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IPO Pirelli: come sta procedendo la quotazione

Mercoledì, 20 Dicembre 2017 14:31 Written by

Dopo mesi di attesa, lo scorso 4 ottobre Pirelli ha esordito sulla Piazza Affari di Milano, presentando una delle quotazioni in borsa più attese del 2017, stando all'interesse che ha suscitato in fase di premarketing, non solo a livello italiano ma anche internazionale. Dopo il delisting del novembre 2015, che aveva lasciato l'amaro in bocca a investitori e dirigenti, primo tra tutti Marco Tronchetti Provera, lo storico AD e dirigente esecutivo dei successi della società milanese, Pirelli è riuscita a quotarsi in tempi record, che hanno superato anche le previsioni iniziali della sua dirigenza. Una parte del merito va al rinnovato dell'azienda, che dopo l'addio del comparto industrial, che si è fuso con la cinese Aeolus Tyre per creare la nuova società Prometeon ed unire il meglio delle due industrie, è diventata una pure consumer tyre company, specializzata nei settori premium e prestige, che hanno riscosso un ottimo successo sul mercato riuscendo a risollevare l'ultimo bilancio e incoraggiando la dirigenza ad accelerare i tempi dell'IPO. L'altro merito indiscutibile va alla studiata politica finanziaria messa in atto dalla società della P lunga, che è riuscita a coinvolgere un pool di banche internazionali per ottenere un finanziamento iniziale, che rappresentato il primo tassello del puzzle per poter promuovere il rifinanziamento dell'azienda, rivedere l'ammontare del debito e contribuire al miglioramento del suo profilo finanziario, tutte condizioni essenziali per poter presentare la domanda di IPO.

Numeri e cifre dell’offerta globale di vendita
Già a poche ore di distanza dal lancio della sua Initial Public Offering, dopo un roadshow seguito fino all'ultimo, in cui si è passati da una forchetta di prezzo tra i 6,3-8,3 che è poi approdata su un prezzo minimo di 6,5 con una forchetta fino ai 6,7 euro per azione, Pirelli ha subito diffusa i dettagli di numeri e cifre relativi all'offerta globale di vendita.
In essa la società, attraverso l'unico azionista e venditore Marco Polo International Italy Spa, ha messo in campo circa 350 milioni di azioni, 400 milioni se si considera anche l'opzione massima di over-allotment, corrispondenti al 35/40% del suo capitale sociale.


L'offerta al pubblico indistinto
Anche se nella sua offerta di vendita era prevista un’offerta pubblica di un minimo di 35 milioni di azioni, rivolta al pubblico indistinto in Italia, agli azionisti venditori sono giunte richieste poco sotto i 49 milioni di azioni, corrispondenti a circa 1,4 volte la quota destinata al pubblico indistinto.
Nel complesso i richiedenti sono stati circa 33.124: di questi 30.465 richiedenti hanno richiesto l'acquisto del lotto minimo previsto di 500 azioni, per un totale di 15,475 milioni di azioni, mentre 2.659 richiedenti hanno invece optato per il lotto maggiorato, per un totale di circa 19,525 milioni di azioni.

L'offerta del collocamento istituzionale
Per quanto riguarda invece il collocamento istituzionale, riservato agli investitori qualificati in Italia e gli investitori istituzionali all’estero, l'azienda aveva previsto un massimo 365 milioni di azioni e invece ha ricevuto richieste per 775 milioni di azioni, corrispondenti all'incirca a 2,4 volte il massimo collocamento.
Le domande infatti sono arrivate da circa 243 richiedenti, di cui 195 esteri e 48 italiani, ma l'azienda ha potuto soddisfare le richieste di soli 205: i 185 richiedenti esteri hanno ricevuto nel complesso 337,1 milioni di azioni e i 40 italiani i restanti 27,9 milioni di azioni.


Primi risultati e prospettive future
Tirando un po' di somme, emerge un quadro sopra le aspettative: le domande pervenute nell'ambito dell'offerta di vendita hanno raggiunto un interesse tale da riguardare 824,27 milioni di azioni, quindi più del doppio del quantitativo massimo previsto dall'offerta di vendita, senza tenere conto dell'offerta greenshoe.
Per soddisfare le richieste pervenute entro i limiti concessi, sono state assegnate 400 milioni di azioni a 33.329 richiedenti, 365 milioni agli investitori tradizionali e 35 milioni al pubblico indistinto, che le hanno acquistate al prezzo minimo fissato di 6,5 euro per azione.
Di questi 400 milioni di azioni, 350 sono stati messi in vendita dall'unico azionista e venditore Marco Polo, mentre gli altri 50 sono il risultato dell'esercizio dell'opzione di sovrallocazione prevista per Marco Polo nell'ambito del collocamento istituzionale.
Per concludere, il ricavato ottenuto dal lancio dell'offerta globale ammonta a 2,275 miliardi di euro, che potrà raggiungere la soglia dei 2,6 miliardi nel caso in cui si decida di esercitare completamente l'opzione green shoe.
Grazie a queste cifre la società è riuscita ad ottenere una prima capitalizzazione pari a 6,5 miliardi di euro, con Marco Polo, e quindi tramite lui i soci cinesi di ChemChina, italiani di Camfin e russi di Long-Term Investments Luxemburg, detentore di 650 milioni di azioni, pari al 65% del capitale sociale di Pirelli.
Grazie alla rifocalizzazione sul segmento degli pneumatici di alta gamma e alla ritrovata solidità della sua struttura finanziaria, Pirelli prevede di poter incominciare a distribuire i dividendi già a partire dal 2019, e di dimezzare il debito dall'anno successivo, e in effetti, anche se la strada da fare è ancora lunga e rischiosa, queste prime cifre promettono abbastanza bene.

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