Giovedì, 21 Settembre 2017

NUTRIZIONE - Carenza di iodio e rischi per la salute, uno studio dell'Osservatorio Grana Padano

NUTRIZIONE - Carenza di iodio e rischi per la salute, uno studio dell'Osservatorio Grana Padano Featured

Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano mette in luce lo scarso consumo di alimenti ricchi di iodio e i rischi per la salute, in particolare per il feto e l’accrescimento dei bambini.
La carenza nutrizionale di iodio costituisce ancora oggi un grave problema sanitario e sociale che interessa un numero elevato di persone in tutto il mondo, compreso il nostro Paese. In molti pensano che basti una passeggiata in riva al mare per fare il pieno di questo importante minerale, ma purtroppo non è così. Lo iodio si assume solo attraverso gli alimenti, in particolare il pescato marino, e la carenza è sostanzialmente dovuta ad una errata alimentazione.Si stima che circa il 29% della popolazione mondiale sia ancora esposta alla carenza di iodio. In Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone, più del 10% della popolazione. L’insufficienza di iodio ha effetti negativi in tutte le fasi della vita perché costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, i quali svolgono un ruolo determinante nelle fasi dell’accrescimento e dello sviluppo.
 
La gravidanza e l’infanzia rappresentano le fasi in cui gli effetti della carenza possono essere più gravi poiché gli ormoni tiroidei sono indispensabili per un adeguato sviluppo del sistema nervoso centrale che inizia durante la vita fetale e continua fino ai primi anni di vita, ma anche nel mantenimento dell’equilibrio metabolico dell’organismo adulto; senza un adeguato apporto di iodio, il nostro metabolismo diventerebbe pigro, causando un gran numero di patologie gravi.
 
La carenza è determinata da uno scarso consumo di alimenti ricchi di iodio ed anche dall’inosservanza delle regole dell’equilibrata alimentazione in particolare per la frequenza con cui si dovrebbero consumare gli alimenti.
 
Il contenuto di iodio è estremamente variabile; gli alimenti più ricchi di iodio sono i crostacei e i pesci di mare, i mitili e gli alimenti provenienti dal mare in generale. Anche le uova, lo yogurt, alcuni formaggi e la carne ne contengono quantità significanti, i vegetali invece sono poveri di questo minerale la cui quantità dipende dalle quantità contenute nel terreno. Anche negli alimenti di origine animale la presenza di iodio dipende da cosa hanno mangiato gli animali, per questa ragione il contenuto può essere molto variabile, tranne che negli alimenti DOP la cui costanza nutrizionale è garantita dal disciplinare di produzione.
 
Gli alimenti che maggiormente contengono iodio sono poco consumati dagli intervistati nonostante il pescato sia la prima fonte del minerale, la seconda è rappresentata da latte e latticini, con in media un contributo di 20μg giornalieri. Garantirsi un corretto fabbisogno di iodio è fondamentale per proteggere la salute della tiroide. La strategia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a livello mondiale, scelta anche dal nostro Paese, per l’eradicazione dei disturbi da carenza iodica, è quella di utilizzare come veicolo il sale alimentare arricchito di iodio.
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