Giovedì, 14 Dicembre 2017

INTERVENTI

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La famiglia Mastrosimone ringrazia i concittadini

Giovedì, 09 Novembre 2017 19:04 Written by

La Famiglia Mastrosimone nelle persone della moglie Antonella e dei figli Michele, Angelica, Mattia e Jacopo ringrazia sentitamente i tantissimi concittadini che in queste ore stanno dimostrando il loro cordoglio per il grave lutto che l’ha colpita. La vicinanza di tutta la comunità cittadina dimostra ancora di più la stima e l’affetto che il nostro Tonino ha costruito nella sua vita, sia come imprenditore che come padre di famiglia. Il vostro calore ci è di sostegno in questi momenti drammatici e ci aiuta a sopportare il grande vuoto che il nostro caro defunto lascia nelle vite di tutti.

MERLO: " IL SINDACO NON SOLO VA A FARI SPENTI MA HA ANCHE I TAPPI ALLE ORECCHIE"

Mercoledì, 08 Novembre 2017 11:19 Written by

 

" Il Sindaco non solo va a fari spenti ma ha anche i tappi alle orecchie" e' quanto denuncia la Consigliera Merlo Maria Giovanna, Capogruppo del Gruppo Scanzano Libera, composto anche dal Presidente del Consiglio Comunale Sabino Rocco Giacco. A distanza di due mesi dalla mia interrogazione al Sindaco in Consiglio Comunale sullo stato di abbandono della Pubblica Iluminazione, il Sindaco, non ha ancora a tutt'oggi risolto il problema minimizzando la grave situazione e limitandosi a fare i soliti proclami giornalistici senza risparmiare ai cittadini tagli sistematici ai servizi basilari. I vari e sempre piu' numerosi punti del paese e delle zone periferiche di Terzo Cavone, Montesano e Parisi sono ormai , da diversi mesi, ostaggi della totale oscurita' a causa della mancata manutenzione compromettendo gravemente l'incolumita' e la sicurezza dei cittadini. Nei quartieri periferici, dove vivono decine di famiglie, e' calato il buio assoluto mettendo a rischio e pericolo sia i residenti che chi vi transita. Lo stato di abbandono e degrado della nostra comunita' ha raggiunto livelli insopportabili, per come denunciato, continuamente, tra l'altro da molti cittadini, di cui oggi sono per l'ennesima volta umile e modesta potavoce. Tutto cio' desta profonda amarezza e' non e' piu' accettabile da parte della comunita' che certamente non merita questa grave e pericolosa disattenzione tenuto anche conto che i cittadini continuano a pagare le tasse ricevendo in cambio totale disinteresse da questa amministrazione che si distingue per i tagli ai servizi dei cittadini. " Chiedo nuovamente al Sindaco di porre in essere le opportune azioni tecniche e strutturali idonee a ripristinare in via definitiva la manutenzione dell'impianto elettrico evitando le soluzioni a singhiozzo. Non abbassiamo la guardia!"

"Se non si gioca in anticipo si rischia una vera e propria catastrofe del comparto agricolo"

