma quello che lo rende unico nella sua semplicità è l’algoritmo brevettato dalla Medtronic

Panama al bivio tra desiderio di trasparenza e tentazione di segretezza

Martedì, 14 Febbraio 2017 15:36 Written by

Se esistono tanti piccoli e grandi paradisi fiscali la ragione sta nel fatto che questo fa comodo soprattutto agli Stati Uniti ed all’Europa. Se non parte da queste due regioni del mondo la vera richiesta di trasparenza e tracciabilità, non ci sarà commissione d’inchiesta o governo nazionale che potranno cambiare le cose

Justin Trudeau: il Tom Cruise della politica canadese.

Venerdì, 13 Gennaio 2017 13:33 Written by

Figlio d’arte, ma disinteressato alla politica per la maggior parte della sua vita, Trudeau unisce alla sua ‘novità’ anche il fatto che Madre Natura lo ha pensato non tanto per i barbosi tavoli delle trattative nazionali ed internazionali, quanto piuttosto per la telecamera o forse meglio la cinepresa.

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Eppure li chiamano ‘poveri’. Cosa s’intende per emarginazione economica in Svizzera

Mercoledì, 28 Dicembre 2016 10:42 Written by

A Natale, come è tradizione per il nostro giornale, cerchiamo di staccare lo sguardo dalle luci intermittenti multicolori, dagli alberi pieni di palline luccicanti, dalle pubblicità televisive con le famiglie del mulino bianco (o rosso o verde o di altro colore) che vivono in regge ben climatizzate e con parquet lucidati anche in garage, per dare un’occhiata spassionata, giornalisticamente cruda ed oggettiva, a quelle tante, troppe famiglie che, in Italia e nel mondo, anche quest’anno vivranno ancora una volta il ‘Natale degli Altri’ cioè si accontenteranno di sognare le ricche tavolate, i vestiti lussuosi, le comodità di chi ha sicurezze economiche che molti hanno sempre e solo immaginato.
Noi facciamo parte del G7- G8 – G20, siamo parte di quell’Occidente avanzato e arrogante i cui rappresentanti, a volte, scivolano sulle proverbiali bucce di banana politiche ma senza poi farsi davvero male (vedasi Cameron e Renzi); e non dovremmo preoccuparci di una cosa che sembra molto lontana nel tempo.
E invece, basta andare a farsi un giro nelle periferie degradate di questo Vecchio Continente un po’ troppo malandato, dai quartieri periferici di Londra alle banlieux di Parigi ai ghetti sociali delle ‘Vele’ di Scampia o dello Z.E.N. di Palermo, per capire che il bisogno economico c’è, eccome!
Incredibilmente, anche in Svizzera, anche in questa ricca, arroccata, aristocratica nazione ai nostri confini, paradiso economico e finanziario mondiale, terra del Bengodi e dei soldi che piovevano dal cielo (e dai conti degli evasori italiani), esiste, ovviamente ‘in sedicesimo’ e senza gli eccessi che troveremmo da noi, un problema ‘povertà’.
Le ultime statistiche della Confederazione, infatti, parlano di un 6.6% della popolazione elvetica che va considerata povera (secondo i parametri dei nostri cugini d’Oltralpe): si tratta di 530.000 persone, sempre secondo i loro numeri.
Ma, addirittura, se parliamo di ‘rischio povertà’ si arriva al 13.5% della popolazione, che, sommato ad un altro 4,6% di ‘deprivazione materiale’, porta il numero degli svizzeri che davvero non va in Limousine e non vive in ville faraoniche con altrettanto faraonici conti in banca alla bellezza di 24.7% di elvetici. Sempre secondo gli uffici statistici svizzeri, 1 minorenne su 20 è in povertà reddituale ed 1 su 6 a rischio povertà: un totale di 316.000 minori in tutto.
Orbene: questo quadro farebbe spaventare se non debitamente parametrato. Potremmo chiederci: ma se in Svizzera stanno combinati così, allora da noi siamo in piena Apocalisse economica!
Tranquilli! In realtà, per essere considerato ‘povero’ in Svizzera, bisogna guadagnare meno di 2200 franchi svizzeri (pari a 2.020,44 euro) vivendo da soli, 3800 franchi svizzeri (3.489 euro) in una famiglia con genitori e due figli minori di 16 anni e 4000 franchi (3673 euro) in una famiglia con due genitori e due figli maggiori di 16 anni.
Tenuto conto di questo, e visto che Lugano è a un’ora o poco più da Milano, quasi quasi mi conviene esser povero in Svizzera piuttosto che lavorare in Italia.
E buone feste a tutti.

