Venerdì, 20 Luglio 2018

CALCIO - E poi c'è Simone

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METAPONTO - Ci sono mille modi di essere... umani.

Specie quando sei sul podio più alto. Specie quando, tra guardare in basso e alzare lo sguardo, ti preoccupi ancora di capire, di sotto, che tempo fa. Quando ai troni iridati continui a preferire, sempre e comunque, la precarietà della plastica, delle sedie pieghevoli.

 

Simone Zaza, di Metaponto, non si è mai dimenticato. C’è alla festa di Natale in piazza; c’è quando porta - in sordina - le luci in viale Europa; quando compare nei video del ragazzetto locale per promuovere la sua attività. C'è quando si presta, sempre paziente, alle foto: una, due, mille; con la mamma, col cugino del fratello di, col fratello del cugino di... .

Ci sono delle volte in cui anche il gigante scende dalla montagna. Lo fa con la possente delicatezza di chi, avendo un pulcino tra le falangi, sceglie di sollevarlo verso il cielo, piuttosto che di stringerle per annientarlo.

Piuttosto... lo porta a guardare il mare. Per raccontargli del sapore della sabbia, della sapidità delle onde; e mentre lo fa per lui, in realtà, lo fa per se stesso; lo fa per ricordarsi del bambino che s'affacciava alla vita dall'alto del proprio metro e venti; di quando, la felicità, era una questione demandata - interamente - all’acqua salata.

Modena, Torino, Valencia. Non importa. Ha cambiato mille mari, mille occhi, mille posti, Simone. 

Anche Valencia ha il mare, Valencia è sul mare. Simone lo sa. Bello quanto vuoi, ma mai quanto il suo, quello che sente come suo, quello di Metaponto. E Simone lo sa. 



Simone Zaza, quello che nelle interviste puntualizza che  "a Policoro, in verità, ci è solo nato" ad un’Italia spesso ignara del concetto stesso di Basilicata. Zaza, quello che per Wikipedia è: “un calciatore italiano, attaccante del Valencia e della Nazionale italiana". Zaza, il “centravanti completo, con ottime doti realizzative, forte nel gioco aereo e di notevole prestanza fisica"; Zaza, a Metaponto, è prima di tutto "Simone", quel bambino che da grande sognava di fare il calciatore (e nel frattempo continuava a sporcarsi le ginocchia nel campetto della chiesa).

 

"Ho l’impressione che la mia nascita sia posteriore alla mia residenza qui. Risiedevo già qui e poi vi sono nato”. Questa magia vale anche per me, se tocco con il palmo della mano questa sabbia, la sento palpitare come avesse sangue e anima.. Mi sei mancata. #metaponto#casa 

Scrive Simone, appena due giorni fa, su Instagram.

 

Ci vuole una vita intera per fare di un'abitazione, una casa; ci sono mille modi di essere... umani.  

E poi... poi c’è Simone.

alba gallo

Read 4900 times Last modified on Sabato, 24 Febbraio 2018 23:44
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