Sabato, 21 Ottobre 2017

La scimmietta di Charlie

La scimmietta di Charlie Featured

In memoria di Charlie Gard

Da oggi, la mia vita è cambiata. Fino a pochi giorni fa ero un pupazzetto felice e sorridente che aveva un bambino a cui fare compagnia e da cui sentirsi protetto. Stavo ore ed ore abbracciato stretto al mio padroncino: ne sentivo il respiro lento e profondo, il calore del corpo, quell’odore meraviglioso di biscotti dolci e croccanti che promanava dal suo pigiamino: ed ero felice. Tanto. Diverse volte al giorno, venivano a trovarci anche due persone: un ragazzo alto, bruno e con la barba ed una ragazza più piccolina, magra e bionda che parlavano a bassa voce e facevano tante carezze al mio padrone, il piccolo Charlie. A volte, la ragazza piangeva. Lui non parlava ancora, ma il suo nome l’ho imparato da quei due ragazzi che venivano a trovarci e che lo ripetevano tante volte.

Il posto in cui io e Charlie stavamo era molto silenzioso e pulito: molte volte passavano vicino al nostro lettino delle signore e dei signori vestiti di bianco; spesso si avvicinavano a me e a Charlie, guardavano delle lucine che si accendevano e si spegnevano vicino al letto, scuotevano la testa ed andavano via. Io con Charlie sono stato bene: lui faceva compagnia a me ed io gliene facevo a lui. Senza parlare, eravamo amici. Mi bastava che mi tenesse sotto il braccio, così, fermo per ore, per farmi capire che mi voleva bene, ed io volevo bene a lui.

L’altro giorno, però, è successo qualcosa che non mi piace affatto: ad un certo punto qualcuno mi ha tolto da sotto il braccio di Charlie e mi ha appoggiato sul comodino a fianco al letto. Le lucine di quelle strane cose intorno al lettino si sono spente e tutti quelli che erano lì si sono messi a piangere. Poi, ancora in lacrime, le signore vestite di bianco che avevo visto tante volte hanno tolto tutti quei tubicini e fili che uscivano ed entravano dal corpo del mio padroncino.

Io sono un pupazzetto sorridente e calmo, ma sono arrabbiatissimo: perché mi hanno allontanato da Charlie? Cosa ho fatto di male? E lui cosa ha mai potuto fare, se passava tutto il tempo a dormire e ad abbracciarmi? Ora quei due ragazzi che venivano sempre a trovarci mi hanno portato in un posto diverso: c’è un grande lettone, due comodini, un altro mobile grande grande e tante, tante foto di Charlie. Ma io delle foto non so che farmene: voglio rivedere il mio padrone!

Qualcuno di voi può aiutarmi a ritornare con Charlie? Qualcuno gli può dire che gli voglio bene e che mi manca? Io sono solo una scimmietta di pezza, ma ho anch’io dei sentimenti. E Charlie mi manca. Tanto.

 

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