Mercoledì, 22 Novembre 2017

Retorica di uno stupro Corriere.it

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Non so in che misura, riguardo allo stupro di Firenze, si possa parlare di ‘crisi dei valori’. Troppo facile, in questi casi, sfoggiare i più iridati cliché retorico-paternalistici; troppo scontato toccare la “pancia degli italiani”, sciorinando la più scontata retorica del “giorno d’oggi” vs “ai miei tempi”; della divisa, dei costumi corrotti e via via, scivolando sempre più in basso con i “topoi” che sanno sempre tanto di “già sentito” (logoro, sterile e abusato...) e sempre tanto poco di costruttivo.

 

Gridava allo scandalo Catone per i costumi lascivi delle sue contemporanee che iniziavano ad ostentare ricchezza mediante abiti e gioielli. Elogiava, invece, Cornelia, madre dei Gracchi, che riconosceva solo due gioielli: i figli (“haec ornamenta mea”).

Si gridava allo scandalo negli anni Sessanta, quando le cosce incontravano il vento con le prime minigonne.

Oggi, a dar scandalo, non sono neanche più quelli che - in servizio - vanno a prendere il caffè al bar: sono i carabinieri che, con l’auto di servizio, accompagnano due studentesse e le stuprano.

 

Una volta sono rimasta in panne, di sera, per strada ed ho chiesto soccorso ad una pattuglia di passaggio: mi hanno consigliato di chiamare un carroattrezzi. 180 euro. Più il danno, si capisce. E passa la paura (forse).

 

Quel che fa più male della vicenda di Firenze, sapete, non è legato tanto ai valori, al paternalismo, alla intramontabile retorica dei luoghi comuni. È una questione di fiducia. Dante scaraventa Lucifero dalla parte opposta rispetto al suo mondo; neppure la terra vuol riceverlo e nell'accoglierlo si ritrae, incastrandolo nel più infimo delle sue viscere.

Il tradimento. È il tradimento il peccato più grave per Dante. Il tradimento. Quello più bieco, quello più abietto: quello degli ospiti, quello dei parenti, della patria.

Tu pensi di poter aprire totalmente te stesso, di affidare tutto te stesso ad una persona che ritieni possa/sia degna di accogliere le tue verità. Salvo, poi rovesciartele contro quando meno te lo aspetti. Il tradimento è tutto questo ed anche altro. E la sua gravità è direttamente proporzionale a quanto le affidi il cuore.

La fiducia nelle Istituzioni non verrà meno. Ma lo stupro di Firenze suona un po’ come esser stati traditi dal vicino a cui avevi affidato le chiavi di casa.

 

Foto: Corriere.it

Read 687 times Last modified on Lunedì, 11 Settembre 2017 12:03
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