Mercoledì, 20 Settembre 2017

Di cotte e di crude

Di cotte e di crude (30)

Latest News

Il più buono d'Italia

Venerdì, 02 Dicembre 2016 12:09 Written by

A Natale tutti sono più buoni, “ma lui di più, ma lui di più”. Il “lui” in questione è Vincenzo Tiri, 35 anni, da due “il pasticcere più bravo d’Italia”. “Fantasista dei lievitati,” “Picasso dell’uva sultanina”, chiamatelo come più v’aggrada, certo è che quel che Vincenzo Tiri è per la pasticceria e quel che la pasticceria è per Vincenzo Tiri... te lo può spiegare solo lui. Ed i suoi compaesani, che lo conoscono sin da quando si “impanava” (come solo le scaloppine) nella panetteria di famiglia.

Aaa - Mozzarella cerca casa(ro) – Ultima chiamata per… la Nuova Zelanda

Mercoledì, 12 Ottobre 2016 13:55 Written by

“E’ una crema soffice e mite e sa di latte fresco”. È così che Massimo spiegava qualche anno fa la sua “burrata” ai neozelandesi.

Cibo - Lo chef Manfredi Bosco porta la Calabria a Madrid

Martedì, 11 Ottobre 2016 12:52 Written by

A tavola non solo i classici internazionali della cucina italiana, ma una selezione autentica di ricette regionali e cosentine in particolare. Una vera novità per gli spagnoli che approcciano una terra dal gusto unico e tutta da scoprire.

ENOGASTRONOMIA - Il Primitivo di Manduria "sbarca" - letteralmente - a Trieste

Lunedì, 03 Ottobre 2016 10:29 Written by

Da giovedì 6 a domenica 9 ottobre il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria alla 48° edizione della storica regata velica internazionale a Trieste.

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I potentini diventano sempre più pigri in cucina, ordinano sempre…
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Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio…
Noi, quelli dello junk food, quelli dello street food, quelli…

CIBO - Tutto il resto è fish and chips: come ti esporto i tortellini

Sabato, 01 Ottobre 2016 08:05 Written by

“Ma possibile che un prodotto così straordinario deve essere soltanto mangiato nei ristoranti?”. Ogni storia che si rispetti nasce da una domanda, e non importa che ci sia di mezzo l’uovo o la gallina: l’essenziale è avere una buona domanda. E un paio di uova. Riccardo, nel 2003, le aveva entrambe.

NUTRIZIONE - Carenza di iodio e rischi per la salute, uno studio dell'Osservatorio Grana Padano

Martedì, 27 Settembre 2016 10:15 Written by
Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano mette in luce lo scarso consumo di alimenti ricchi di iodio e i rischi per la salute, in particolare per il feto e l’accrescimento dei bambini.

Professione “rompiscatole”. Dalla cucina di casa a fenomeno social.

Domenica, 04 Settembre 2016 15:02 Written by

Rompono le scatole. Lo fanno per mestiere, lo han fatto (prima, quasi) per gioco. Lo fanno (oggi) per cucinare, sfamarsi (?!); per mettere in discussione la cucina blasonata, per mettersi in discussione, per dimostrare che (anche) con la Simmenthal si fanno grandi cose, se - quelle cose-  sai dotarle di un buon “impiattamento” e di un vestito linguistico“orpellosamente” cool.

Non sono chef e non ambiscono ad esserlo ma ti sanno dimostrare che, con una scatoletta e taaanta fantasia, tutti possono essere chef con la sola imposizione delle mani (sulla carne in gelatina). Loro, attualmente 3 (ma presto multipli di),­ sono i redattori della pagina Fb “Un rompiscatole in cucina”, che, ad oggi, ­conta qualcosa come 37 mila follower o qualcosa in più.

Passi da quella pagina perché ti incuriosisce il nome, poi ti fai “invischiare” nei loro racconti di cibo, nelle foto, nel potenziale di una latta di Rio Mare che si fa ricetta ed associata a a tante altre fa una bicicletta, per esempio. Perché ad una scatola di tonno tutto chiederesti tranne che di frenare. Per dire…Poi ti viene fame e... c’è poco da fare per la dispensa che avevi lasciato stagnare in vista della fine del mondo. È così che scatta il primo like, quello che non si scorda mai, quello che… genera dipendenza.

È così che nasce una storia, quella che ci siamo fatti raccontare. Riavvolgiamo il nastro, partiamo dall’abc e cerchiamo di capire perché sia un privilegio romperle, le scatole, e perché, il cibo in scatola, non sia roba da sfigati/single/Bridget Jones.

Perché “Rompiscatole”, diteci perché?

Ritmi di vita sempre più frenetici e impegnativi e non sempre si ha il tempo e l’energia per cucinare nel modo tradizionale. Ma da buoni italiani per nessun motivo rinunceremmo ai sapori della nostra tavola. Ecco allora che con una scorta intelligente di scatolette, in pochi minuti si può velocemente dare vita a ricette che non hanno nulla da invidiare alla cucina dei grandi chef!.

Le scatole: come si rompono, perché è bene romperle, insomma... perché questo nome?

Non soltanto perché apriamo scatolette e barattoli in acciaio, ma anche perché in un certo senso andiamo “contro” i luoghi comuni che vedono la cucina di qualità legata esclusivamente al prodotto fresco". L’idea? Creare un piatto da vero chef con ingredienti low cost, in scatola, economici ­appunto. Ma il cibo in scatola… ?! “Contrariamente a quanto si possa credere, il cibo in scatola ed i suoi imballaggi in acciaio sono vere e proprie “casseforti” della natura e mantengono intatte le qualità e i sapori, senza alcuna aggiunta di conservanti. E poi è decisamente economico e si conserva molto più a lungo rispetto a qualsiasi altro prodotto. Infine, una volta utilizzati, gli imballaggi in acciaio si riciclano al 100% per rinascere a nuova vita!".

La prima ricetta non si scorda mai. E’ il caso del loro “Bicchierino di benvenuto con granchio, porcini e cereali”. Quella preferita, invece?

La “carbonara di mare con erbe aromatiche”. Ma non tutte le scatolette finiscono in un buco, insomma, dopo che le utilizzate che fine fanno? “Utilizzando così tante scatolette per le nostre ricette, abbiamo scoperto l’importanza della raccolta differenziata: gli imballaggi in acciaio possono essere riciclati completamente e all’infinito. 

Pensate che con 2000 scatolette di tonno si può ottenere il telaio di una bicicletta, mentre con 200 tappi corona, come quelli della birra, si può ottenere una chiave inglese!.

Adesso, da bravi, aprite le dispense e... scatenate il Cannavacciuolo che è in voi. Vi sentirete, così, orgogliosi - almeno per un giorno, anche voi - di essere degli autentici rompiscatole. Dentro e fuori dalla cucina!

Alba Gallo

Che brodo sarebbe senza vitella? Un mondo senza carne è come un cielo senza stelle

Sabato, 31 Ottobre 2015 23:55 Written by

Che la carne rossa si sia scoperta improvvisamente cancerogena è un problema. Che anche le carni lavorate siano cancerogene è, in Lucania, un serio problema. Perché, finché si ragiona di inquinamento, targhe alterne, anche di motori della Volkswagen, siamo tutti d'accordo: piuttosto a piedi tutta la vita perchè un asino è per sempre. Ma se ci toccano maiale e cavallo, c'è davvero poco margine di discussione. Ed il confine tra neurone e mani si fa labile. Molto labile.

Comune di Colobraro