Mercoledì, 22 Novembre 2017

Gelo, neve e vento: agricoltura in ginocchio

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L'organizzazione di produttori Asso Fruit Italia, fra le più rappresentative del comparto del Mezzogiorno d'Italia,  parla di "situazione drammatica" e invoca misure urgenti. La Cia sottolinea: "Calo dei prodotti e impennata dei prezzi". Entro il 30 gennaio dovranno essere presentate le stime per la richiesta dello Stato di Calamità naturale, a lavoro l'assessore regionale Luca Braia e gli uffici regionali competenti in materia: giornate di sopralluoghi 

Settore agricolo nella morsa del gelo, intanto si contano i danni, sono infatti in corso le visite da parte degli organi competenti affinché si rispetti la data del 30 gennaio 2017 quando le stime dovranno essere pronte per la richiesta dello stato di calamità. I danni hanno interessato il comparto zootecnico, fra le altre l'azienda Granarolo ha comunicato che il maltempo ha determinato seri problemi nelle forniture di latte proveniente dalle aziende pugliesi e lucane. Non va per niente bene per l'ortofrutta: uva tavola, ortaggi e verdure e fragole sono le produzioni maggiormente colpite.
L'organizzazione di produttori Asso Fruit Italia, con sede operativa a Scanzano Jonico, che conta oltre 300 associati fra Basilicata, Puglia, Calabria, Campania e Piemonte, è intervenuta per chiedere di accelerare le procedure che porteranno alla richiesta dello stato di calamità e ha auspicato interventi celeri e puntuali nella valutazione delle stime.
“Richiedere lo stato di calamità e attivare tutte le procedure di ristoro per le aziende letteralmente massacrate dalla neve, dal gelo e dal vento”. E, ancora: “Attivare tutte le procedure necessarie affinché le Regioni maggiormente colpite nel Mezzogiorno d'Italia, anche con azioni congiunte, possano sollecitare a stretto giro il Governo nazionale perché intervenga con misure e strumenti idonei a fronteggiare l'emergenza”, così in queste ore Andrea Badursi, direttore generale dell'Organizzazione di Produttori Asso Fruit Italia, e vicepresidente di Italia Ortofrutta – Unione Nazionale, in rappresentanza delle aziende lucane, calabresi e pugliesi associate all'OP.
“Le informazioni raccolte dal nostro ufficio tecnico - quando ancora non è possibile effettuare controlli analitici nei siti produttivi dei nostri soci a causa delle precarie condizioni in cui versa la viabilità principale e quella secondaria e di servizio alle aziende stesse – ci hanno consegnato un'istantanea drammatica: il maltempo ha inferto un colpo pesantissimo al settore che riporta danni alle produzioni in corso e  in moltissimi casi è stato pregiudicato, anche irreversibilmente, lo sviluppo vegetativo delle piante  che da qui a qualche settimana sarebbero andate in produzione, penso a tal proposito al comparto rappresentato dalla fragolicoltura che è strategico per le sorti economiche e patrimoniali delle aziende”.

E, ancora: “Più nello specifico, gli ortaggi 'fuori-serra' sono andati distrutti per un buon 80%. Quanto alle fragole nel Metapontino, i campi situati nelle aree più alte hanno riportato in alcuni punti segni evidenti di bruciatura dei fiori e annerimento dei frutti”.
“In Puglia, per quanto riguarda l'uva da tavola, la situazione appare molto compromessa nelle zone di Ginosa, Massafra, Laterza, Castallaneta, qui la neve ha raggiunto anche i 120 centimetri. I danni purtroppo si sono estesi anche alle strutture che sono crollate sotto il peso della neve. Situazione critica anche in altre aree della regione che corrispondono geograficamente ai comuni di  Casamassima, Turi, Gioia del Colle, Mottola. Molto male anche  ortaggi e verdure in generale, alcuni nostri associati, nelle aree comprese fra i comuni di Castellaneta e Ginosa ma anche Montemesola e Statte,  hanno perso centinaia di ettari, ormai ricoperti dalla neve. Ad aggravare la già precaria situazione il vento gelido che sta letteralmente 'bruciando' e disidratando, fra le altre,  colture come il finocchio e la lattuga”, ha spiegato Badursi.
Che infine  ha auspicato: “Confidiamo nelle verifiche e nelle stime che saranno effettuate dagli uffici pubblici preposti con i quali intendiamo fin da subito collaborare nella definizione di quello che sarà in quadro completo dei danni in modo da poter ottenere il giusto ristoro che tenga in considerazione i danni emergenti  e quelli determinati dai danneggiamenti  permanenti che purtroppo spiegheranno gli effetti in futuro”.
A invocare lo stato di calamità, oltre al governatore lucano, Marcello Pittella e l'assessore regionale al ramo, Luca Braia, le associazioni di produttori, i comuni e numerosi consiglieri regionali e parlamentari.
La Cia mette in evidenza la risposta dei mercati di fronte al calo dei prodotti e la conseguente impennata dei prezzi.
"I mercati meridionali (Napoli, Salerno, Taranto, Foggia) all’ingrosso di ortofrutta e di riferimento per i produttori lucani quasi vuoti sia di prodotti che di acquirenti e prezzi alle stelle: le melanzane sono arrivate a 3,00-3,50 euro/kg, i pomodori e le zucchine a 2,50 euro/kg. I limitati quantitativi di carciofi pugliesi in cella frigo stanno terminando. Rialzo vertiginoso, di conseguenza, per i prezzi dei carciofi tunisini ed egiziani, molto richiesti al momento. La produzione orticola siciliana, quella disponibile, supera i 3 euro al chilo; il ciliegino 1,90 euro, la melanzana 1,50 e il cetriolo 0,70 centesimi. E’ la “fotografia” scattata dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori che evidenzia i tre comparti più a rischio in Basilicata: ortaggi i invernali in campo, come legumi e carciofi, "gelati" , ortaggi 'fuori-serra' distrutti per un buon 80%; (produzione 2015 pari a 170 milioni euro); agrumi (produzione 2015 pari a 45,3 milioni); allevamenti (produzione 2015 pari a 152,4 milioni). Parliamo di prezzi ai mercati all’ingrosso – precisa la nota – che saranno decisamente più alti dal fruttivendolo come al supermercato.
Le prime stime parziali elaborate dalla Cia – che sostiene l’iniziativa dell’assessore all’agricoltura Luca Braia per il riconoscimento dello stato di calamità e il più tempestivo avvio delle procedure di ristoro - parlano di alcune decine di milioni di euro di danni. Perdite di produzioni, guasti di beni strumentali, problemi logistici e di reperimento foraggio per gli allevamenti. Consumi almeno triplicati di gasolio ed energia per il riscaldamento di stalle e serre. In alcune zone gli alberi sono stati divelti dal forte vento, in altre si teme per la tenuta di molte piante da frutta. Un quadro critico che impone misure straordinarie per dare sollievo agli agricoltori colpiti". [GianPi]

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