Martedì, 17 Luglio 2018

Oltre 5 milioni di italiani all’estero: la meta preferita è il Regno Unito

Oltre 5 milioni di italiani all’estero: la meta preferita è il Regno Unito

Il flusso degli italiani che decidono di trasferirsi all’estero è in rapida crescita: dal 2006 ad oggi, infatti, il numero di italiani all’estero risulta essere quasi raddoppiato, passando dai 3 milioni di expat agli oltre 5 milioni di questa prima metà del 2018. Si tratta di un flusso costante ulteriormente alimentato dalla crisi economica, che ha portato a un 23,3% in più rispetto a due anni fa. Sono soprattutto i giovani a scegliere di andare via dall’Italia e il Regno Unito rappresenta la meta preferita in assoluto.

Quanti sono precisamente gli italiani all’estero?

Gli italiani all’estero sono al momento 5.114.469, secondo quanto riportato dall’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). Il 40% degli expat, ovvero 2 su 5, appartiene alla fascia d’età che va dai 18 ai 34 anni; la percentuale scende al 25% se si considerano invece la fascia d’età che va dai 35 ai 49 anni, mentre il 9,7% degli expat è rappresentato dagli over 50. Gli expat compresi fra i 25 e i 39 anni posseggono un diploma di scuola superiore, con una leggera prevalenza di uomini rispetto alle donne, rispettivamente al 28,2% e 27,6%. La regione maggiormente soggetta alle partenze è la Lombardia, con 23mila expat, seguita dalla Sicilia e dal Veneto, a pari merito con 11.500 expat circa. Subito dopo troviamo il Lazio e il Piemonte, con 11.100 e poco più di 9.000 expat.

Le mete preferite dagli italiani: il Regno Unito supera la Germania

C’era un tempo in cui la Germania rappresentava la meta prediletta dagli italiani: questione di vicinanza geografica e di facile accesso al mercato del lavoro. Oggi, però, la nazione tedesca è stata surclassata dal Regno Unito: secondo le rilevazioni, infatti, al momento questa destinazione ospita un totale di 24.771 residenti italiani ufficialmente iscritti all’AIRE. Cosa serve per trasferirsi nel Regno Unito? Nonostante la Brexit non è ancora necessario né il visto, né il passaporto: sarà sufficiente essere in possesso della propria carta d’identità, facendo attenzione alla validità e alla sua integrità per non avere problemi ai controlli, e della tessera sanitaria europea. Per quanto riguarda le competenze linguistiche, è consigliabile partire con un livello di conoscenza dell’inglese almeno medio: una base linguistica forte è un vantaggio importante per arrivare a posizioni professionali più affermate. Le fasi di passaggio, si sa, sono quelle più ostiche: per semplificare e rendere più veloci le varie procedure di transizione può essere utile ricorrere a siti che offrono servizi di traslochi dall’Italia all’Inghilterra come Blissmoving, per esempio. Infine, per quanto riguarda l’alloggio, il consiglio è di evitare di versare soldi prima di arrivare sul posto, in quanto sono molto diffuse le truffe destinate a chi cerca case in affitto.

Lavorare nel Regno Unito

Come detto, non servono visti o permessi particolari per circolare nel Regno Unito e lo stesso accade per il lavoro. Stando ai dati EURES, il Regno Unito possiede uno dei mercati economici attualmente più in salute. Quali sono i settori che garantiscono le migliori retribuzioni? Le professioni legate all’energetico e al minerario, insieme a quelle del settore ingegneristico e infermieristico. Alla lista dei mestieri più richiesti si aggiungono sviluppatori web, medici, insegnanti, economisti, fisici, radiologi, saldatori e chef.

 

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