Lunedì, 18 Giugno 2018

Non sa come curarsi i denti. I compaesani gli organizzano una raccolta fondi sul Web

Non sa come curarsi i denti. I compaesani gli organizzano una raccolta fondi sul Web Featured

Esiste un cuore grande nei piccoli paesi del Meridione: quello in grado di trasformare i borghi in comunità; quello che consente di contare la popolazione in “anime” prima che in abitanti.

Borgo Metaponto ha mille residenti per Wikipedia. Ma in effetti, d’inverno, se arrivi a 200 è perché, nel conteggio, stai includendo pure i gatti.

La storia è sempre la stessa, ma ormai ci si convive da anni: d’estate più turisti che case, d’inverno, l’esatto contrario.

Qualche supermercato, dei bar e gente di cui conosci gioie e dolori; gente che starebbe tranquillamente nel tuo stato di famiglia se non fosse per una ‘trascurabile’ questione burocratica.

Massimo, a Metaponto, vive da quarant’anni. Massimo, tanti fratelli e solidi valori e figlio del tempo in cui, la vera ricchezza di una famiglia, si misurava in vagiti più che in lire.

Nato e cresciuto tra Germania e viale Orazio Flacco, qualche giorno fa, rompe il muro dell’orgoglio e fa presente a tutti, sui social - senza mezzi termini - di non aver denaro per curarsi i denti.

“Non pensavo di arrivare a questo punto ma ho veramente bisogno di tutti voi: ho 45 anni e da circa 3 anni ho subito un intervento per un tumore alla gola e da allora non mi sono rassegnato. Non riesco a creare contatti con nessuno perché mi vergogno, ma è sorto ancora un altro problema: tutti mi dicono di sorridere nelle foto, ma io non ci riesco perché sono senza denti: sfiderei chiunque a sorridere così.

Vi prego aiutatemi io sono invalido e percepisco una pensione di 289 euro al mese. Come  potrò permettermi un dentista? Non esco più di casa: mi vergogno. Non ho una ragazza perché ho paura di sorridere e ne ho tanto bisogno.

Non voglio portarla alla lunga, ma se esiste un dentista di buon animo e di buon cuore, ti prego di aiutami. Il mio nr telefonico è: 32xxxx24. Ti prego, se esisti aiutami adesso.

Tutti gli amici che leggeranno questo messaggio chissà cosa penseranno di me, ma io non mi vergogno perché non sto rubando a nessuno: sto solo chiedendo aiuto e vi prego: prendete in considerazione questo appello”.

Erano le h 12 del 9 ottobre quando Massimo apriva la sua anima al popolo del Web, accettando così di darla potenzialmente in pasto a iene quanto ad ipotetici benefattori. E’ questo il rischio che Massimo, sfidando tutto e tutti, mettendo in sordina la sua personalissima dignità, sceglie consapevolmente di correre, credendo nel buon cuore dei secondi (i benefattori) più che nell’esistenza delle prime.

Massimo chiede ai suoi compaesani un sorriso: non una casa, non di certo del mero, transeunte, assistenzialismo fine a se stesso.

Chiede un sorriso, non di arricchirsi, ma un volano per una futura famiglia. 

Un sorriso, niente di più semplice; un sorriso, niente - evidentemente - di più complicato, quando e se non sai come pagarti un dentista.

L’appello viene preso a cuore. Parte la mobilitazione generale. Si apre una campagna online, si iniziano a raccogliere le prime adesioni. 10, 20, 50 euro: dal 9 ottobre, quando Massimo apre il suo cuore al popolo di Facebook, in dieci giorni si superano i mille euro.

Partecipa il pensionato, l’imprenditore ed il professionista. Il precario, il laureato e la nonnina novantenne: senza indugio, anche lei, aprendo il borsellino, quasi scusandosi, dice: “Sono pochi, ma voglio partecipare anch’io”.

E’ il 19 ottobre quando la campagna si chiude. Metaponto raccoglie 1070 euro, 400 euro prima del traguardo monetario contemplato. Il tutto grazie al buon cuore dei Metapontini e all’onestà di un dentista di paese.

E non c’entra niente Natale e non c’entra la fede, la razza o il reddito.

Massimo vince, Metaponto e le sue duecento, piccole grandi anime, insieme a lui.

 

 

 

 

 

 

 

 

Read 4111 times Last modified on Lunedì, 23 Ottobre 2017 15:32
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