Domenica, 05 Novembre 2017 13:06 Written by

Ho apprezzato molto l’incontro svoltosi lunedì 30 Ottobre presso la sala consigliare del comune di Scanzano Jonico, sulla crisi idrica che il comparto agricolo sta attraversando. All’incontro erano presenti, oltre ai sindaci dei comuni limitrofi e il Sindaco di Scanzano Jonico, anche il Presidente dell’Autorità di Bacino Antonio Anatrone e il Commissario del Consorzio di Bonifica Giuseppe Musacchio. Dopo i rituali saluti del Sindaco, hanno subito preso la parola il Presidente Anatrone e il Commissario del consorzio di bonifica, i quali hanno analizzato il lavoro svolto fin ora ed hanno tracciato le linee guida sul lavoro da svolgere nei prossimi mesi. Risultato? Se continua a non piovere, l’acqua di irrigazione sarà garantita (sempre attraverso le turnazioni) fino alla fine di Novembre. La domanda sorge spontanea. Come faranno gli agricoltori? Se manca il bene primario, come possono mandare avanti le miriadi di coltivazioni che il Metapontino offre? Nella crisi idrica avuta nel 2001/2002 la Regione Basilicata chiese lo stato di calamità, usufruendo dei fondi Statali per attivare la diga di Cogliandrino e tamponare il periodo della siccità, garantendo, sempre con turnazione, le coltivazioni del momento. Questo passaggio è stato fatto anche dal presidente Anatrone, che ha spiegato il perché costa tanto attivare  quella diga. Ora, premesso che nella corrente programmazione comunitaria in agricoltura 2014/2020, il dipartimento mette in campo all’interno del PSR, iniziative tali ad ammodernare i vecchi impianti irrigui che ancora oggi ci sono nel Metapontino in maniera tale da ridurre il consumo idrico, attuando una politica attenta all’ambiente e più lungimirante per il futuro, fino ad ora, gli agricoltori sono riusciti a tamponare l’emergenza idrica con le turnazioni attuate dal consorzio di bonifica, ma da quanto dichiarato dal presidente dell’autorità di bacino e dal commissario del consorzio di bonifica l’acqua sarà garantita fino alla fine del mese corrente.  In conclusione, ritengo che sia necessario dichiarare lo stato di emergenza idrica (o stato di calamità) al fine di consentire l’attivazione di un iter procedurale che vada a tamponare il problema idrico come è stato fatto nella siccità 2001/2002. È importante farlo subito, prima che sia troppo tardi.

 

CLAUDIO SCARNATO

IN MEMORIA DI NICOLA CATALDO

Martedì, 24 Ottobre 2017 14:41 Written by
Sono una cittadina pisticcese, sono felice di appartenere alla mia comunità e sono ancor più felice che la mia comunità e la sua amministrazione rendano omaggio ai loro membri, specie quando questi hanno fatto grande Pisticci e hanno servito il paese in modo “onorevole”.
È stato un moto di orgoglio quello che mi ha pervaso quando ho appreso che la sala consiliare di Pisticci sarebbe stata intitolata ad un uomo che quella sala la conosceva bene, forse meglio delle sue tasche, perché in quella sala - in vita - ha trascorso più ore di quante, probabilmente, non ne abbia dedicate a se stesso; perché in quella sala si è battuto incessantemente per portare avanti i suoi principi politici ed i suoi valori umani che, al di là delle ideologie partitiche - all’epoca senza dubbio più definite e chiare di quelle di oggi - spesso risultavano condivisibili anche per chi era dal lato opposto della staccionata.
È di Nicola Cataldo che sto parlando, dell’Onorevole Nicola Cataldo, una persona che conoscevo sin da bambina, per l’amicizia che lega le nostre famiglie, per la condivisione di interessi ed idee politiche, perché animava il Foro materano nel quale svolgeva brillantemente la professione forense fungendo da esempio per noi giovani avvocati, per l’essere stato dominus nella professione e maestro di vita del mio papà.
È di Nicola Cataldo che sto parlando, un uomo che di onorevole non aveva soltanto il titolo politico o l’onorificenza, ma ancor più la peculiarità caratteriale di chi fa della lotta al servizio dei più deboli il baluardo della propria vita.
Non sono certa che ottantasei anni siano un tempo sufficiente da vivere per chi ha così tanto da fare per gli altri, ma so che in ottantasei anni quest’uomo così carismatico ha fatto molto per molti...e scusate il gioco di parole! Dall’impegno politico in un’epoca in cui la politica si faceva per vocazione e non per apparire sotto un riflettore o davanti ad una telecamera e che lo ha visto per ben quattro volte primo cittadino del Comune pisticcese e perfino Deputato alla Camera, nella cui veste è stato promotore di ben quarantanove progetti di legge, alla lotta per le terre come avanguardista del partito comunista di cui rappresentava una delle voci più forti in Lucania e che gli è costata addirittura il carcere; un prezzo caro si’, ma pagato a testa alta e con la dedizione di chi sa che il proprio sacrificio sarebbe stato di aiuto a coloro che non avevano i mezzi e gli strumenti per combattere la loro battaglia e far sentire la propria voce.
Oggi la sala consiliare di Pisticci porta il suo nome, il nome di un illustre giurista, di un politico degno di tale nome e del suo reale significato, di un onesto cittadino, di un grande uomo; e credo che quando i pisticcese varcheranno la soglia di quello spazio destinato alla vita pubblica, non potranno che sentire il dovere di guardare all’avvocato Nicola Cataldo, al politico Nicola Cataldo, o semplicemente a Nicola Cataldo quale uomo del popolo, come ad un modello di vita cui ispirarsi e da cui trarre insegnamento.
A me piace pensare di essere ancora bambina e di mangiare con lui il gelato a Salsomaggiore, nella gelateria dove mi portava ogni anno quando ci incontravamo per le vacanze estive, quasi come fosse un rituale magico da rispettare ad ogni costo; mi sembra ancora di sentirlo ordinare il mio grandissimo gelato tutto stracciatella; mi piace pensare che sia ancora tra noi, e forse è ancora qui per davvero, perché in fondo chi lascia una buona impronta e realizza così tanto nel proprio percorso di vita, nell’ottica della condivisione e della altruita’, lascia di se’ un ricordo indelebile; che sia in una sala consiliare o nella memoria di chi lo ha conosciuto o anche semplicemente incrociato sul suo cammino, un ricordo sempre  vivido...che gli sopravvive per l’eternità.
 
