Martedì, 12 Dicembre 2017

Petrolio, sospensione Cova: le reazioni e i commenti alla decisione

Petrolio, sospensione Cova: le reazioni e i commenti alla decisione Featured

Di seguito riportiamo i commenti di partiti politici o esponenti singoli alla decisione della Giunta regionale di sospendere le attività del Cova

M5s: “Prima vittoria dei lucani”

Per Perrino e Leggieri la decisione della Giunta “è il risultato della tenacia dei cittadini attivi lucani e di chi, come noi, non ha mollato per un attimo sul tema. Ora è necessario concentrarsi sulle operazioni di bonifica”

“L’uovo di Pasqua ha portato una bella sorpresa per gli abitanti della Val D’Agri e per tutti i lucani: dopo una serie interminabile di incidenti e scandali, la Giunta di Marcello Pittella ha deliberato per la sospensione delle attività del Cova a Viggiano. Una decisione che non può che vederci concordi, dato che la auspicavamo da sempre, e l’abbiamo rilanciata con forza in seguito alle drammatiche notizie sui serbatoi colabrodo del centro, con un’usura certificata dal lontano 2008 (questo è scritto nella diffida dello scorso marzo della Regione ad Eni, della quale siamo entrati in possesso accedendo agli atti) i cui effetti potrebbero esser stati devastanti per il sottosuolo e le falde”. E’ quanto affermano i consiglieri regionali del Movimento cinque stelle Giovanni Perrino e Gianni Leggieri.

“Qualche giorno fa – aggiungono - abbiamo inoltrato una richiesta di aggiornamento alla Giunta sulla situazione del Centro Oli e sulle azioni che Eni aveva messo in campo per adempiere alle prescrizioni imposte dalla Regione Basilicata. Evidentemente la spocchia e la prepotenza di Eni sono risultate eccessive anche per Pittella & co. oppure il presidente è voluto correre ai ripari in vista di possibili azioni da parte della magistratura. Ora è necessario concentrarsi sulle operazioni di bonifica senza concedere il minimo sconto ad Eni come abbiamo richiesto con la mozione approvata il 28 marzo scorso. Vigileremo affinché Eni paghi per le ferite mortali inferte alla Val D’Agri e all’intera Regione Basilicata”.

“La lotta è appena cominciata – concludono Perrino e Leggieri - e la porteremo avanti fino all’ultimo. Questa prima vittoria è il risultato della tenacia dei cittadini attivi lucani e di chi, come noi che li rappresentiamo nelle istituzioni, non ha mollato per un attimo sul tema. Oggi è trascorso un anno dalla celebrazione del referendum anti-trivelle che ha visto la Basilicata unica regione a superare il quorum. La sospensione delle attività del Cova è il miglior modo per festeggiare la ricorrenza”.

 

Bolognetti: "chapeau al presidente Pittella"

"La decisione di sospendere le attività del Cova (Centro Olio Val d'Agri) conferma la fiducia che avevo riposto nell'azione e reazione messa in campo in questo frangente. Viva questo presidente della Giunta regionale; viva la Basilicata e, mi sia consentito, viva l'azione che ho/abbiamo(Associazione Radicali Lucani)svolto in questi mesi, in questi anni, in queste ore. Azione tesa ad onorare la verità, il diritto alla conoscenza, lo Stato di diritto, il diritto alla salute, la Costituzione, la convenzione di Aarhus.

Diritto, Diritti, Giustizia, Stato di diritto, Diritto alla conoscenza". Lo afferma Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e membro della Presidenza Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

"Nel dire grazie al presidente Pittella e alla Giunta regionale, oggi voglio ricordare a me stesso che nonostante minacce, pressioni, fondine slacciate, silenzi omertosi, non ho/abbiamo mollato di un millimetro. Ancora, in queste ore, ho provato ad onorare una lotta nutrendola con la forza di un'azione volta a spartire il pane e il vino della conoscenza. Con convinzione ho divulgato, nei giorni scorsi, documenti sui quali Eni rivendica un inaccettabile "diritto di proprietà", che qualcuno prova a declinare in diritto alla segretezza. Diritto di proprietà? No, diritto umano e civile alla conoscenza. Ripeto: Viva la Basilicata, Viva questo Presidente della Giunta regionale. Barra dritta, non mollare e alla via così".

