Domenica, 23 Luglio 2017

Il dramma della sussistenza, il precariato della solidarietà

Il dramma della sussistenza, il precariato della solidarietà Featured

40, 10, 1. È cronaca, sono voci, sono numeri. ‘Per uno che ne ospiti, ne arrivano altri 4’, si lamenta la gente. ‘Uno’, prima di tutto un essere umano. ‘Uno’, un essere umano come te, ma meno fortunato. ‘Uno’ che ad un certo punto della sua vita ha venduto la sua vita per due spiccioli. Uno, fuggito dalla guerra, fuggito dalla fame. Fuggito con quattro soldi per quattro soldi.

Lavorerai in campagna. D’estate: angurie e pomodori; d’inverno per una natura tanto ingenerosa quanto arida, che di certo non vale un risveglio alle prime luci del giorno. Non vale che quattro spiccioli, quelli che raccogli per la tua famiglia in Africa, per quel riscatto che alla tua vita non è spettato. Non vale un pezzo di pane quando non sai se a sera arriverai a mangiarlo, il pane.

 

Camminano sul ciglio della strada, i Neri, camminano in mezzo, alla strada. A piedi, in bici. Senza luci. Di notte, di giorno. A te, automobilista, l’onere di scansarli, di pomeriggio o di notte, col sole in faccia o nel buio pesto di una fosca bretella di strada che congiunge il Borgo alla ss106, alla Basentana, in cui già a fatica devi evitare il guard rail, i cedimenti della strada, su cui finora dovevi evitare solo gli animali notturni.

Finché non arrivano gli uomini, finché non arrivano i Neri. Ad occupare la Montubi, oggi. Ad occupare gli scavi, fino a ieri, fino a poco prima di lasciare la ex Centrale Ortofrutticola. Fino a presidiarli tutti i baluardi della Metaponto che fu, della Metaponto che è: rifugio a cielo aperto, in cui si arriva, ci si stanzia, si muore.

Una casa non c'è, non te la puoi permettere, o semplicemente sei irregolare e nessuno ti concede un tetto. Il resto lo fa la ritrosia della gente, che un po’ non si fida, un po' si spaventa, per il colore della pelle, che si fonde col buio, si fonde con la notte. Anche troppo. Tanto da rimetterci la vita, la tua e di chi di certo la tua non aveva la benché minima intenzione di cancellarla.

 

Avvolti nel silenzio della notte, nell’oblio di una lapide che non avrà mai un nome, che non avrà mai un fiore.

Arrivi in silenzio e in silenzio te vai, lasciando dei sensi di colpa che nessuno merita di espiare.

 

C'è un’immensa differenza tra omicidio ed omicidio stradale che passa per un’unità di misura chiamata "senso di colpa". “Era inevitabile” - si dirà. Ma è davvero così? C’è un’immensa differenza tra uccidere e voler uccidere, specie se la strada è senza luci, se tu giri senza luci.

 alba gallo

 

Image credits: http://www.reportgarda.com

 

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