Giovedì, 21 Settembre 2017

La struggente storia di un antico simbolo: il claddagh

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Il nostro mondo è pieno di simboli: dalle faccine degli emoticons alle chiocciole delle mails, dai cancelletti dei tweets alle strane rune del bluetooth.

Ciascuno di essi ha una storia tutta da scoprire, un lontano, affascinante passato da svelare e, per i più curiosi, questo viaggio potrebbe riservare grosse sorprese: tanto per dirne una, e per spronarvi ad ulteriori, personali ricerche, il simbolo del bluetooth è composto da due antichissime rune celtiche che indicavano in origine il nome di un re Harald ‘Bluetooth’ Gormsson, il re che introdusse il cristianesimo in Danimarca. Come, poi, queste due rune unite siano andate ad indicare il servizio di trasmissione dati da prossimità tra dispositivi elettronici lo lascio alla vostra mai doma curiosità di lettori.
Ma oggi voglio parlare di un altro antico simbolo, forse noto soprattutto ai cultori di tatuaggi, e che, certo, non lascia mai indifferenti: mi riferisco al claddagh.
Il claddagh è un grande cuore stilizzato, sormontato da una corona e retto da due mani: è, per tradizione, soprattutto nei popoli del nord Europa, il simbolo di tre valori fondamentali quali l’amore, la lealtà e l’amicizia. Ma nasconde una storia tristissima, di quelle struggenti che tanto mi piacciono.
Il nome del simbolo, infatti, deriva da un piccololissimo villaggio irlandese di pescatori che si trova dove il fiume Corrib incontra il mare: in celtico, infatti, cladach significava ‘la spiaggia, la riva’.
Questo minuscolo, povero paesello da fiaba, invece, che sfuggire alla storia e alla sua devastante scia di dolore, morte e distruzione, fu massacrato, soprattutto nella prima metà del Novecento, dalla tubercolosi tanto che il governo irlandese decise di radere al suolo fino all’ultima casa di quelle ancora rimaste abitate ed in piedi fino al 1934.
La devastazione della morte ha avuto ragione facilmente di quei poveri pescatori e delle loro famiglie: ma non è riuscita a cancellare una memoria, un ricordo ed una storia tutte contenute in un piccolo simbolo, che è quello che vedete nell’illustrazione che correda questo articolo, che parla di speranza e di forza.
E allora, come si dice per i re che passano a miglior vita: Claddagh è morta, viva Claddagh!

 

Raffaele Pinto 

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