Giovedì, 21 Settembre 2017

LA STORIA - Il cuore grande di Domenico, ristoratore lucano a Manchester

LA STORIA - Il cuore grande di Domenico, ristoratore lucano a Manchester Featured

Manchester - Pare la pizza sia buona, lì al 14 di South Street. Pare che non solo la pizza sia buona, lì al 14 di South Street, al punto che il 3 febbraio, il ristorante di Domenico La Colla, di San Chirico Raparo ma ormai a Manchester da 23 anni, vinceva il titolo di miglior ristorante italiano a Manchester. “We're happy to announce we have WON the best Italian Restaurant in the UK award”, scriveva Domenico sulla pagina Facebook di “Al Bacio” (https://www.facebook.com/albacio/).

Del resto, ai ristoratori, di buono, chiedi il buon cibo. Dai ristoratori non sempre ti aspetti, invece, che di buono abbiano anche il cuore.

È il 23 di maggio quando famiglie intere, ragazzini e mamme al seguito di ragazzini, portano i pargoletti al concerto, quello che da grande avrebbero ricordato come ‘il mio primo concerto’. Quello che tutti avrebbero avuto il sacrosanto diritto di ricordare, fosse pure il primo, il primo della serie, il secondo o il terzo, non di certo l’ultimo. Tutti erano in fila, quel maledetto giorno, ad aspettare Ariana Grande. E 

Il concerto termina. L’euforia, l’adrenalina ancora scorrono nelle vene. Ci si accalca, ci si stringe tutti: mamme, papà, bianchi, neri, umanità. Ci si stringe in un potpourri unico di fragranze dermiche e colori. Braccia contro braccia, ad incastro. Ginocchia adulte incastonate in zigomi di “uomini in potenza” impazienti di uscire dall’Arena. Ma a volte il Destino sa essere beffardo, mettendo zigomi innocenti ed ignari a diretto contatto con cuori malvagi, magari vestiti da ventenni, da ventenni ciechi e ancora impreparati loro stessi sul concetto di vita a distribuire - senza averne titolo/ragione, senza averne diritto - la fine della vita stessa. È così che un subdolo zaino diviene arma di distruzione di massa, ponendo fine, in un’unica esplosione, a sogni e braccia, musica e ginocchia, all’unico e solo sentimento chiamato ad esplodere in quella circostanza: la gioia di vivere.

Ma l’Inghilterra reagisce, deve farlo. L’Inghilterra alza la testa perché la macchina della Pace torni a rombare, anche a forza di spintoni, anche a costo di farla trainare da 90 muli. La macchina della Pace, a Manchester, viene spinta anche da spallate lucane. Purché vada avanti, è vero, non conta la nazionalità di quelle spalle, è vero.

Ma è anche grazie a quelle spalle, animate dal buon cuore di un lucano, che Manchester riparte. E se una cosa di buono, in questa vita, possiamo fare, è prestare le mani alla vita che scorre, più che all’inchiostro. Ma se una cosa di buono, in questa vita, quell’inchiostro può fare, è raccontare di un lucano che, un giorno, nel cuore di una enorme, indiscussa tragedia, spalancò le porte del suo prestigioso ristorante, adibendolo ad umile mensa, a rifugio, a tetto di una umanità chiamata a farsi una sola cosa, nella morsa del terrore.

 alba gallo

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