Mercoledì, 29 Marzo 2017

Aaa - Mozzarella cerca casa(ro) – Ultima chiamata per… la Nuova Zelanda

Aaa - Mozzarella cerca casa(ro) – Ultima chiamata per… la Nuova Zelanda Featured

“E’ una crema soffice e mite e sa di latte fresco”. È così che Massimo spiegava qualche anno fa la sua “burrata” ai neozelandesi.

È così che la si spiegherebbe ai settentrionali in fin dei conti, posto che il modo migliore per raccontarla è… mangiarla. E finchè sei in Italia, ok. Ma quando da Bari Palese ti imbarchi per quei posti in cui le torte sono alte almeno mezzo metro e il succo si vende nelle taniche di benzina, come si fa? (E il coccodrillo?)

Ma cominciamo dal principio. Il primo problema di un italiano quando va all’estero è scongiurare l’effetto Totò e Peppino, che comincia col “NoioVulevàmSavuàr” e finisce col “per andare dove dobbiamo andare, da dove dobbiamo andare?”. Poi, superato lo scoglio linguistico – geografico, il gap di livello 2 è dove andare a mangiare (bene). Infine c’è la chiamata a casa, ma questa è un’altra trasmissione.

Ecco. Un bel giorno del 2004, come tutti i pugliesi, Massimo si imbatte nella Nuova Zelanda. E viceversa: la Nuova Zelanda incontra Andria. E sapete quella storia degli Italiani che vanno in vacanza fuori, poi trovano lavoro e ci rimangono? Ecco, esattamente.

“Massimo - si legge sul sito - came to New Zealand on holiday from Puglia in 2004 and was surprised at the lack of fresh mozzarella”.  Dove l’espressione “the lack of fresh mozzarella” è molto più che un programma. Tradotto in immagine Instagram la scena si configurerebbe con un turista… in “divisa da turista” (paglietta, bermuda verdi con tutte le palme di Malibù e camicia blu e celeste con gli aironi cinerini stilizzati) che scende dall’aereo e con espressione di disappunto (delineata sul viso per esprimere carenza da latticino in terra straniera) afferma: “Acciderbolina: e adesso come faccio senza mozzarella"?!

Ma la vita di Massimo va avanti. Da quel tragico momento passano giusto sei anni, quelli occorsi per incontrare Marina ed aprire un caseificio, appunto. In Nuova Zelanda. Dove oggi produce felicemente burrate, stracciatella e mozzarelle. E vissero… no, non vissero un bel niente. Nel senso che la storia non finisce qui. E nemmeno la notizia.

Così per principi che cercano moglie, Massimo – oggi - cerca casari. Astenersi perditempo e vegani. 

Riferimenti e candidature su: http://www.massimos.co.nz/contact/

Pagina fb: https://www.facebook.com/MassimosMozzarella/?fref=ts

Read 996 times Last modified on Martedì, 11 Ottobre 2016 21:13
Rate this item
(2 votes)

Per la tua pubblicità su questo sito