Sabato, 24 Giugno 2017

L'INTERVISTA. Nicky Persico racconta il dramma delle vittime di stalking Featured

Nicky Persico: ex steward, giornalista, avvocato e scrittore. Molte definizioni per uno degli autori più interessanti degli ultimi anni. Con il suo Spaghetti paradiso, edito nel 2013 da Baldini&Castoldi, non solo ha conquistato il prestigioso premio “Giallo Garda” ma ha anche raccontato, con sapienza e maestria, del dramma vissuto dalle vittime di stalking.

I dati parlano chiaro: sono circa diecimila i casi di stalking denunciati in Italia ogni anno; a farne le spese sono soprattutto le donne che spesso, almeno in una fase iniziale, tendono a sottovalutarne il pericolo.

Persico, che si occupa da anni, come legale, di violenza sulle donne, ha dato vita nel 2008 a Lightonstalking, un gruppo Facebook nel quel, le vittime di atti persecutori, possono trovare reciproco sostegno.

-Da avvocato a scrittore, il passo è stato breve?

In termini di tempo è stato relativamente rapido, ma molto 'naturale'. Il patrimonio di esperienza e conoscenza derivante dalla professione hanno senz'altro aiutato la costruzione del primo romanzo, e i riscontri dei lettori hanno rivelato qualcosa che non credevo di possedere in termini di narrazione e scrittura in genere. Il resto ha preso ad accadere da solo, come spesso succede. Io ne sono felice, e continuo con sempre maggiore impegno.

- Nel corso della sua carriera forense si è interessato a casi di violenza sulle donne: quanto hanno influito queste storie sulla stesura del suo libro?

In modo determinante: Spaghetti Paradiso è un concentrato di tutte le vicende e di quel che mi hanno insegnato. L'esperienza e la teoria, insieme, mi hanno orientato a scrivere un libro che potesse davvero essere semplice, accattivante, eppure efficace sotto diversi punti di vista. I riscontri sono innumerevoli (non ultimo il Premio Letterario Internazionale Festival 'Giallo Garda') e sono sempre – a mio avviso – da condividere con tutte le persone che nell'arco degli anni hanno contribuito alla mia formazione. Ci sono tante vite, in quel libro, e anche la forza della resilienza. E' quel che di più importante ho imparato. Un aspetto dell'animo umano che si rivela determinante, per uscire dalla persecuzione e ritrovarsi, riscoprendo la propria forza ed i propri valori interiori.

- L’avvocato Flachi può essere considerato un suo alter-ego?

In qualche modo sì. Nonostante io neghi, molte persone dicono che in qualcosa siamo diversi, e in molte altre cose ci somigliamo molto. In realtà ho voluto raccontare anche alcuni aspetti della vita e del lavoro degli avvocati. Un omaggio ad una professione con peculiarità uniche, della quale spesso si trascura di considerarne lo spirito di sacrificio, la grande umanità di chi la svolge, quanto possa essere spesso complessa e quanto impegno davvero richieda.

- Cos’è lo stalking?

Io preferisco chiamarla 'persecuzione'. E' un fenomeno complesso, che richiede una valutazione diversificata, per poter essere affrontato. Di certo è occulto, con un tasso di sommerso stimato intorno all'85%, così come poco diffusamente sono raccontate le sue dinamiche. In realtà, come racconto nel libro, è uno schema subdolo messo in atto da qualcuno che si industria a far del male, e nel far questo si muove cercando l'invisibilità, salvo l'apparire come è in realtà agli occhi della vittima, e non agli occhi del mondo esterno.

- Mi può tracciare il ritratto del tipico stalker?

Generalmente si tratta di persone con un alto indice di anaffettività, dall'ego sovradimensionato e dalla capacità manipolativa decisamente pronunciata. In realtà questi sono altresì indici della propria insoddisfazione, che proiettano sulla vittima. In generale questi tratti sono sempre più o meno presenti.

- Cosa ne pensa dell’attuale legge sullo stalking? E’ valida o andrebbe modificata?

Io credo sia valida, per come è stata strutturata. Tuttavia resta il problema della tutela effettiva successiva al rivolgersi alle autorità. Sarebbero necessarie misure più incisive. Il numero medio delle vittime uccise annualmente non cala, e questo indica l'inefficacia del sistema. Bisogna fare qualcosa di più in quella direzione.

- “Spaghetti paradiso”: mi può spiegare la scelta di questo titolo?

E' stato scelto per dare una immagine meno 'spaventosa' a chi si approccia al fenomeno, onde evitare che se ne allontanasse perdendo così l'occasione di approfondire il tema. La ricetta indica il recupero di sé stessi e dei rapporti veri. Una formula semplice per indicare la strada della rinascita. Tutto il romanzo, del resto, è improntato a sminuire la paura, e non ad amplificarla. La paura è il vero nemico da battere, nella persecuzione.

- Si parla sempre di casi di stalking “al femminile”. Quanto è diffuso, invece, lo stalking “al maschile”?

I dati parlano del 15%, ma sono stime, a mio avviso, molto difficili da fare. Esistono in ogni caso, perché in generale il manipolatore è asessuato. Secondo la mia esperienza in questi casi, addirittura, ho registrato una maggiore resistenza a denunciare.

- Nel 2008 ha fondato un gruppo Facebook denominato “lightonstalking” nel quale, le vittime di stalking, possono trovare sostegno scambiandosi tra di loro consigli ed esperienze, che tipo di riscontro ha avuto dagli iscritti?

Il riscontro è stato talmente grande che il gruppo esiste ancora adesso. Si tratta di una formula basata sull'auto-aiuto. Una vittima può trovare indicazioni, suggerimenti, molto spesso provenienti da persone che hanno vissuto il loro stesso dramma, e quindi la comunicazione è facilitata. Un primo orientamento, insomma, per chi inizia a rendersi conto di avere un problema di questo tipo, che talvolta è stato utilissimo.

- Il suo libro è più uno “smart-thriller”, così come definito dalla critica o un romanzo di formazione?

E' sempre riuscito difficile 'incasellare' Spaghetti Paradiso. E' un libro con molte peculiarità del tutto originali: appassiona, è ironico, scorrevole eppure formativo. Insomma, credo che smart-thriller sia più appropriata, come definizione. E questo è in genere il mio stile: non seguo molto gli schemi. Vado per la mia strada e scrivo quel che mi sento. E' accaduto anche con “Hair”, la mia ultima creazione pubblicata da Gelsorosso, che sta riscuotendo notevole successo anche per i suoi aspetti innovativi

 

Valentina Nesi

Read 1558 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:43
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