Alessandra D’Angella
 

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LA LETTERA. DiPierri, Agresti e Maiuri scrivono al sindaco di Scanzano Jonico, Raffaello Ripoli

Mercoledì, 18 Ottobre 2017 20:23 Written by

Vicenda Itrec - Enea, richiesto consiglio comunale aperto

Due giornate da dedicare all’Aido, 30 settembre e 1 Ottobre

Martedì, 26 Settembre 2017 09:00 Written by

Mi sono avvicinato all’A.I.D.O. nel 1993, quindi, tra un po’, saranno venticinque anni che mi sento vicino al tema della donazione degli organi e m’impegno perché in ogni occasione questa tematica venga trattata e venga condivisa anche tra chi, per paura o ignoranza, guarda alla cosa con sommo sospetto.

Retorica di uno stupro

Lunedì, 11 Settembre 2017 09:20 Written by

Non so in che misura, riguardo allo stupro di Firenze, si possa parlare di ‘crisi dei valori’. Troppo facile, in questi casi, sfoggiare i più iridati cliché retorico-paternalistici; troppo scontato toccare la “pancia degli italiani”, sciorinando la più scontata retorica del “giorno d’oggi” vs “ai miei tempi”; della divisa, dei costumi corrotti e via via, scivolando sempre più in basso con i “topoi” che sanno sempre tanto di “già sentito” (logoro, sterile e abusato...) e sempre tanto poco di costruttivo.

LA LETTERA. Cerchiamo di essere più vicini ai nostri giovani

Sabato, 19 Agosto 2017 17:19 Written by

E' difficile affrontare giornalisticamente un evento come quello dell'estremo sacrificio, ultimo rifugio per chi vive questa tragedia interna e tutta e solo sua. I sistemi informatici, i social che dovrebbero eliminare l'isolamento in realtà contribuiscono ad aumentarlo, anche le amicizie reali diventano virtuali.  Il nostro vivere quotidiano fatto sempre più da gesti ripetitivi, sempre uguali , noiosi e monotoni. Un futuro sempre più lontano da noi e quindi l'oblio dell'essere prevale , anche noi diventiamo una via di mezzo tra un ectoplasma e un ologramma, sembra che abbiamo perso la nostra identità umana. Quando prende corpo questa dimensione, si perde la cognizione del tempo e la conoscenza di noi stessi, i nostri limiti ci sommergono , ci soffocano tanto da farci desiderare l'annullamento. Un giovane, di una piccola comunità cittadina, a soli 19 anni ha deciso di togliersi la vita questo conta. Cerchiamo di essere più vicini ai nostri giovani perché stanno dimostrando una estrema fragilità, hanno bisogno di aiuto , di punti di riferimento dove confrontarsi impedendo così loro di isolarsi per cercare soluzioni che , soluzioni non sono. Loro sono il nostro futuro , non dimentichiamolo mai e  che questa scelta , venga definitivamente abbandonata da chi l'ha pensata come soluzione.

 

Giuliano Savi, professore e giornalista