Martedì, 19 Settembre 2017

Abbronzatura: quando la vera tendenza era essere bianchi

Abbronzatura: quando la vera tendenza era essere bianchi Featured

Essere abbronzati è da Plebei. Plebei, sì, quelli originali: i poveri, per farla breve. Sì perché i patrizi, quelli veri, la pelle, avevano premura di proteggerla dai raggi del sole. Passa anche da questa fase la storia dell’abbronzatura.

Disdegnata, bistrattata, rinnegata almeno fino agli inizi del Novecento, fino all’avvento della fototerapia o ‘terapia della luce’. Fino ad allora la donne avevano cura di proteggersi con l’ombrello.

L’ombrello: a cosa serve l’ombrello? Elementare, forse mica tanto. L’ombrello nasce infatti per proteggere la pelle dall'esposizione ai raggi Uv. Mica per la pioggia, che, di tutti i mali, risultava il minore. Mica per i tumori della pelle. Mica per la piega dei capelli che poteva non tenere. insomma, il trucco poteva colare, tu potevi sembrare la sorella cadavere di Kung Fu Panda, la pelle tua no: doveva essere bianco caseificio.

Bianca: bianco salma, bianco zombie, bianco ‘nodino’. Bianco, in tutte le sue nuance.

Avere la pelle nera era sinonimo di proletariato, di lavoro nei campi, sotto il sole. Il dirigente, l’imprenditore o chiunque avesse funzioni direttive, invece, lavorava sì, ma mai esponendosi... alla luce del sole. E dunque lauto e sdoganato fu l’uso di creme, creme... ‘sbiancanti’; abbondante, consentito, avallato l’abuso selvaggio di ombrelli.

Da Cornelia alle damine settecentesche dei quadri, l'ombrellino divenne ‘l’accessorio’ per antonomasia; oggetto della femminil bramosia, quello da dover abbinare ad ogni costo ad enormi cappelli con ragguardevoli visiere.

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Finché nel 1903 la fototerapia, basata sull’uso della luce e introdotta da Finsen, fu individuata quale rimedio alle malattie infettive, sconvolgendo equilibri fatti di chiaroscuro e pallore. Da lì alle mille sfumature di abbronzatura il passo fu breve. Da lì al considerare out il bianco smunto, il bianco tintarella di luna, il bianco baratro, i cadaveri e gli zombie, il passo fu breve.

Si è pure squarciata l’ugola, Mina, con la sua ‘tintarella color latte, che fa bene alla tua pelle, ti fa bella tra le belle’. Ma niente: anche quest’anno va di moda il segno del costume, sì, per esaltare… il nero dell’abbronzatura.

Dura essere bianchi con le temperature che corrono.

 

Video: "Mina, Tintarella di Luna": https://www.youtube.com/watch?v=KFy4HVH3PGA

PhotoCredits: http://www.lamemoriadeiluoghi.it/index.php/camerano/50-collezione-foto-giorgio-giostra-1

Foto Copertina: www.panorama.it


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https://www.youtube.com/watch?v=KFy4HVH3PGA
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Comune di Colobraro