Martedì, 22 Agosto 2017

La forza della Vita. Metaponto, il giorno dopo

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METAPONTO - C’era un silenzio assordante e quasi irreale, stamattina, in quella pineta. Sopra, un cielo terso. Tra rami e nuvole, con il naso in su, tutto procedeva nel migliore dei modi.

Sotto, tutto bianco: ti sarebbe sembrata Cervinia, non ci fossero stati quegli afosi ed umidi 30 gradi. Il resto era fumo. Ceppi accesi e scoppiettanti, fumo e fuoco; ancora fuoco, non esausto, a cercar vento per placare la sua avida fame.
Si dice che la cura per tutto sia l’acqua salata. Ma quando fuori ci sono quaranta gradi, nemmeno il mare fa in tempo a leccarsi le proprie ferite. Avrà tentato di raggiungere la pineta, il mare; poi, impotente e sconsolato, si sarà ritratto.

Il fumo, oggi. Le mareggiate, nemmeno tanti mesi fa. Si è fatta forza, la Natura, si è ripresa per sfoggiare il suo volto più iridescente per la bella stagione. Ha ripreso in mano l’orlo della sua veste quando il mare le mangiava la sottana;l’ha rilasciata, poi, espansa, rinvigorita, dopo i frangiflutti.

Malgrado i porti, malgrado l’uomo. Malgrado l’inverno, ma quello c’è sempre stato. Malgrado la pioggia. E anche quella non è mai mancata. Malgrado ci sia stato un tempo in cui la pioggia era benedizione, vita, ristoro, seguito dal tempo della paura alle prime gocce, quella di perdere le case; di morirci, nelle case.
Perché noi, orpelli negletti di umanità, affittuari morosi di un proprietario magnanimo, sradichiamo. Togliamo redini al terreno perchè inapaci di frenare ataviche velleità imprenditorial-mitomani. Distese nere ed abbondanti di asfalto da far schifo ad ostruire canali, per farci parcheggi. Salvo poi richiedere risarcimenti per allagamento, in autunno.

Ci sarebbe voluta una bella mareggiata, ieri, una di quelle impetuose e forti. Una di quelle che non lasciano il tempo neanche di pensare. Di quelle impetuose e forti per fare un po’ di pulizia, per eliminare con la stessa violenza del fuoco, gli inutili orpelli umani dal sistema ambiente.

La forza straordinaria della Natura - sapete - risiede nel fatto che continua, stoicamente, ad andare avanti, a riprendersi in mano i brandelli di carne, a rimetterli insieme per creare qualcosa di ancor più straordinario. Malgrado tutto, malgrado tutti.
Sotto, l’apocalisse, sopra gli uccelli a volteggiare di ramo in ramo. Sotto, le basi precarie fatte di cenere e fiamme, sopra gli uccelli a lodar la vita, per esserci ancora. Malgrado tutto, malgrado tutti.

Recita un antico adagio: "Sii come le onde del mare, che pur infrangendosi, trovano la forza di ricominciare”.  E’ ancora estate, a Metaponto, e lo sarà ancora per molto.

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