Domenica, 22 Ottobre 2017

Tito - Il gioco del paese

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Tito (Potenza) - È il quarto anno di seguito che Tito rivolta se stessa come un calzino ed è per la quarta volta di seguito che riesce anche a ritrovarsi in quella che è “la” caccia al tesoro della intera comunità.

Tito: provincia di Potenza, 650 metri sopra il mare sui quali sono allocati settemila abitanti, 180 dei quali, da qualche ora sparpagliati in squadre da 10 componenti. Tutti e 180 trotterellando, amenamente, per quella città, che con Trento condivide solo l’iniziale maiuscola.

 

Non ci sono età, non ci sono vincoli (figurarsi i vicoli!), non ci sono santi (che tengano). Si reclutano tutti: giovani, vecchi, no perditempo, automuniti, massima disponibilità. Si recluta tutto: finanche il cane del vicino, persino il gatto... fa brodo. L’indizio può essere ovunque:  anche in un rospo, salvo poi baciarlo e scoprirlo che cela dentro di sé un principe. Ma questa è un’altra fiaba.

 

18 squadre eterogenee chiamate a mettere in rivoluzione un paese in una sola settimana attraverso indizi cartacei, multimediali, sonori, grafici. 180 i partecipanti e ce n’è per tutti i gusti. E servono i gusti di tutti: tutte le competenze messe in campo. E non ci sono orari: se l’intuizione viene, il caposquadra convoca la ciurma anche in orari antimeridiani. Serve la competenza della vecchina, l’esperienza del fabbro, le gambe del boyscout. Serve pure l’Amministrazione, a patrocinar l’evento, a far parte dell'evento.

Serve la forza pubblica, a volte, quantomeno per evitare di sguinzagliare impunemente anche i ladri di turno. Quelli, si sa, vanno sempre alla ricerca di tesori. Più di una volta all’anno…

 

La genialità di tutto ciò, di questo evento, la sua vera forza nonché carburante risiedono nel fatto che… risiedono, appunto. Cioè questo è un gioco dei residenti, per i residenti. È un paese intero, che, cercando, trova se stesso, rafforza radici, intaglia legami e diviene la vera essenza di comunità. E traduce in risorse il reale concetto di “pro loco”, di comunità a servizio del luogo, a favore del luogo. Traduce, dopo quella alle streghe e quella alla volpe, peraltro nella forma più nobile e senza spargimenti di sangue, il concetto di caccia.

L’intuizione è dei ragazzi dell’associazione ‘Titesemente’. Sono loro che, muniti di mappe e vocabolario, mobilitano comunità, parenti e amici, vicini e lontani. È a loro che sono da rivolgere plausi o bestemmie, a seconda. Ma, del resto, è anche grazie al loro che si corrobora l’adagio pavesiano di quel paese ci vuole, non foss’altro che per... avviarci una caccia al tesoro (sorry, Cesare!).

A Tito i ‘conquistadores’ sono già in giro. Uscite di casa, finché potete!

 

Alba Gallo

Read 660 times Last modified on Venerdì, 21 Luglio 2017 00:18
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