 

Nota di Latronico (DI)

“Grave ed allarmante la decisione della Giunta regionale lucana di sospendere le attività del centro oli di Viggiano. Da mesi inseguiamo il Governo nazionale perché si assuma le sue responsabilità di controllo delle matrici a partire dalla diga del Pertusillo, senza scaricare le incombenze sulla Regione. Oggi la Giunta regionale ammette che gli inquinamenti ci sono anche a carico degli affluenti del fiume Agri. Nei prossimi giorni chiameremo il governo nazionale alle proprie responsabilità e l'Eni a rispondere fino in fondo degli atti che ha compiuto a danno dei lucani”.
E’ quanto dichiara l’on. Cosimo Latronico (Direzione Italia).

 

Confagricoltura Basilicata su centro Oli Viggiano

Dopo una riunione convocata con urgenza dal presidente Francesco Battifarano insieme al direttore Viscido alla vigilia di Pasqua, la giunta esecutiva di Confagricoltura Basilicata esprime soddisfazione sulla sospensione di tutte le attività del Centro Oli di Viggiano.
"L'intero territorio lucano e l'agricoltura di eccellenza della nostra regione, meritano - si legge in una nota diffusa dall'organizzazione agricola - il rispetto che in queste ore è stato confermato con la delibera di giunta regionale che ha sospeso le attività del Centro Oli. Non si può più scherzare sulla pelle della gente e sull'intero comparto agroalimentare, fiore all'occhiello di questa regione. E' l'ora della verità, chi ha sbagliato deve pagare. Questa è la risposta a chi dice che l'agricoltura e la zootecnia inquinano! Il comparto Agricolo, guardiano dell'ambiente e della salvaguardia del territorio merita rispetto!! Avanti così Governatore Pittella, avanti così Basilicata!"

 

Legambiente: "sana decisione"

“Solidarietà ai lavoratori coinvolti dalla sospensione, da parte della Giunta regionale di Basilicata, ma sostegno convinto ad una scelta dettata dalla evidenza della realtà. Qualche settimana fa, a seguito dell'ennesimo episodio di sversamento di greggio, denunciavamo un'incapacità di ENI, ormai cronica, a rispettare la Val d'Agri, dopo vent'anni di una sorta di extraterritorialità di fatto, con relativa impunità connessa”. E’ quanto dichiara Legambiente Basilicata in un comunicato stampa.

“Nessun ravvedimento in tal senso, invece, considerato che la decisione di sospensione si fonda infatti sulla mancata adozione-da parte di Eni- di misure preventive e di ripristino connesse all'attività del Cova. Eppure dopo l'approvazione della legge sugli ecoreati, 122/2015, con importanti specifiche aggiuntive all'art. 452 c.p., e la lunga sospensione dell'attività del Cova nel 2016 per l'indagine su smaltimento illecito di rifiuti speciali, si sarebbe potuto immaginare un diverso approccio al territorio da parte di questo 'ingombrante' ospite. Nulla di tutto ciò, anzi, nella convinzione di poter continuare a gestire una 'bomba potenziale' secondo le proprie priorità, limitandosi a fornire garanzie e rassicurazioni inverosimili.

E’ urgente il ripristino di una condizione - degna di uno stato civile - di legalità e trasparenza, una quantificazione e perimetrazione del fenomeno del danno ambientale procurato dell’attività estrattiva, l’avvio di programmi di bonifica e, soprattutto, di compensazione socio-ambientale sono le esigenze strategiche del territorio.

La decisione di sospendere l'attività deve rappresentare un punto di non ritorno, la salute e l'ambiente della Basilicata prima di qualsiasi altro interesse: finalmente”.