L'hanno scoperto! Un giovane e brillante criminologo forse ha individuato Jack lo Squartatore

Lunedì, 05 Dicembre 2016 14:06 Written by

 

La Londra vittoriana è un luogo ideale per ambientare film o romanzi, ma è anche il luogo reale in cui davvero sono successe tra le cose più interessanti (e agghiaccianti) della fine dell'Ottocento.
A Londra, infatti, vi era la più intensa corrente commerciale in entrata ed uscita di tutto il mondo allora conosciuto, la banche prosperavano, la tecnologia correva veloce nelle pubbliche strade e nelle case, e tutto sembrava andare per il meglio: almeno nella City e nei quartieri-bene.
Un pochettino peggio andava nei quartieri periferici, degradati e malfamati come Whitechapel, frequentato da inguaribili beoni, prostitute che avevano conosciuto giorni migliori ed emarginati di quella seconda rivoluzione industriale che già aveva lasciato dietro di sé i suoi sconfitti.
Proprio in quel quartiere, nel 1888, furono uccise, nel giro di tre mesi, sei povere donne, la maggior parte delle quali svolgeva la professione più antica del mondo.
Furono sospettati in tanti: poveri disgraziati come Aaron Kosminsky, George Chapman o Montague John Druitt; ma anche pezzi da novanta finirono sotto la lente d'ingrandimento di Scotland Yard (come il nipote della Regina Vittoria, Alberto, un paio di medici di corte, come il dr. Williams ed il dr. Gull, e persino il padre di Winston Churchill).
Secondo il prof. Norris della Aberystwyth University, però, agli investigatori sfuggì quello che, secondo lui, poteva essere il vero omicida: Charles Allen Lechmere.
Fattorino per una ditta di carni, faceva tutti i giorni il percorso lungo il quale il famoso Jack disseminò le sue povere vittime; addirittura fu trovato piegato su una di esse, ricoperto di sangue.
Certo, non sempre chi si trova con un'arma in mano vicino ad un cadavere è l'assassino: ma secondo il prof. Norris gli indizi su Lechmere sono più di uno e tutti di una certa gravità.
Certezze non se ne possono avere, ovviamente: né è pensabile di riaprire il caso dopo 128 anni. Ma una foto inquietante ci fissa dal passato: è quella di Charles Lechemere, nel 1920, ritrovata da Norris e resa pubblica.
Che sia o non sia lui il famoso Jack lo Squartatore, il mistero che si cela dietro quella storia e dietro quegli occhi cerulei, tristi e lontani nel tempo ci fa ancora rabbrividire.

L'altra Sindone. Una copia molisana del Sacro Telo.

Lunedì, 14 Novembre 2016 15:31 Written by

In qualunque modo ci si accosti alla Sacra Sindone, se ne rimane folgorati.

Una mamma con la barba

Mercoledì, 26 Ottobre 2016 13:34 Written by


C’è un detto, che nei film di James Bond spopola, che recita: ”Mai dire mai”. E’ una di quelle cose di una banalità sconvolgente che fanno ammutolire una mente appena appena superiore alla media e che andrebbero inserite nel libro dei ‘Non si dice’ che andrebbe distribuito nelle scuola dalla prima elementare fino al portone dell’università.

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