Mercoledì, 20 Settembre 2017

Il Medico di Bernalda. Matteo Parisi nel racconto di Gianpiero Adornato

Il Medico di Bernalda. Matteo Parisi nel racconto di Gianpiero Adornato Featured

Uomo, medico, luminare alla corte del Papa. Uomo, medico, archiatra, alla corte del potente di turno. Medico, giovane uomo, alla corte del signorotto locale, della cui figlia s’innamora, perdutamente, dopo averla guarita per poi chiederla in sposa. Salvo complicazioni.

Uomo, giovane medico che evidentemente, del cuore, guarisce solo in quanto organo. Questa è la storia di Matteo Parisi. questa la storia di un giovane, forte, medico. Bernaldese.

Ne abbiamo parlato con Gianpiero Adornato, che - da medico - traccia, del luminare e dell’uomo Matteo Parisi, nuove ed inesplorate linee nel suo nuovo ed ultimo romanzo, “L’Archiatra”.

Chi è l’archiatra, chi è il suo “Archiatra”? L'archiatra del mio romanzo è un personaggio del primo Seicento che ha vissuto tra Bernalda, la Lucania, il regno spagnolo di Napoli e Roma alla corte dei Papi. Il “mio” personaggio è ispirato a questo eminente uomo di scienza, Matteo Parisi, che tanto lustro ha dato a una regione come la Lucania e, in particolar modo al Metapontino.

Amore: medicina o veleno? Amore: cura o malattia?

A volte può essere un toccasana, ma molto spesso si trasforma in veleno. Io sono sempre del parere che è il sentimento che ti fa ammalare, ma di felicità.

Antidoti - da medico - per il mal d’amore? Nessun antidoto per questo ”male”… è il sentimento che fa girare il mondo.

Cos’era la Medicina, nel Seicento? Cosa manca alla Medicina, oggi, rispetto agli “umori” aristotelici? L'arte medica nell'epoca dei fatti narrati era davvero agli albori. Nel romanzo è esplicata con più brani ciò che erano le terapie poste in atto per combattere i numerosi morbi che affliggevano le popolazioni. A parte il giuramento d'Ippocrate a cui oggi, ahimè, pochi si ispirano, il 1600 è un esempio di come per abnegazione, alcuni dottori fisici, rischiavano la vita senza nulla pretendere.Questo atteggiamento oggi è del tutto carente ...si sceglie di fare il medico perchè la professione da una stabilità economica a scapito dell'umanizzazione.

“Archiatra” a parte, al Dottor Adornato - uomo e medico, ginecologo e padre - quante nuove vite lucane si devono? Credo di aver superato ampiamente il numero di diecimila bambini.

L’emozione di una vita che s’affaccia al mondo: ce la racconta con qualche fotogramma verbale? Quella del primo parto, invece, cos’è dal punto di vista medico e dal punto di vista umano? Le prime reazioni delle mamme, invece?

Il mio primo parto lo ricordo come il verificarsi di un miracolo ...il miracolo della vita. Strabiliante! Le neomamme dopo uno stato di shock, comprensibile, diventano e si trasformano in altre persone... la maternità è uno status unico e incomparabile.

Storia di amore, morte e medicina: come scopre la passione per la scrittura? Il mio mestiere di ginecologo mi ha aiutato moltissimo nella stesura del romanzo, inculcandomi una passione verso le vicende spesso ascoltate a voce dalle pazienti e ancora di più compartecipando.

Cellule ed organi a parte, di cosa è veramente fatta la vita; di cosa l’uomo, secondo Lei?

La vita non può ridursi alla mera descrizione di una combinazione di cellule composte e ricomposte come un perfetto mosaico. Ecco: l'uomo è il risultato di una mente divina che assemblando i tasselli dà un senso e una speranza alla nostra esistenza.

Gianpiero F.Adornato, “L’Archiatra”, Falco Editore, 2017.

http://www.falcoeditore.com/prodotto/larchiatra/

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