Mercoledì, 22 Novembre 2017

Eppure li chiamano ‘poveri’. Cosa s’intende per emarginazione economica in Svizzera

Eppure li chiamano ‘poveri’. Cosa s’intende per emarginazione economica in Svizzera

A Natale, come è tradizione per il nostro giornale, cerchiamo di staccare lo sguardo dalle luci intermittenti multicolori, dagli alberi pieni di palline luccicanti, dalle pubblicità televisive con le famiglie del mulino bianco (o rosso o verde o di altro colore) che vivono in regge ben climatizzate e con parquet lucidati anche in garage, per dare un’occhiata spassionata, giornalisticamente cruda ed oggettiva, a quelle tante, troppe famiglie che, in Italia e nel mondo, anche quest’anno vivranno ancora una volta il ‘Natale degli Altri’ cioè si accontenteranno di sognare le ricche tavolate, i vestiti lussuosi, le comodità di chi ha sicurezze economiche che molti hanno sempre e solo immaginato.
Noi facciamo parte del G7- G8 – G20, siamo parte di quell’Occidente avanzato e arrogante i cui rappresentanti, a volte, scivolano sulle proverbiali bucce di banana politiche ma senza poi farsi davvero male (vedasi Cameron e Renzi); e non dovremmo preoccuparci di una cosa che sembra molto lontana nel tempo.
E invece, basta andare a farsi un giro nelle periferie degradate di questo Vecchio Continente un po’ troppo malandato, dai quartieri periferici di Londra alle banlieux di Parigi ai ghetti sociali delle ‘Vele’ di Scampia o dello Z.E.N. di Palermo, per capire che il bisogno economico c’è, eccome!
Incredibilmente, anche in Svizzera, anche in questa ricca, arroccata, aristocratica nazione ai nostri confini, paradiso economico e finanziario mondiale, terra del Bengodi e dei soldi che piovevano dal cielo (e dai conti degli evasori italiani), esiste, ovviamente ‘in sedicesimo’ e senza gli eccessi che troveremmo da noi, un problema ‘povertà’.
Le ultime statistiche della Confederazione, infatti, parlano di un 6.6% della popolazione elvetica che va considerata povera (secondo i parametri dei nostri cugini d’Oltralpe): si tratta di 530.000 persone, sempre secondo i loro numeri.
Ma, addirittura, se parliamo di ‘rischio povertà’ si arriva al 13.5% della popolazione, che, sommato ad un altro 4,6% di ‘deprivazione materiale’, porta il numero degli svizzeri che davvero non va in Limousine e non vive in ville faraoniche con altrettanto faraonici conti in banca alla bellezza di 24.7% di elvetici. Sempre secondo gli uffici statistici svizzeri, 1 minorenne su 20 è in povertà reddituale ed 1 su 6 a rischio povertà: un totale di 316.000 minori in tutto.
Orbene: questo quadro farebbe spaventare se non debitamente parametrato. Potremmo chiederci: ma se in Svizzera stanno combinati così, allora da noi siamo in piena Apocalisse economica!
Tranquilli! In realtà, per essere considerato ‘povero’ in Svizzera, bisogna guadagnare meno di 2200 franchi svizzeri (pari a 2.020,44 euro) vivendo da soli, 3800 franchi svizzeri (3.489 euro) in una famiglia con genitori e due figli minori di 16 anni e 4000 franchi (3673 euro) in una famiglia con due genitori e due figli maggiori di 16 anni.
Tenuto conto di questo, e visto che Lugano è a un’ora o poco più da Milano, quasi quasi mi conviene esser povero in Svizzera piuttosto che lavorare in Italia.
E buone feste a tutti.

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