 

Bellizzi, comitato professionisti: "non basta fermare il Cova, deve intervenire la Magistratura" 

Dopo la notizia che la Regione Basilicata ha deliberato la sospensione di tutte le attività del COVA , il comitato dei professionisti costituito da avv. G. Bellizzi, ing. A. Alberti, avv. A.G. Romano e avv. R. Viggiano, non abbassa la guardia e ritiene che questo provvedimento sia scaturito tardivamente e sia stato adottato solo dopo che la situazione si sia rivelata in tutta la sua gravità.

Comunque esso è solo il primo passo che occorre fare per evitare il disastro ambientale e per evitare che il fermo del COVA si trasformi in una crisi lavorativa per i tanti che lavorano nel settore petrolifero .

Riteniamo che la semplice sospensione delle attività del COVA possa essere addirittura un'azione inutile, se non supportata da successivi ulteriori provvedimenti.

Gli obbiettivi che le autorità dovrebbero perseguire in questo momento, riteniamo siano più di uno :

· Arginare la diffusione del petrolio per evitare la contaminazione del fiume Agri e degli acquiferi coinvolgendo, se necessario, anche professionalità nel settore idrogeologico esterne all'ENI ed alla Regione;
· Progettare ed effettuare interventi di adeguamento del COVA, valutati da una Commissione Tecnica Comunale a cui dovrebbero partecipare anche rappresentanti delle Associazioni Ambientalistiche, affinché gli interventi risultino incisivi ed esso possa funzionare in sicurezza ;
· Concertare, insieme ad ENI, un piano per utilizzare il personale anche e soprattutto nelle attività di bonifica del territorio e durante i necessari e importanti lavori di adeguamento alle norme di sicurezza del Centro Olio ;
· Disporre l'interdizione della zona Industriale all'insediamento di nuovi impianti , fino alla completa bonifica dal petrolio del territorio, affinché non si rischi di insediare attività (per esempio l'impianto SIMAM) che costituiscano altri motivi di preoccupazione e di impatto ambientale.
· Chiediamo quindi che la Regione Basilicata disponga con decreto l'incompatibilità ambientale di tutti i progetti che potrebbero avere impatti impattanti per una zona, quella dove si insedia il COVA, già a rischio di disastro ambientale anche in considerazione dell'effetto cumulo e quindi che si disponga il rigetto del progetto SIMAM;
· Inoltre chiediamo che la Procura di Potenza e le Prefetture competenti dispongano tutti gli accertamenti del caso per verificare le eventuali violazioni della legge compiute e quindi chiediamo che l'autorità giudiziaria disponga provvedimenti volti a garantire il fermo del COVA sino a quando non sarà accertata con sicurezza la causa del danno e la sua effettiva portata , oòtre a individuare con precisione le responsabilità per fatti e omissioni in merito a quanto accaduto;
· Chiediamo anche che il Ministero dell'Ambiente disponga in merito al fermo del COVA con proprio provvedimento a supporto di quanto disposto dalla regione Basilicata, atteso che l'impianto rientra tra quelli soggetti alla Legge Seveso III e classificati impianti industriali a rischio incidente rilevante.

Il nostro comitato, che è nato spontaneamente e che ha come unico scopo la salvaguardia del nostro habitat e dell'interesse collettivo, non vuole solo essere critico nei confronti delle istituzioni, ma vuole soprattutto lavorare insieme al esse per trovare le migliori soluzioni a questi scottanti problemi, ma soprattutto in tempo utile e non a scoppio ritardato , come è avvenuto fino ad ora.

Pertanto invitiamo il Sindaco Cicala di farsi promotore di un incontro con il nostro comitato per vagliare le nostre proposte e portarle nelle sedi opportune affinchè vengano attuate.

In effetti, avendo compreso la portata del potenziale pericolo avevamo già chiesto la chiusura del COVA con il comunicato stampa del 31 Marzo scorso ( fonte http://www.gazzettadellavaldagri.it/fermate-cova-viggiano/ ) ed ora arriva il provvedimento della Regione Basilicata.

 

 

 

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