Martedì, 28 Marzo 2017

PROBLEMI DI CONFINE: Caso pratico di mediazione

PROBLEMI DI CONFINE: Caso pratico di mediazione Featured

Per farvi ancora apprezzare la validità e l'efficacia della Mediazione questa volta vi illustrerò un caso in cui un confinante a causa di una errata interpretazione delle mappe catastali occupa una porzione di proprietà del vicino.

Giovanni proprietario del fondo A che confina con il fondo B di proprietà di Mario, ha costruito sul proprio fondo una villa. Quasi al termine dei lavori di costruzione egli però, a causa di un’errata valutazione della mappa catastale, che pure era stata previamente consultata, finisce con il costruire l'annessa fossa biologica e il muretto di recinzione lato nord interamente sul fondo di Mario.
Mario, risiedendo altrove, non si accorge subito di tale sconfinamento. Dopo circa tre mesi, Mario si reca sul proprio fondo e, vedendo la situazione, si rivolge a Giovanni intimandogli di ripristinare lo stato delle cose adducendo, appunto, l’abusiva occupazione del suo suolo. Giovanni obietta che Mario versa in errore sugli esatti confini della sua proprietà e, a conferma della sua obiezione, chiede a Mario di consultare le mappe catastali, dalle quali però risulta che effettivamente parte del suolo occupato appartiene a Mario. A questo punto Mario si rivolge di nuovo a Giovanni chiedendogli di demolire quanto costruito, egli invece offre a Mario una somma per acquistare il terreno occupato.
Mario non accetta e si rivolge al proprio avvocato per vedere riconosciuto il proprio diritto.
L'avvocato, constatando che la materia (diritti reali) rientra fra quelle per cui è previsto l'obbligo di tentare il procedimento di mediazione, deposita domanda di mediazione presso il nostro organismo
(iscritto al n. 24 del Registro degli Organismi di Mediazione tenuto presso il Ministero della Giustizia)

Nel corso del primo incontro di mediazione chiedo alle parti di illustrarmi la situazione. Durante l'esposizione dei fatti, la comunicazione tra le parti appare molto difficoltosa, Mario ancorato sulle sue posizioni di partenza, Giovanni frustrato dalla situazione di stallo.
Visto che in ogni conflitto ci sono le posizioni (quello che le parti dicono di volere), sotto le quali ci sono gli interessi (quello che le parti vogliono davvero), al di sotto dei quali ci sono le necessità (quello di cui le parti hanno bisogno), era chiaro che bisognava sentire le parti separatamente...

Nelle sedute private emerge chiaramente la buona fede di Giovanni che mai si sarebbe permesso di occupare abusivamente la proprietà del confinante ma, viene fuori anche la sua necessità di evitare di demolire quanto costruito a causa dei costi sostenuti e del disagio che ciò avrebbe portato alla realizzazione di quanto ancora restava da fare, visto che lo spostamento della fossa biologica avrebbe impedito la realizzazione dell'area giochi a cui tanto teneva sua moglie.
Mario da parte sua mostra di non volere assolutamente vendere la porzione di suolo abusivamente occupata e chiarisce anzi che, se fosse possibile acquisterebbe volentieri una ulteriore porzione di terreno per realizzare la casa vacanze dei suoi sogni. Abitando fuori ha intenzione di costruire su quel fondo, acquistato con tanti sacrifici, la propria residenza estiva e nel giardino realizzare una zona relax con piscina e zona barbecue.
I loro reali interessi erano venuti fuori...

Durante il successivo incontro congiunto, dopo un inizio tranquillo i toni cominciano ad alterarsi. Chiedo ad entrambi di recuperare il controllo e gli avvocati sottolineano allora l'importanza di evitare un lungo giudizio.
Ritrovata la calma Giovanni comincia a raccontare che la piscina era stato anche un suo desiderio ma poi per una questione di spazio aveva dovuto rinunciarvi e condividere l'idea della moglie di realizzare uno spazio giochi per i bambini. Ci informò anche però che aveva in mente tra qualche anno, quando i bambini sarebbero cresciuti e non avrebbero più avuto bisogno di scivoli e altalene di rimpiazzare lo spazio giochi con una bella vasca idromassaggio.
L'idea della vasca idromassaggio in giardino piace tanto a Mario che improvvisamente abbandona l'idea di ripristinare lo status quo e propone a Giovanni di recuperare la porzione di terreno sottratto, dall'altro lato del terreno confinante per avere così modo di installare l'idromassaggio (al posto della piscina) vicino alla prevista zona con barbecue e farne la tanto desiderata zona relax.

Senza neanche accorgersene avevano trovato un accordo!
Dietro mio suggerimento definiscono e inseriscono nell'accordo anche la divisione delle spese relative alla risistemazione dei confini ed un termine massimo entro cui concludere il tutto.
La mediazione ha funzionato mostrando tutte le sue potenzialità: ha permesso di trovare velocemente un accordo soddisfacente per entrambi ed ha permesso a ciascuno di raggiungere il proprio obiettivo principale uscendo entrambe vittoriose per il risultato ottenuto...
Viene da chiedersi....avrebbero potuto ottenere questi risultati con una sentenza?

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