Lunedì, 24 Aprile 2017

Una mamma con la barba

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C’è un detto, che nei film di James Bond spopola, che recita: ”Mai dire mai”. E’ una di quelle cose di una banalità sconvolgente che fanno ammutolire una mente appena appena superiore alla media e che andrebbero inserite nel libro dei ‘Non si dice’ che andrebbe distribuito nelle scuola dalla prima elementare fino al portone dell’università.

Indica, questo detto orrendo, una condizione propria della società odierna in cui, davvero, il limite della sorpresa è stato spostato così in avanti che se ne sono persi i confini: ormai rimanere ammutoliti davanti alle stranezze da fiera delle mostruosità che ci vengono propinate dalla tv è diventato davvero difficile. Si è visto di tutto: menti deboli che rincorrono il mito plastico di Ken (al maschile) e Barbie (al femminile) sottoponendosi ad una serie di interventi chirurgici che spaventerebbero anche il più perso masochista; improbabili personaggi che si tatuano il 100% del corpo arrivando persino agli occhi per sembrare un po’ più strani; gente che si presenta alle cronache con le pratiche più strane, dal neovampirismo alla venerazione delle fate e degli gnomi. A volte, però, alla stranezza si aggiunge un interrogativo inquietante che davvero spaventa: ma dove stiamo andando? Che mondo ci aspetta da qui a dieci anni? E le risposte, quelle si che fanno paura. L’ultima frontiera dell’originalità l’ha attraversata Evan Hempel. Nata donna, Evan, ha iniziato il percorso di trasformazione sessuale in uomo nel 2003, continuandolo fino ad assumere aspetto maschile con regolare barba, peluria diffusa, caratteristiche maschili di corporatura, andatura, comportamento e voce e regolare compagna innamorata al seguito.

Embé? Potreste giustamente chiedere voi: cosa c’è di strano? Tutto regolare, visto che lo hanno fatto e lo fanno in tantissimi al mondo. E a pieno diritto se davvero non si sentono bene in un corpo ed in una gabbia comportamentale sociale che non è la loro. Sarebbe tutto ‘regolare’ se, però, il neo-signor Hempel, ricordandosi di essere stato donna, nel 2015, ha deciso di smettere la cura ormonale, di ricorrere all’inseminazione artificiale e di rimanere incinto/a. Da questo esperimento è nato un bambino che Hempel, per non farsi mancare niente, allatta al seno, guardandolo teneramente con un sorriso pacioso che gli attraversa materno/paterno tutta la fluente barba rosso-biondiccia. Insomma la ex-donna Hempel, diventata uomo attraverso un percorso chimico-ormonale che l’ha trasformata nel maschio che diceva di voler essere anche prima di diventarlo davvero, ha voluto riacquistare le sue caratteristiche femminili giusto in tempo per avere un bambino, da allattare al seno, prima di riprendere ovviamente le cure per ridiventare maschio a tutti gli effetti. Qui non si tratta più e solo del tema del ‘gender’ tanto in voga, sul quale ci sarebbe a lungo da dibattere. Si tratta di capire una cosa: ma la scelta sessuale e di genere, può diventare una sorta di ‘menù alla carta’ in cui, di volta in volta, si decide se esser maschio o femmina a seconda dell’utilità e del desiderio soggettivo del momento? Meglio ancora: siamo forse ad una nuova svolta, questa si sorprendente, che farà dell’ermafroditismo, cioè della convivenza dell’essere maschio e femmina biologicamente prima che psicologicamente, un nuovo diritto da richiedere e difendere a gran voce?

Io me lo chiedo: e rabbrividisco.

Read 680 times Last modified on Mercoledì, 26 Ottobre 2016 15:44
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